31 luglio 2009

TAV a Bologna... e a Firenze?

Su youtube è visibile, in 5 parti, il filmato realizzato da Giancarlo Venturi: “Questa è la TAV a Bologna…..e se succedesse anche a Firenze?”
E’ stato girato il 28 marzo 2009 a Firenze nell’incontro di Idra col comitato di Via Carracci di Bologna e il 16 aprile 2009 nel sopralluogo alla TAV di Bologna.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla realizzazione del sottoattraversamento, dopo averlo guardato integralmente, se li toglie. Consiglia la visione a chi ignora, per mancanza di informazione, il disastro ambientale che la sua realizzazione recherebbe a Firenze e alla vita dei suoi
cittadini. Buona visione.

http://www.youtube.com/watch?v=2UN1CmAlmm4
http://www.youtube.com/watch?v=lggcZuu4XLA
http://www.youtube.com/watch?v=9NFfofcL7ro
http://www.youtube.com/watch?v=VlfW8JMUmDc
http://www.youtube.com/watch?v=1QexXf-TL5I

29 luglio 2009

Comunicato stampa dei promotori dell'appello
"La grande opera da realizzare è la sicurezza per chi lavora e viaggia"

Firenze, 29 luglio 2009
Ad un mese dal disastro ferroviario di Viareggio una serie di soggetti politici e di comitati lancia un appello ai Ministri del Tesoro e dell'Economia, dei Trasporti e Infrastrutture, ai Presidenti di Regione Toscana e Provincia di Firenze, al Sindaco di Firenze perché la mole enorme di risorse che vengono destinate alle grandi opere, spesso pericolose come il sottoattraversamento AV di Firenze, vengano destinate alla manutenzione dei rotabili e delle linee, a garantire la sicurezza dei lavoratori dei trasporti, al trasporto dei pendolari che è in condizioni sempre più miserevoli.
I cittadini che condividono questo appello potranno firmarlo sul sito
http://www.firmiamo.it/appello-per-la-sicurezza-ferroviaria

info 338 3092948

**********
Al Ministro dell'Economia e Finanze
Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Al Presidente della Regione Toscana
Al Presidente della Provincia di Firenze
Al Sindaco di Firenze

La “grande opera” da realizzare è la sicurezza per chi lavora e viaggia

Abbiamo ancora negli occhi le immagini del disastro di Viareggio e nel cuore il dolore per tanta sofferenza scaturitane.
Questa sciagura non è giunta improvvisa: ben tre incidenti simili erano avvenuti nel mese precedente l'esplosione della cisterna di gpl, tutti in Toscana. Non si può parlare di caso, ma di accettazione di livelli di rischio troppo alti.
Crediamo che la causa di questa tragedia non sia solo la fatalità, ma che ci sia anche la responsabilità di chi, in questi anni, ha perseguito una politica dei trasporti profondamente sbagliata.
  • Aver privilegiato la scelta di grandi infrastrutture, spesso dalla dubbia utilità, con costi spropositati e con impatti ambientali insostenibili.
  • Aver sistematicamente ridotto la manutenzione sulle linee e nel parco veicoli per ragioni di bilancio.
  • Non aver adeguato i locomotori e le linee tradizionali - quelle non ad “alta velocità” - alle norme di sicurezza più alte.
  • Aver abbandonato il traffico locale in condizioni sempre più precarie.
  • Aver ridotto in maniera esasperata il numero dei ferrovieri, averne ridotto le squadre di lavoro, aver desertificato intere linee in cui le stazioni sono desolatamente e pericolosamente vuote.
  • Aver compresso e vanificato, fin quasi ad azzerarle, le caratteristiche di sicurezza di materiali e infrastrutture.
Per questo chiediamo che sia abbandonata questa politica vecchia e si ricominci a rilanciare la funzione delle Ferrovie dello Stato come garante della mobilità pubblica, non come strumento di interessi economici.
Un primo segno di questo cambiamento potrebbe essere la riassunzione del macchinista Dante De Angelis, reo di aver fatto il proprio dovere di “responsabile della sicurezza”; reo cioè di aver denunciato carenze nella sicurezza dei treni.
Un altro importante segno che chiediamo è che si inizi a dirottare la mole enorme di risorse destinate alle “grandi opere” verso tutta le rete dei trasporti, in modo che i benefici della moderna tecnologia non vadano solo a poche migliaia di viaggiatori tra le grandi città, ma ai milioni di cittadini che ogni giorno hanno bisogno di muoversi in sicurezza per lavoro, per studio, per diletto.
Proprio da Firenze può arrivare un grande segnale di svolta con l'abbandono dell'inutile, dannoso e costosissimo progetto di sottoattraversamento AV per realizzare più comode e confortevoli soluzioni di superficie.

Promotori
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
Gruppo Tecnico Dipartimento Urbanistica Università degli Studi di Firenze
Rete Toscana dei Comitati per la Difesa del Territorio
Italia Nostra
Perunaltracittà
PRC segreteria provinciale Firenze
Associazione per una Sinistra Unita e Plurale di Firenze
Comitato Cittadini per Firenze
Lista Firenze 5 Stelle
SDL
CUBtrasporti

18 luglio 2009

Piccola precisazione

Oggi sulla Nazione si parla dei "comitati No-tav (schierati con la lista civica di Spini)" alle ultime elezioni amministrative.
A scanso di ulteriori equivoci, si ricorda che il comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze e' indipendente, non ha aderito ne' aderisce ad alcun gruppo politico e collabora con tutti i soggetti che si oppongono alla realizzazione del tunnel sotto la citta' di Firenze.
Si ricorda che questa posizione e' stata da noi ribadita dal comunicato stampa del 9/4/2009 che si puo' trovare sul nostro sito:

http://notavfirenze.blogspot.com/2009/04/comunicato-stampa.html

16 luglio 2009

17 luglio: incontro Sindaco di Firenze con Amministratore Delegato FS

Venerdì 17 luglio 2009 ci sarà l'incontro tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l'Amministratore Delegato delle FS Mauro Moretti. Riteniamo tale incontro molto importante, e vogliamo puntualizzare alcune cose che riteniamo fondamentali, soprattutto oggi che il Sindaco ha espresso la volontà di capire meglio la portata del progetto di sottoattraversamento della città.
Ricordiamo innanzitutto che un gruppo di docenti e tecnici formatosi presso il LAPEI (Università di Firenze) ha effettuato uno studio sulla compatibilità ambientale del progetto e sugli impatti dell’opera, constatando la necessità di abbandono del progetto stesso per ricercare soluzioni radicalmente diverse e meno impattanti.
Anni e anni di cantieri con centinaia di camion sulle strade, un disastro per le condizioni di vita di tanti cittadini, un impatto violento sulla falda senza alcuna garanzia nei confronti di eventi traumatici sul tessuto urbano, anche disastrosi. Eppure il Mugello, ed anche Bologna, qualcosa dovrebbero insegnare.
Ricordiamo anche che esiste una proposta di attraversamento in superficie, semplice, economica e a basso impatto, illustrata in uno studio dello stesso gruppo di docenti e tecnici, e che tale proposta “non risulta” agli amministratori fiorentini e toscani, solo perché pervicacemente non vogliono prenderla in considerazione.
Vorremmo poi ricordare all’AD Moretti la funzione che devono avere le ferrovie: quella di garantire un servizio pubblico di mobilità che sia a livelli per lo meno decenti. Il suo modello, inseguire “le regole del mercato” privilegiando solo il progetto “alta velocità” (che interessa circa il 5% dei viaggiatori), dimenticando il restante servizio che interessa milioni di persone al giorno, non è degno di un paese civile.
A Moretti vogliamo ricordare che quando si iniziò a parlare di TAV si sosteneva che i proventi di questa linea avrebbero ripianato i costi del servizio dei pendolari. Adesso si sta passando al tentativo di liquidazione di un servizio fondamentale per il sistema paese come il trasporto regionale perché “non rende”.
A Moretti vorremmo ricordare che è inutile parlare di “alta capacità” per le nuove linee tali da garantire l'incremento del servizio merci. Ci spieghi come mai questo servizio è in via di liquidazione in Italia, tanto che in intere regioni non esistono stazioni atte a spedire merci su treno.
A Moretti vorremmo ricordare quanto è accaduto pochi gironi fa a Viareggio. E' stato l'ultimo di una serie di incidenti dello stesso tipo, 4 proprio in Toscana, fino alla tragedia. Questi incidenti non sono solo frutto della fatalità, ma di scelte di politica industriale in cui si privilegiano solo pochi segmenti del servizio e lasciano il restante all'abbandono.
Si faccia quindi una scelta responsabile, si ricontratti l’appalto già assegnato per eseguire opere realmente utili ed urgenti, come ce ne sono tante da realizzare in tutta la regione, si investa in manutenzione e sicurezza, si eviti un inutile pericolo per Firenze: si abbandoni una volta per tutte la folle scelta del tunnel sotto la città.

Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

info 338 3092948

15 luglio 2009

Comunicato stampa

Il Comitato contro il sottoattraversamento:
«Sì al Referendum sulla Tav. E' necessario cambiare rotta»


Firenze 15 luglio 2009 - Il Referendum consultivo sul tema del "Sottoattraversamento AV" è un utile strumento di conoscenza, partecipazione e decisione da parte dei cittadini. Per questo lo sosterremo con l'auspicio che il Comitato promotore sia largo, inclusivo e formato da tutte le forze sociali, politiche e scientifiche che in questi anni si sono batute contro questa opera inutile per le ferrovie, dannosa per città e ambiente, costosissima per la collettività.

Il Referendum arriva all'indomani della strage di Viareggio, una tragedia che impone un netto cambiamento nella politica dei trasporti e nell'uso del denaro pubblico; il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze ritiene pertanto importante utilizzare ogni strumento a sua disposizione per invertire la rotta.

Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
info 338 3092948

NEWS 2

14/07/2009

Tav, Razzanelli e De Zordo presentano i quesiti refendari contro il sottoattraversamento
Anche Giovanni Galli (PdL) ha firmato per il referendum

Sono stati presentati stamani i due quesiti referendari sul sottoattraversamento della TAV nella zona della nuova stazione Foster nell’area degli ex Macelli. Oltre a Mario Razzanelli, capogruppo in consiglio Comunale di “Firenze c’è” e promotore del referendum, erano presenti anche la capogruppop di "perUn'altracittà" Ornella De Zordo, Luigi Cappugi, presidente dell’associazione Firenze c’è, Giuseppe Sorrentino dei Comitati Cittadini insieme a Giorgiana Corsini e Bernardina Bargellini. (...)
I quesiti saranno sottoposti al giudizio tre esperti Antonio Andreani, Paolo Golini, Carlo Marzuoli che si pronunceranno entro 30 giorni sull’ammissibilità. Se i tempi verranno rispettati, la raccolta delle firme (ne servono 10mila) potrebbe iniziare ai primi di settembre e il referendum, secondo Razzanelli, potrebbe tenersi a febbraio 2010. (...)

Fonte: Comune di Firenze

14 luglio 2009

NEWS 1

13/07/2009

Alta Velocità, De Zordo (Perunaltracittà): «Subito un consiglio comunale straordinario per valutare i nuovi progetti»

Primo atto rivolto al neopresidente Giani, sostenuto anche da Galli, Razzanelli e Spini

Una convocazione urgente del consiglio comunale, in seduta aperta e straordinaria, per discutere del progetto del nodo fiorentino dell’Alta Velocità ferroviaria. E' quanto chiesto oggi al neoeletto presidente del Consiglio comunale; hanno sottoscritto la richiesta di De Zordo anche i capogruppi delle opposizioni Giovanni Galli, Mario Razzanelli e Valdo Spini.(...)


Fonte: Comune di Firenze

Comunicato stampa

Un gruppo di cittadini che vivono nei dintorni del parco dei Macelli, dove dovrebbe sorgere la nuova stazione dell'Alta Velocità, hanno scritto un lettera aperta al sindaco per dire tutte le loro perplessità
e timori nel caso dovessero iniziare i lavori di scavo.
La lettera è stata consegnata lunedì 12 in occasione della prima seduta del nuovo Consiglio Comunale.
Di seguito il testo della lettera.

*****************

Lettera aperta
Al Sindaco di Firenze Matteo Renzi
p.c.
Al Prefetto di Firenze
Al Presidente Osservatorio Ambientale
All'Assessore regionale Territorio e Infrastrutture
Al presidente del Quartiere 5

Siamo cittadini che viviamo nella zona di viale Corsica, Via Circondaria, Via Gordigiani, Via Mariti, Via dell’Arcovada, Via Zeffirini (tutti quindi del quartiere 5).
Sappiamo che nei prossimi mesi inizieranno nell’area ex macelli i lavori per l’alta velocità e quindi la nostra zona si trasformerà in un grande cantiere.
Sappiamo che è previsto il passaggio di centinaia di tir al giorno per movimentare un milione di metri cubi di scarto prodotto dagli scavi per la costruzione della stazione sotterranea (progetto Foster) Sappiamo che lo scavo della stazione sotterranea raggiungerà e taglierà la rete di canalizzazione dei numerosi corsi d’acqua che scendono nel sottosuolo da Nord verso il Mugnone.
Sappiamo che lo scavo scenderà fino alla falda idrica, creando un reale rischio di dissesto per tutti gli edifici del quartiere, addirittura di effetti di bradisismo Sappiamo che i lavori comporteranno effetti dirompenti in termini di inquinamento atmosferico ed acustico.
Sappiamo che i nostri figli subiranno tutto questo in quanto alunni della scuola Rodari (50 metri dal mega cantiere) e scuola Rosai (80 metri dal mega cantiere).
Sappiamo che i nostri figli, gli anziani e tutti i residenti della zona non potranno più frequentare il giardino di Via Danti , che seppur insufficiente per le esigente del quartiere è comunque uno dei pochi punti di aggregazione poiché diverrà una mega rotonda per i camion che vi passeranno attorno.
Sappiamo invece che la qualità della nostra vita sarà distrutta.
La tutela della qualità della vita dei cittadini e della loro salute dovrebbe essere il principio ispiratore dell’azione dei nostri governanti. Non sappiamo per quali gravi ed eccezionali motivi tale principio non è oggi rispettato.
Per questo vogliamo essere ascoltati e informati.
Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto per discutere l’organizzazione dei lavori, valutare il loro impatto, individuare soprattutto soluzioni alternative.
Se questo non ci verrà garantito ci opporremo fermamente all’inizio dei lavori e saremo pronti a prendere tutte le iniziative che pensiamo necessarie per impedire tutto ciò.

Firenze, 11 luglio 2009

Un gruppo di cittadini abitanti e residenti nel Quartiere 5

01 luglio 2009

Comunicato stampa del Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

Viareggio, una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

L'entità del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l'estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato vanno a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.

Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non può esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima è che l'aver convogliato la quasi totalità delle risorse economiche ad un progetto faraonico come l'Alta Velocità "all'italiana" ha provocato l'abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non può che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo è frutto di una greve decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.

La seconda è una riflessione sul processo di privatizzazione delle FS che ha dato nella generalità un esito negativo. In particolare nel settore delle merci ha visto un abbassamento delle norme di sicurezza per i lavoratori interessati tra i quali gli incidenti sono, in percentuale, molto aumentati. Il fatto che il presidente delle FS Moretti si trinceri, per scaricarsi delle responsabilità aziendali, dietro il fatto che i carri coinvolti nell'incidente non sono di proprietà delle FS è un implicito riconoscimento del fatto che ai privati non può essere delegato un fatto importante come la sicurezza e la manutenzione. E' la constatazione che "il porsi sul mercato", come ama dire Moretti, non è la panacea per tutti i problemi, anzi i vincoli di bilancio e la ricerca ossessiva di profitto provocano economie che spesso portano a tragiche conseguenze. Il degrado delle ferrovie della Gran Bretagna (le prime privatizzate) avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma pare che i nostri politici e i nostri manager non se ne siano accorti.

Una azienda pubblica sana (moralmente ed economicamente), il cui unico compito sarebbe quello di produrre e garantire il trasporto pubblico, dovrebbe sovrintendere e coordinare lo sviluppo di un settore così importante per un paese moderno e non delegarlo ad una fantomatica imprenditorialità che non può e non vuole farlo.

Invece oggi siamo attoniti a contare i morti, i feriti, le case distrutte di un disastro che sarebbe stato improbabile se le risorse fossero state saggiamente destinate a garantire manutenzione e controlli di sicurezza.

Per questo ribadiamo la nostra ossessiva richiesta: che le risorse pubbliche siano destinate alla sicurezza e al trasporto pubblico, quello dei pendolari, delle merci, di tutti quelli che hanno bisogno di spostarsi nel nostro paese. Che si abbandonino progetti folli come il tunnel sotto Firenze: inutile per le ferrovie, dannoso per città e ambiente, catastrofico per le casse dello stato.

info: notavfirenze@gmail.com
338 3092948