27 giugno 2016

Le Grandi Opere Inutili, incontro 8 giugno

Riprendiamo da
http://www.perunaltracitta.org/2016/06/15/le-grandi-opere-inutili-video-cicconi-ziparo/


L’8 giugno si è tenuto a Firenze (Sala dei Marmi del Parterre) un incontro pubblico dedicato alle Grandi Opere Inutili che in Italia abbondano, anche se non vi è alcuna necessità di farle e se esistono progetti alternativi molto meno impattanti  costosi.

I relatori hanno chiarito il perché di questo fatto che potrebbe sembrare un controsenso e che trova invece la sua origine negli enormi interessi che girano intorno alle Grandi Opere.

Ivan Cicconi, esperto di lavori pubblici, è intervenuto su: L’Italia che non cambia, dalla legge obiettivo al codice degli appalti: il rigoglioso pascolo dell’illegalità.

Alberto Ziparo, urbanista, ha parlato su: Senza alcun progetto: dal Passante TAV di Firenze alla situazione italiana.

L’iniziativa, coordinata da Tiziano Cardosi, è stata organizzata dalla Rete dei Comitati in Difesa del Territorio e dal Comitato No Tunnel TAV Firenze con la collaborazione de “La Città Invisibile”.





13 giugno 2016

TAV, il tunnel: non si fa, ma non si dice?

Il Comitato No Tunnel TAV, leggendo dell'intervista dell'AD delle Ferrovie Renato Mazzoncini, ha ovviamente da fare alcune osservazioni.
  1. Dice Mazzoncini: “Il tunnel sotto Firenze si farà”; subito dopo si parla di una indagine di mercato dalla quale risulterebbe che i viaggiatori preferiscono arrivare alla stazione di Santa Maria Novella piuttosto che nell'isolata stazione di viale Corsica, per cui è addirittura possibile “mettere in discussione” la realizzazione stessa del sottoattraversamento. Nessuno dei politici pare aver notato la contraddizione di queste affermazioni. Problemi di comunicazione o dentro le Ferrovie non ci sono idee chiare? Intanto i lavori ai Macelli vanno avanti, le spese crescono…
  2. Terre di scavo: ancora si discute “se sono rifiuti oppure no”. Qualche tempo fa dalle notizie diramate sui media pareva che tutto fosse risolto. Al Ministero dell'Ambiente ancora non hanno nemmeno ricevuto il “piano di utilizzo” delle terre da parte delle Ferrovie. Intanto i lavori ai Macelli vanno avanti, come i costi, che aumentano...
  3. Si è finalmente deciso di “riorganizzare la tecnologia di superficie” per consentire il passaggio di molti più treni. Da dieci anni i gruppi che si oppongono alla realizzazione del Passante TAV propongono questo; sarà mica che avessero ragione? L'intervento costerebbe molto meno di quanto si è già speso nella voragine ai Macelli…
  4. Addirittura si dice che ogni binario del nodo di Firenze diventerà “promiscuo”, cioè potranno passare tutti i tipi di treni. Questa affermazione smentisce un dogma che ha sciaguratamente giustificato il modello TAV italiano che invece prevede la separazione delle linee. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: al di fuori del collegamento tra le 5 principali città italiane il sistema ferroviario è un disastro. Questo progetto sbagliato è costato circa 100 miliardi di euro che i cittadini stanno pagando e pagheranno per altri 30 anni.
  5. Mentre l'AD Mazzoncini pare smentire la politica dei trasporti che hanno tenuto fin qui le FS, nessuno ha il coraggio di dire fermiamoci con i lavori ai Macelli: se davvero è in corso un ripensamento sul Passante sotterraneo, perché si continuano a buttare soldi in quella voragine inutile? Possibile che nessuna istituzione abbia qualcosa da dire?
È sempre antipatico dire “l'avevamo detto”, ma il Comitato NO Tunnel TAV non può non ricordare che ha urlato come Cassandra per dieci anni nel delirio della politica delle istituzioni locali e nazionali.
Il Comitato chiede ancora non solo che si abbandoni al più presto il progetto del Passante, ma che si interrompano immediatamente i lavori.

09 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 9 giugno 2016

TAV e grandi opere, i problemi fiorentini nel quadro delle grandi opere. Un incontro a Firenze

Il giorno 8 giugno si è tenuto un incontro pubblico sul tema delle grandi opere inutili che ha visto un approfondimento sulle normative entrate in vigore negli ultimi tempi e ha fatto il punto sulla situazione fiorentina. L'iniziativa, tenutasi al Parterre, era stata organizzata dalla Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Comitato No Tunnel TAV, PerUnaltracittà.
L'ingegner Ivan Cicconi ha valutato come il nuovo “Codice dei Contratti” (chiamato comunemente Codice degli Appalti) abbia sì adattato la normativa sulle “concessioni” a quella europea, ma ha introdotto nuove forme contrattuali come la “locazione finanziaria immobiliare” e il “contratto di disponibilità” che hanno reintrodotto le anomalie che si volevano evitare: enormi benefici a favore delle grandi imprese e i costi completamente a carico del pubblico; è stata sciaguratamente confermata anche la figura del “general contractor” che ha consentito il costo astronomico delle linee TAV italiane (5 volte quelle francesi). Le nuove normative insomma non saranno in grado di creare un vero cambiamento nel mondo delle grandi opere dove corruzione, illegittimità e infiltrazioni mafiose saranno favorite dalle stesse normative.
Il professor Alberto Ziparo ha ricordato le troppe illegittimità che ancora pesano sul progetto TAV fiorentino e di cui le istituzioni locali e nazionali non sembrano tener conto. Anche il presidente dell'ANAC, Raffaele Cantone, definì il progetto fiorentino “una vicenda che non fa onore all'Italia”, ma tutto questo è stato totalmente ignorato; addirittura la politica locale ha cominciato a farneticare di far passare i treni regionali sulla linea AV smentendo clamorosamente oltre un decennio di ottusi dogmi trasportistici, confermando che, se non si hanno ancora le idee chiare su cosa sia e a cosa serva il Passante, l'utilità di questi lavori è nulla.
La mancanza di VIA sulla stazione AV, su cui nessuno ha il coraggio di intervenire, dà il senso dell'illegittimità e della confusione che regna su questo progetto.
La vicenda delle terre di scavo che, se andranno davvero a Santa Barbara, sarà solo grazie ad una normativa creata ad hoc e in conflitto con le normative europee; l'allora ministro dell'ambiente del governo Letta, Andrea Orlando, nel 2013 venne a Firenze per incontrare i magistrati e capire cosa non andava promettendo interventi adeguati; l'attuale governo ha però riconfermato e reso ancora più farraginose le normative che preoccupavano. La gestione delle terre, di cui si prevede un campionamento per lotti, si dimostra estremamente complicata, suscettibile di illeciti e soprattutto comporterà un aumento dei costi; fatto questo tanto caro ai costruttori.
La fragilità del sottosuolo di Firenze è emersa con forza per la semplice rottura di un tubo dell'acquedotto; realizzare due gallerie di 7 km nel ventre antico della città, con un progetto così lacunoso, a cosa potrebbe portarci? Nessuno se lo vuol chiedere? Su questo cfr http://www.perunaltracitta.org/2016/05/30/dopo-voragine-interessi-acqua-di-firenze-dossier-perunaltracitta/
L'impatto sulla falda, certificato dalla stessa ARPAT, non è risolto e difficilmente lo sarà con la presenza di paratie sotterranee profonde oltre 40 metri. Dei rischi di questo fatto nessuno parla.
I rischi di cedimento che sono pericolosamente sottostimati secondo la letteratura scientifica esistente sono, anche questi, ignorati. Il fatto che a scavare dovrebbe essere una sola fresa invece che due, che questo fatto comporti danni in superficie maggiori del 50% è dolosamente ignorato.
Presto sentiremo qualcuno dire senza pudore che bisognerà fare “presto e bene”; nessuna vergogna dopo quasi 20 anni di un progetto impossibile che probabilmente resterà un mostro incompiuto nel cuore di Firenze.

Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV
PerUnaltracittà

17 maggio 2016

In 20.000 per dire alle amministrazioni locali: esiste una via di uscita all’incenerimento

Di seguito il Comunicato stampa, firmato da tutti i promotori, della manifestazione che si è tenuta a Firenze il 14 Maggio 2016 contro tutti gli inceneritori e per difendere salute e territorio. Chiediamo gentilmente la diffusione, anche tramite articolo, visto anche l'ampio spazio dato in questi giorni alle amministrazioni e ai tecnici di Quadrifoglio.
 

COMUNICATO STAMPA

In 20.000 per dire alle amministrazioni locali:
esiste una via di uscita all’incenerimento


Sabato 14 maggio si è svolta la manifestazione contro tutti gli inceneritori e per difendere salute e territorio, promossa da Mamme NO Inceneritore, Assemblea per la piana contro le nocività e Zero Waste Italy e patrocinata da ISDE (l’Associa­zione Italiana dei Medici per l’Ambiente).

Il corteo è stato colorato e festoso, come nelle premesse degli organizzatori, ma soprattutto molto partecipato. Dal Parco San Donato di Novoli a Piazza della Repubblica un fiume quasi ininterrotto di persone, di bambini e bambine, che raccoglievano un ampio consenso dei cittadini affacciati alle finestre e ai lati delle strade.

Molti anche gli aderenti (228), fra cui associazioni di medici, gruppi ambientalisti e comitati di cittadini, lavoratori e studenti. Presenti anche delegazioni da varie parti d'Italia (alcune centinaia di persone) in rappresentanza di comitati che lottano contro gli inceneritori, che hanno testimoniato con striscioni e interventi la devastazione dei loro territori e portato la solidarietà a Firenze, divenuta simbolo della lotta contro l'incenerimento dei rifiuti.

Un corteo di cittadini consapevoli, che hanno partecipato perché hanno capito che questa opera fa male alla salute, come detto dal palco dai medici ISDE (Associazione di Medici per l’ambiente), è dannosa per l’ambiente e che ci sono alternative, come la strategia rifiuti zero (raccolta porta a porta, tariffazione puntuale, recupero degli scarti, distretto del riciclo e riprogettazione), che le istituzioni dovevano prendere in considerazione e invece non lo hanno fatto. Un corteo di cittadini determinati che hanno lanciato un messaggio chiaro a tutte le istituzioni e messo sotto accusa la logica delle grandi opere inutili e dannose che, insieme all'inceneritore, vorrebbero realizzare nella piana fiorentina.

"UNVISIFAFARE" significa che non sarà consentito a nessuno di speculare sulla pelle dei cittadini e di subordinare al profitto di pochi i basilari diritti alla salute, al territorio ed ai beni comuni, come l'acqua.

A questo punto ci chiediamo: l’amministrazione di Firenze, della Regione Toscana e di tutta la città metropolitana hanno intenzione di ascoltare i propri cittadini?  O fare finta che nulla sia accaduto?

Abbiamo sollecitato da oltre un anno un dialogo serio e oggi ribadiamo la nostra richiesta: vogliamo una sospensione dell'Autorizzazione Unica all'impianto di incenerimento di Firenze e l'apertura di un confronto tecnico di valutazione delle alternative, invitando le eccellenze italiane nella gestione dei rifiuti e i rappresentanti delle amministrazioni che hanno fatto scelte diverse. Vogliamo verificare le alternative anche da un punto di vista economico, includendo l’abbandono del progetto dell’inceneritore. Una valutazione oggettiva, non calcolata dalla ditta che è interessata alla costruzione dell’impianto. La nostra valutazione è che il costo di tornare indietro e applicare nuove e performanti pratiche nella gestione dei rifiuti potrebbe costare molto poco, senza calcolare i risparmi sui costi sanitari e ambientali che la revoca comporterebbe. Inoltre la gestione dei rifiuti che proponiamo porta un guadagno alle amministrazioni che la applicano.

Dal Sindaco Nardella, dal Ministro per l'Ambiente e da Giannotti di Quadrifoglio, viene invece ribadita proprio in questi giorni solo un'ostinata volontà di andare avanti - rafforzata dal decreto Sblocca Italia, varato da Renzi -  e la richiesta inaccettabile di fare da "cavie" per monitorare insieme gli effetti dell'inceneritore.  Per questo ci bastano le denunce dei medici ISDE, molto chiare e documentate: non abbiamo bisogno di ulteriori esperimenti! Questo non è una proposta di dialogo serio e di ascolto della cittadinanza!

Per questo rispediamo al mittente l’invito a partecipare a comitati di sorveglianza post opera. Se vogliono la partecipazione dei cittadini e dei comitati, che la si cerchi prima delle scelte e della costruzione dell’inceneritore. Noi, come ampiamente ribadito, siamo aperti a un confronto tecnico (previo blocco dei lavori) per studiare e valutare tutte le alternative e gli effetti su salute e ambiente di ogni singola scelta.

L’opera che vogliono realizzare è anacronistica, risale a troppi anni fa e, oggi, persino in paesi come la Danimarca, che negli anni 70 hanno fatto dell’incenerimento dei rifiuti un business, oggi si trovano a dover scegliere una via di uscita e di dismissione dei troppi inceneritori presenti sul territorio. Così come in altri paesi del Nord Europa si acquistano i rifiuti di altri stati perché un inceneritore, quando costruito, deve rimanere acceso: se non brucia è antieconomico.
 
In 20.000 chiediamo: perché si continua con un progetto che, ormai è certo, provocherà danni irreversibili per la salute umana, soprattutto dei bambini, e degli animali?

I promotori, forti del consenso popolare, proseguono la loro campagna di informazione e coinvolgimento dei cittadini e di lotta per fermare la costruzione dell’inceneritore! Bloccare il progetto di Case Passerini è un passaggio essenziale per fermare tutti gli altri inceneritori, per praticare le alternative ed usare le risorse per le reali necessità delle popolazioni e un diverso assetto del territorio.

Ecco le prossime iniziative ed appuntamenti:
  • Martedì 24 maggio incontro pubblico delle Mamme NO Inceneritore in Piazza Vittorio Veneto con i candidati alle elezioni municipali di Sesto Fiorentino a cui, al momento, hanno aderito tutti i candidati eccetto Zambini del partito democratico (ma non si era aperti al dialogo?)
     
  • Sabato 28 maggio dalle ore 15 a Villa Montalvo all’interno della Festa della Vita incontro informativo sull’inceneritore in parallelo a un Laboratorio creativo per bambini
     
  • Domenica 29 maggio giornata di presenza sui terreni dove dovrebbero sorgere inceneritore ed aeroporto per costruire insieme il parco della piana. Appuntamento alle ore 10.30 al Polo Scientifico, in via dell'Osmannoro a Sesto Fiorentino
Mamme NO Inceneritore, Assemblea Per la Piana Contro le Cocività e Zero Waste Italy

12 aprile 2016

A CENA SENZA TAV


A CENA SENZA TAV

per il decennale del Comitato
Venerdì 29 Aprileore 20,30
Circolo Ricreativo LIPPI
Via
P. Fanfani 16
prenotazioni: Martina 377 1291804 taiutim@gmail.com


Programma della serata
  • Cena:15,00
  • Tradizionale Riffa No Tunnel Tav con 15 ricchi premi
  • Dopo cena e riffa, si svolgerà l'assemblea ordinaria dei soci dell'Associazione No Tunnel Tav di Firenze 
Menù
  • Antipasti 
crostini crema formaggio e pere*; insalata di limoni e menta; crostini alle olive taggiasche; pomodori secchi con ricotta*
  • Primo
spaghetti alla chitarra con ragù "cacio e ovo"* **
  • Secondo
polpette "cacio e ovo"*, spezzatino di verdure di stagione con cannellini, insalata di frutta e verdure di stagione
  • Dessert = 5 dolci della casa, fatti cioè da 4 attiviste/i del Comitato (Fiammetta, Judith, Cristina 2, Arrigo)
  • Vini = Rosso: Syrah siciliano di Alcamo; Bianco: Catarratto siciliano di Alcamo
  • Acqua = Non del sindaco, ma del rubinetto
* piatti non vegani
**per eventuali vegani è previsto ragù alle castagne



07 aprile 2016

Tav a Firenze: ripartono i lavori, ma i cittadini sono senza risposte


Tav a Firenze: ripartono i lavori, ma i cittadini sono senza risposte

Non hanno mai mollato la presa e sono, forse, gli unici ad aver letto integralmente la documentazione prodotta in questi anni

di Antonio Lenoci su Nove da Firenze

Fermare le Grandi Opere equivale a frenare l'Italia, più o meno è questo il messaggio rimbalzato in questi ultimi mesi da Roma ad ogni angolo della penisola, senza eccezione per Firenze, anzi sul capoluogo toscano l'accusa è quella di avere avuto fin troppi riflettori puntati addosso....

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03 aprile 2016

PRESIDIO CONTRO IL PROGETTO TAV

Il progetto TAV fiorentino meriterebbe soltanto di essere cancellato e dimenticato, tanta è la sua pericolosa inconsistenza.
Invece si insiste a non voler abbandonare un progetto sbagliato e inutile.
Per questo il Comitato No Tunnel TAV promuove

PRESIDIO CONTRO IL PROGETTO TAV
8 APRILE 2016
ORE 17.00 - 19.00
presso il Ponte del Pino

Tutti sono invitati a dire NO a questo progetto sbagliato.

02 aprile 2016

Lo psicodramma del Passante TAV di Firenze

COMUNICATO STAMPA
Firenze, 2 aprile 2016
Lo psicodramma del Passante TAV di Firenze

Si è conclusa una settimana di grandi chiacchiere attorno al Passante TAV.
La velata ipotesi che il governo Renzi abbandoni un progetto che si sta oggettivamente dimostrando insostenibile ha scatenato pronte reazioni in chi vuole assolutamente che Firenze sia trivellata inutilmente.
Il Comitato che da 10 anni si oppone a quest'opera risponde ad alcune cose dette:
Terre di scavo: la normativa corriva che è stata introdotta qualche anno fa rende molto più facile smaltire liberamente le terre di scavo che prima erano saggiamente considerata “rifiuti” (non a caso pende sull'Italia il rischio infrazione da parte della UE), ma questo non è sufficiente a dire che a Firenze si può partire con la fresa. L'unica ricerca di cui si ha conoscenza è una “perizia di parte” commissionata da Nodavia al CNR in cui si chiedeva se le terre prodotte dallo scavo fiorentino potevano essere considerate sottoprodotti non inquinati. La risposta è stata sostanzialmente una non-risposta: va visto, lotto per lotto, se la terra prodotta potrà essere utilizzata per costruire le colline di Santa Barbara (in Valdarno) o dovrà essere considerata rifiuto da discarica. Sarà curioso vedere come il PUT (piano di utilizzo terre) e l'esecutore gestiranno una quantità costante e consistente di terre da analizzare e da valutare: una operazione praticamente impossibile. Nella migliore delle ipotesi tutto sarà accatastato a Santa Barbara e lì rimarrà.
Tappo di Firenze: così si esprime il Presidente della Regione Enrico Rossi a proposito dei treni AV che giornalmente affollano il nodo di Firenze e limitano lo sviluppo del servizio regionale; il sottoattraversamento libererebbe i famosi “binari di superficie” per garantire un futuro radioso ai pendolari toscani. Anche su questa argomentazione, reiterata all'infinito, il Comitato fa notare alcune contraddizioni cui nessuno ha mai voluto dare una smentita o una risposta:
  • un vero “tappo” per i treni è presente da Firenze Campo Marte verso il Valdarno, soprattutto nella galleria di San Donato, dove i treni regionali devono cedere il passo ai fratelli maggiori TAV. I tunnel non daranno alcun beneficio a questo problema.
  • Se il “tappo” è Santa Maria Novella, effettivamente satura di treni, ci sono tre soluzioni semplici, economiche e veloci: attrezzare la fermata dei treni a lunga distanza nella stazioni passanti esistenti: Campo Marte, Statuto, Rifredi.
  • Se mancano tra Campo Marte e Rifredi due binari c'è una cosa che i sostenitori dei tunnel hanno il terrore di ricordare: esiste dal 2000 (SEDICI ANNI) un progetto che dimostra come si possa realizzare un fascio di 6 binari (attualmente ve ne sono 4) tra le due stazioni; il silenzio accurato, diligente su questo fatto dimostra, secondo il Comitato, una profonda malafede.
Ci sono altri aspetti incongruenti che indurrebbero qualunque persona dotata di minimo buon senso ad abbandonare il progetto di sottoattraversamento; li rimandiamo alle prossime puntate di questo psicodramma che sta costando all'erario parecchie centinaia di milioni di euro.

DAL COMITATO ITALIANO STOP TTIP


02 marzo 2016

COMUNICATO STAMPA 2

Firenze, 2 marzo 2016

TAV: il commissario non è una soluzione, ma una complicazione poco democratica.


Il Comitato No Tunnel TAV è stupito dalle dichiarazioni dai segretari toscani della CISL e FIT-CISL, Ciro Recce e Stefano Boni, con le quali invocano addirittura un “commissario straordinario” per portare a termine i lavori del Passante AV di Firenze.
Questa richiesta sottintende che i problemi per portare a termine i lavori infrastrutturali in Italia derivino da intralci burocratici, dai “lacci e lacciuoli” che incontrerebbero le imprese italiane sul loro percorso di costruttori.
Evidentemente i segretari della CISL sono distratti, altrimenti saprebbero che i problemi del sottoattraversamento di Firenze non vengono da vincoli esistenti, ma da una pessima progettazione. Se le terre di scavo si potranno mai portare a riempire l'ex miniera di Santa Barbara sarà perché la normativa è stata cambiata e resa molto più corriva dagli ultimi governi. Se l'autorizzazione paesaggistica manca, se il Comune stesso ha impiegato quasi due anni, invece dei 40 giorni previsti, per concederla, non dipende dalla burocrazia, ma dalle incongruenze progettuali.
Ci si dimentica anche delle inchieste che la magistratura fiorentina ha avviato svelando il “sistema corruttivo” che consente illegalità inimmaginabili in un paese civile; ci si dimentica che la fresa che era stata montata era GUASTA prima di esser messa in moto, che i conci erano inadeguati, che terre inquinate sono state sversate in Mugello, che le mitigazioni per ridurre l'effetto sulla falda non funzionano…
Forse alla CISL non è giunta notizia dell'audizione del Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone in Regione Toscana pochi giorni fa, dove ha detto: il Passante TAV di Firenze è un “problema tutto italiano, tipico del nostro Paese e del nostro sistema di appalti pubblici. Un caso emblematico che non ci fa onore”.
La CISL dimentica che la Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale il “commissario” per la realizzazione della Napoli Bari previsto dallo Sblocca Italia.
Ma la cosa che più meraviglia nelle dichiarazioni di un sindacato è la mancanza di riflessione sul tema lavoro: che le infrastrutture creino posti di lavoro era vero nel secolo passato. Oggi le grandi imprese preferiscono opere a basso impatto lavorativo, alto impiego di meccanizzazione con alti profitti per le imprese. Con i soldi gettati nelle grandi opere inutili italiane si sarebbero potuti creare molti più posti di lavoro finanziando progetti più contenuti, necessari alle comunità, capaci di mettere in moto meccanismi virtuosi di redistribuzione della ricchezza.

Comitato No Tunnel TAV Firenze