11 maggio 2015

Una delegazione di tecnici del Comitato No Tunnel TAV ha visitato i cantieri

Una delegazione di tecnici del comitato No Tunnel TAV (ingegneri e geologi) ha accompagnato i parlamentari Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede in un sopralluogo ai cantieri TAV di Firenze.
La visita è stata utile perché ha potuto chiarire alcuni aspetti del progetto, nonostante la reticenza dei dirigenti delle Ferrovie ad affrontare alcuni temi. I tecnici di Nodavia, sullo sfondo, erano avvolti da un tombale silenzio.
Hanno confermato che la fresa presente a Campo Marte è da smontare e da sostituire; quella nuova verrà, via mare, dalla Germania dove è ancora in costruzione.
Totale reticenza a rispondere alla richiesta se hanno presente che scavare i tunnel con una sola fresa in due fasi successive - e non con due contemporaneamente – porterà sicuramente a cedimenti in superficie molto maggiori che si trasformeranno, all'eventuale secondo passaggio dello scavo, a danni molto gravi per gli edifici lungo il percorso. Che si tratti di volontà di non rispondere o, peggio, ad ignoranza è comunque un pessimo segnale per la città se non si accetta di abbandonare questo progetto.
Le circonvoluzioni semantiche non sono servite a nascondere il fatto che l'impatto sulla falda è forte e che i pozzi drenanti costruiti, soprattutto ai Macelli, sono insufficienti a mitigare l'effetto diga. La cosa è risaputa da anni, ma si sta iniziando solo adesso a pensare di raddoppiare i pozzi.
Sul tema delle polveri si è fatto enorme sfoggio di descrizioni dei monitoraggi esistenti che però restano chiusi dentro  le strutture di Ferrovie e dell'Osservatorio Ambientale; quest'ultimo, da più di un anno, non comunica alcun dato sulla presenza di polveri e altri inquinanti.
Durante la visita una cisterna ha generosamente bagnato il terreno di cantiere; il commento di un cittadino presente all'ingresso al cantiere è stato emblematico: “non avevamo mai visto tanto annaffiare!” Ricordiamo che ARPAT è intervenuta nelle settimane scorse imponendo la ripresa del bagnamento del terreno dopo aver verificato una abnorme presenza di polveri attorno al cantiere.
È stato riconfermato anche il modello di “alta velocità” scelto dall'Italia che collega solo poche città dimenticando che il “bel paese” è quello delle cento città che verranno ulteriormente dimenticate dal trasporto pubblico ferroviario. Anzi è stato chiaramente confermato che, appena sarà pronto il nuovo sistema di distanziamento dei treni sulla “direttissima” Firenze Roma (ERTMS), tutti i treni non-TAV saranno dirottati sulla “linea lenta” peggiorando ulteriormente la qualità del servizio offerto, in particolare quello dei pendolari.
Ancora irrisolto il problema delle terre di scavo, anche se i dirigenti delle Ferrovie suppongono che i costi dello smaltimento delle terre in discarica, con camion invece che con treni, non comporterà troppi aggravi dei costi per il committente. Come ciò sia possibile non è dato sapere; una cosa è certa: le “riserve”, cioè i maggiori oneri denunciati e chiesti dal costruttore, stanno andando alle stelle nell'indifferenza del committente (FSI, cioè chi dovrà pagare il conto usando i soldi dei contribuenti) e del mondo politico che si è avvicendato al potere negli ultimi decenni.

10 maggio 2015


Segnaliamo:

Mamme No Inceneritore Invita la cittadinanza dell’area metropolitana fiorentina
a partecipare a un INCONTRO INFORMATIVO e ASSEMBLEA APERTA
sul tema «la COSTRUZIONE dell’ INCENERITORE A FIRENZE »
martedì 12 maggio 2015 ore 21.00
Sala dei Marmi – Parterre - Piazza della Libertà - Firenze
https://www.facebook.com/mammenoinceneritorefirenze

09 maggio 2015

Cittadini e associazioni scrivono a ministri per fermare lo scempio.


COMUNICATO STAMPA

Passante TAV di Firenze.
Cittadini e associazioni scrivono a ministri per fermare lo scempio.

Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, la Rete dei Comitati in difesa del Territorio e le/i cittadine/i del Comitato No Tunnel TAV, davanti allo scempio economico ed ambientale in atto per i lavori nei cantieri TAV di Firenze, hanno scritto una lettera indirizzata ai ministeri interessati, alla Corte dei Conti, alla procura della Repubblica, all'Autorità Nazionale Antimafia mettendo in rilievo le maggiori criticità presenti al momento.
Quella adesso la più rilevante è certamente l'aumento vertiginoso dei costi cui nessuno vuol prestare attenzione, ma che si sta trasformando in un sostanziale furto di enormi risorse pubbliche.
Naturalmente anche le istituzioni regionali e cittadine sono state messe a conoscenza della missiva perché non possono continuare a far finta che nulla stia accadendo a Firenze e in Toscana: forse siamo di fronte alla più grande voragine economica che interessa la regione e nessuno rivendica tali risorse per scopi di utilità collettiva.
Allegato il testo della lettera in oggetto.

Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV Firenze

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Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio
Al Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti
Al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini
Al Presidente Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici Giuliano Volpe
Al Presidente ANAC Raffaele Cantone
Al Procuratore Generale della Corte dei Conti Martino Colella

P.C.
Alla Procura della Repubblica di Firenze
Al Sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella
Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
All'Amministratore Delegato FS Michele Mario Elia


Oggetto: Passante TAV di Firenze
I sottoscritti
Alberto Asor Rosa, quale presidente onorario della Rete dei Comitati in Difesa del Territorio;
Luigi Vittorio Cogliati Dezza, quale presidente di Legambiente ONLUS;
Marco Parini, quale presidente di Italia Nostra;
Tiziano Cardosi, quale presidente dell'associazione No Tunnel TAV di Firenze;
intendono portare alla conoscenza di codesti ministeri alcuni fatti, legati alla realizzazione del Passante TAV di Firenze, che riteniamo gravi e da sottoporre a controlli severi.
Ci riferiamo soprattutto alle gravi anomalie che si verificano sul fronte dei costi dell'opera che stanno raggiungendo livelli allarmanti e che riteniamo ormai fuori controllo.
Abbiamo verificato che nel bilancio 2013 della società Nodavia, incaricata di realizzare l'opera, risultano richieste di riserve tali da generare, se accolte, un aumento di cinque volte i costi preventivati.
In tale bilancio della società, redatto alla metà del 2014, risulta dalla “Relazione sulla gestione”:
  • Il valore delle opere realizzate al 31 dicembre 2014 era pari a € 209,179,654
  • di questi importi circa 90 milioni sono relativi alla realizzazione del “Lotto 1” o “scavalco di Castello” (infrastruttura già realizzata), per cui il valore delle opere relative al “Lotto 2” (il Passante vero e proprio, tunnel e stazione) sarebbe di circa 120 milioni di euro
  • nel paragrafo relativo alle “Riserve”, cioè ai maggiori costi dichiarati dal costruttore, si contabilizzano spese oltre il valore concordato dell'opera:
    • al 31 ottobre 2013 di € 421.384.866 (oltre 421 milioni)
    • al 30 aprile 2014 di € 528.184.977 (oltre 528 milioni)
  • in soli 6 mesi le riserve risultano perciò cresciute di oltre 100 milioni con cantieri molto rallentati
I motivi addotti dal costruttore per questo vertiginoso aumento dei costi sono rilevabili dal documento stesso di Nodavia, ma la cosa che riteniamo più rilevante non sono tanto i motivi stessi, quanto il fatto che il committente (RFI, cioè le Ferrovie dello Stato) non abbia imposto l'arresto dei lavori che non potevano proseguire per mancanza di autorizzazioni e per il sequestro di fresa e altri materiali da parte della magistratura fiorentina all'inizio del 2013.
Nel novembre 2014 abbiamo denunciato pubblicamente questa anomalia, ma il nostro allarme è caduto nel vuoto e nel silenzio assoluto della politica.
Alla fine del 2014 si è avuta addirittura una accelerazione nei lavori prevedendo l'abbassamento del livello della stazione AV di 5 metri con la rimozione di circa 30.000 metri cubi di terre che vengono peraltro trasportate con mezzi su gomma e non con treni. Per risolvere il problema che le terre provenienti dai tunnel, contaminate da additivi, non possono essere utilizzate per ripristino ambientale, come inizialmente previsto, da parte di RFI e Condotte s.p.a. è stata anche lasciata aperta l'ipotesi di conferire in discarica il totale delle terre di scavo (3 milioni di metri cubi). Questo comporterebbe un ulteriore enorme e vertiginoso aumento dei costi.
Fatte queste premesse ci rivolgiamo a codesti Ministeri in quanto i lavori del “Passante AV di Firenze” rientrano nelle vostre competenze, e chiediamo, come cittadini interessati al progetto e alle sue conseguenze, se non sia il caso di intervenire:
  • Da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per valutare la totale inutilità del Passante TAV per il servizio dei treni in quanto ad oggi passano già dal nodo fiorentino circa 190 treni AV senza avere rilevanti problemi; al contrario, anche se in Toscana il livello di qualità del materiale rotabile è tra i migliori, resta pur sempre insufficiente, mentre molte linee hanno necessità di potenziamento e velocizzazione. Risulta incomprensibile la destinazione di tante risorse al progetto di Passante mentre interventi infrastrutturali importanti stanno scontando gravi ritardi e mancanza di finanziamento (per es. Pontremolese, Tirrenica, Pistoia Viareggio, elettrificazione Empoli-Siena e Faentina). Le numerose e gravi difficoltà tecniche del progetto (che abbiamo nel corso del tempo evidenziato pubblicamente e su cui abbiamo sempre chiesto di confrontarci con i responsabili politici e tecnici dell'opera) renderanno i tempi di realizzazione lunghissimi.
  • Da parte del Ministero dell'Economia, che controlla al 100% le Ferrovie dello Stato Italiano, per verificare se dentro la società si gestiscano con la dovuta oculatezza le risorse erogate dal Ministero vigilando adeguatamente sull'andamento dei costi nei cantieri.
  • Da parte del Ministero dell'Ambiente perché finalmente risolva l'annoso problema delle terre di scavo e attesti definitivamente che, essendo esse secondo tutte le normative dei rifiuti, non potranno mai essere utilizzate per risanamento ambientale. Perché si prendano provvedimenti visto che manca l'autorizzazione paesaggistica di tutto il progetto e la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) per la stazione AV sotterranea (infatti l'unica VIA esistente riguardava una stazione collocata in altro sito e non su luogo dell'attuale stazione Foster): queste carenze trasformano i cantieri fiorentini in enormi abusi edilizi che il Comune di Firenze per ora non ha ritenuto di sanzionare. Per riconoscere che i monitoraggi ambientali delegati al “general contractor” e all'Osservatorio Ambientale si sono rivelati un totale fallimento, come stanno dimostrando in questi giorni interventi dell'ARPA Toscana.
  • Da parte del Ministero dei Beni Culturali perché intervenga sull'assenza di autorizzazione paesaggistica e riconosca i rischi enormi che corre il patrimonio immobiliare e culturale di Firenze, in particolare importanti monumenti come la Fortezza da Basso, la Porta San Gallo, l'arco dei Lorena e il laboratorio di restauro dell'Opificio delle Pietre Dure (il delicato e sofisticato sistema di climatizzazione sarebbe stravolto dall'impatto sulla falda dei tunnel se mai venissero costruiti).
  • Da parte del presidente dell'ANAC perché verifichi gli abnormi aumenti dei costi che stanno verificandosi anche dopo il subentro di Condotte s.p.a. a Coopsette nel contraente generale Nodavia: essi fanno supporre, ad ogni cittadino di buon senso, che siamo in presenza di gravissimi fatti di corruzione ancora non riconosciuti. Ci auguriamo che, su questo fronte, anche la Procura di Firenze continui l'ottimo lavoro fin qui svolto.
Come associazioni e come cittadini non possiamo che chiedere l'abbandono di questo progetto; i rischi delle penali sarebbero davvero modesti in confronto al disastro economico che si profila dell'entità di vari miliardi. Secondo le parole dell'assessore regionale Ceccarelli le penali ammonterebbero al 10% del lavoro non eseguito sulla base della gara d'appalto, cioè a circa 50 milioni di euro; ci sarebbe comunque da valutare se non ricorrano i termini per chiedere alle società costruttrici e ai responsabili delle FSI di risarcire l'erario per i danni provocati finora.
Come associazioni, assieme all'Università di Firenze, abbiamo disegnato uno scenario dei trasporti pubblici nell'area fiorentina che faccia della rete ferroviaria esistente la spina dorsale di un efficiente trasporto pubblico su ferro; è stato previsto anche di razionalizzare il sistema di stazioni e di dedicare una coppia di binari di superficie ai treni AV in modo che le interferenze con il servizio universale siano ridotte. Destinare le risorse economiche attualmente impegnate nel sottopasso a questi progetti di superficie creerebbe molti posti di lavoro, risolverebbe molti problemi trasportistici e avrebbe tempi di realizzazione modesti.
Certi di un vostro interessamento restiamo a vostra disposizione e porgiamo distinti saluti.
A nome delle associazioni rappresentate
Alberto Asor Rosa
Luigi Vittorio Cogliati Dezza
Marco Parini

Tiziano Cardosi

04 maggio 2015

Tav Firenze su Report



Il 18 dicembre 2000 a Porta a Porta, Silvio Berlusconi traccia le direttrici delle grandi opere italiane con la consulenza personale di Ercole Incalza. Un anno dopo, il ministro Lunardi vara la Legge Obiettivo nella quale vengono inserite tutte le principali opere del paese, dall'Alta Velocità alle autostrade, dalle metropolitane al Mose. Il 16 marzo scorso, il Tribunale di Firenze ha arrestato l'imprenditore Stefano Perotti lo stesso che da Ercole Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, otteneva la direzione lavori delle più importanti opere pubbliche, stimate oltre 25 miliardi di euro. In cambio di tanta manna, Perotti, secondo i magistrati, aveva assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi e ricompensava con consulenze e gratifiche Ercole Incalza. In seguito all'inchiesta, il Ministro Lupi, che non è indagato, ha dato le dimissioni.

01 maggio 2015

Su Report


Segnaliamo a tutti che domenica prossima 3 maggio la trasmissione Report in onda su raitre alle 21.40 tratterà il tema delle grandi opere, della legge obiettivo e anche del tunnel tav di Firenze
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9da34816-941a-403c-a427-0b2080e5ec11.html

15 aprile 2015

Prossimo Presidio


COMUNICATO STAMPA

Il Comitato No Tunnel TAV scrive a Nardella sull'inquinamento

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze, dopo l'intervento dell'ARPAT sui cantieri TAV ai Macelli che ha rilevato sforamenti nei limiti delle polveri, ha scritto una lettera al sindaco Dario Nardella per ricordargli le sue responsabilità in relazione alla salute dei cittadini.
Sotto il testo.

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Lettera aperta al Sindaco Dario Nardella

Firenze, 15 aprile 2015

Gentile Sindaco,
le scriviamo per farle notare, se no lo avesse già fatto, che ARPAT è intervenuta ai cantieri TAV dei Macelli su segnalazione di alcuni cittadini esasperati dalle polveri che si levano dai suddetti cantieri. Ancora nessuno ha segnalato fastidi da rumori, ma esistono deroghe concesse dal Comune per il superamento dei limiti e, da quello che abbiamo verificato di persona, crediamo siano superati anche i nuovi limiti in deroga.
Le ricordiamo che una delle prerogative di ogni sindaco è quella di tutelare la salute dei cittadini e su questo vorremmo richiamarla alle sue responsabilità. Troviamo gravissimo che nel più grande cantiere che interessa la nostra città le strutture dell'ARPAT siano intervenute solo su segnalazione di cittadini.
Tutto nasce dalla gravissima anomalia dovuta alla presenza del “general contractor” cui sono delegati tutti i controlli ambientali; credo sia evidente anche a Lei l'assoluta mancanza di terzietà di queste rilevazioni di FS che infatti si sono dimostrate totalmente inutili.
Le evidenziamo ancora l'assoluta inutilità di un organismo come l'”Osservatorio Ambientale” che in tutti questi anni non si capisce cosa ci sia stato a fare se non ha visto traffico di rifiuti, materiali da costruzione pericolosi, i rischi altissimi con lo scavo con una sola fresa invece che con due, la fresa montata difettosa e impossibilitata a scavare, oggi anche l'inquinamento da polveri e rumore. Le ricordiamo che l'attuale presidente dell'Osservatorio (ingegner Giacomo Parenti) è un dirigente del Suo comune e che di fronte ai disastri di questo progetto e ai fallimentari controlli dovrebbe essere richiamato o sostituito.
Nonostante questa grave anomalia procedurale dovuta alla “legge obiettivo” (che ormai tutti ritengono foriera di gravi problemi e sostanzialmente criminogena) restano intatte, anzi, si amplificano le Sue responsabilità nella tutela della salute pubblica.
Le ricordiamo ancora che risulta totalmente assente al VIA (valutazione d'impatto abientale) sul progetto di stazione Foster. Questa lacuna aggrava i problemi di controllo ambientale che già le abbiamo denunciato. Crediamo che anche questa lacuna debba vedere tutto il Comune impegnato a verificare quanto denunciamo da anni e, se del caso, fermare i lavori in quel cantiere.
Vorremmo anche censurare un atteggiamento che non esitiamo a definire “pilatesco” da parte della Sua Giunta che tende a far ritenere il progetto di Passante TAV come un'opera subita dal Comune; le ricordiamo invece che questo disastroso progetto ha radici antiche, negli anni '90, quando proprio il Comune di Firenze è stato uno dei più strenui sostenitori di “un'opera che avrebbe portato 3000 miliardi di lire in Toscana”. Come le Giunte precedenti si sono operate con tanto fervore e successo ad imporre la follia del sottoattraversamento, così la Sua potrebbe e dovrebbe impegnarsi a fondo per uscire dal disastro progettuale, economico, morale e ambientale cui stiamo assistendo.
Fiduciosi in una Sua pronta risposta ai cittadini che vivono e vivranno i disagi TAV, la salutiamo.

Comitato No Tunnel TAV Firenze