23 luglio 2015

I tunnel TAV di Firenze non si fanno? Sarebbe il buon senso che vince.

COMUNICATO STAMPA

I tunnel TAV di Firenze non si fanno? Sarebbe il buon senso che vince.

Le indiscrezioni sul possibile abbandono del progetto di sottoattraversamento della linea TAV a Firenze, venute dal sindacato CISL, non possono che confermare quanto denunciato da un decennio dai comitati che si oppongono al folle e inutile progetto.

Le terre prodotte dalla fresa sono e saranno sempre rifiuti, nonostante gli sforzi vergognosi degli ultimi governi (Monti, Renzi) per modificare in maniera criminogena le normative vigenti; che l'autorizzazione paesaggistica (e anche la VIA sulla stazione ai Macelli) non ci sia è noto a tutti e dichiarato chiaramente dalla Pretura nelle inchieste penali in corso, anche se il Comune di Firenze tace in maniera compiacente e ancora non risponde alle richieste del Comitato No Tunnel TAV. Si continua a tacere sulle criticità ambientali e sui rischi enormi che soffrirebbe il patrimonio edilizio della città se mai una fresa iniziasse a scavare, sulle incongruenze e lacune progettuali che i tecnici del medesimo comitato hanno denunciato da tempo.

L'abbandono di un progetto TOTALMENTE inutile, anzi dannoso per il sistema dei trasporti e in particolare per il servizio ferroviario, sarebbe segno che il buon senso finalmente vince sull'ottusità di chi cerca solo profitti spalmando cemento sulla città.

Il Comitato resta comunque allibito davanti ai gridi di dolore del sindacato CISL che paventa perdita di posti di lavoro! Abbiamo invitato più volte tutti i sindacati confederali, compresa la CISL, ad un sereno confronto sul tema di questa grande opera inutile, ma si è sempre rifiutato anche il minimo contatto. Da anni il Comitato dimostra come i lavori diffusi sul territorio di potenziamento della rete ferroviaria complessiva creerebbero molti, ma molti più posti di lavoro che non una fresa che scava un tunnel. Che i sindacati confederali non capiscano una banale evidenza come questa è un pessimo segno, soprattutto per i poveri lavoratori da loro tutelati.

Al Presidente della Regione Enrico Rossi il Comitato rivolge ancora, per l'ennesima volta, l'invito ad un incontro e ad un confronto con la sua Giunta. Si potrebbe dimostrare con estrema facilità che i tunnel TAV non darebbero nessun sollievo al numeroso popolo dei pendolari, sempre sbandierati come soggetto da tutelare, in realtà, come si dice a Firenze, “becchi e bastonati”. Un unico esempio che tutti possono capire: la linea storica da Firenze a Bologna è “liberata” dai treni AV, ma, mentre fino a pochi anni fa si poteva andare nel capoluogo emiliano in 1 ora e 10 minuti (fermando a Prato), adesso sono necessarie due ore e cambio treno a Prato. Sarebbe bene che qualcuno spiegasse il perché di questo assurdità.

Anche il Presidente Rossi ha rifiutato testardamente di riconoscere l'esistenza di cittadini organizzati che non sono d'accordo con le scelte delle Ferrovie. Il Comitato si augura che la nuova Giunta cambi posizione e finalmente ascolti le proposte di buon senso che sono state elaborate con la collaborazione dell'Università di Firenze: dal posizionamento di due binari in superficie al potenziamento del nodo ferroviario per creare addirittura un servizio metropolitano che dia, anche alla Piana devastata da scelte improvvide, un servizio di trasporto pubblico decente. Questo creerebbe ricchezza vera per tutti e posti veri di lavoro.

Comunque finisca questa incresciosa vicenda resteranno delle profonde cicatrici nella città, una assurda voragine ai Macelli, una zona verde distrutta, paratie sotterranee che stanno impattando pericolosamente sulla falda; resterà sempre la vergogna di quasi 300 milioni buttati al vento - sempre che non vengano riconosciute le richieste dei costruttori per spese ulteriori superiori ai 500 milioni.

17 luglio 2015

Sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica nei cantieri TAV

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 16 luglio 2015
Il Comitato No Tunnel TAV chiede al Comune chiarimenti sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica nei cantieri TAV

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha scritto alla Direzione Urbanistica del Comune per avere chiarimenti sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica che risulterebbe dai documenti dell'inchiesta e del processo che la Procura di Firenze ha avviato sui lavori del Passante AV e che vede implicati decine di nomi eccellenti della politica, dell'imprenditoria e di dirigenti pubblici.
Nei giorni scorsi è stato annunciato da Condotte SpA che sarebbe in costruzione una nuova fresa per sostituire quella che era stata assemblata nel cantiere di Campo di Marte e che non sarebbe mai stata in grado di scavare i tunnel per gravi difetti costruttivi. Nessuna preoccupazione per gli enormi problemi tecnici legati a questa opera che non sono stati per niente risolti, nessuna cura per capire le modalità di smaltimento delle terre prodotte dallo scavo che sono ovviamente inquinate e che, se dovessero essere conferite in discarica, moltiplicherebbero i costi dell'opera. Nessun accenno alla mancanza di VIA sul cantiere della stazione ai Macelli, nessuna cura per la mancanza di autorizzazione paesaggistica che risulterebbe dalle carte processuali e che ha procurato all'ex Capo della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza arresto e rinvio a giudizio.
Il quadro desolante dello stato del progetto AV di Firenze non è migliorato per niente nonostante anni con cantieri rallentati e spese schizzate alle stelle; nessun soggetto politico e istituzionale ha mosso un dito e il general contractor continua imperterrito a muoversi secondo i suoi privatissimi e dispendiosi interessi.
Nemmeno la nomina del nuovo Osservatorio Ambientale può tranquillizzare i cittadini: è un organismo in cui manca totalmente la terzietà e ne è ampiamente dimostrata la totale cecità davanti al mare di vergogne che sono emerse dalle inchieste della Procura.
Vista la situazione incredibile di quello che dovrebbe essere il più grande cantiere fiorentino da oltre un secolo, il Comitato ha chiesto alla Direzione Urbanistica del Comune il perché del suo silenzio sulla anomala situazione normativa dove mancherebbe l'autorizzazione paesaggistica. Di seguito il testo della lettera in oggetto che ci auguriamo abbia una sollecita risposta.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

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Al Direttore della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze

Oggetto: situazione autorizzativa dei cantieri TAV a Firenze

Firenze, 7 luglio 2015

Gentile Direttore,
io sottoscritto, Cardosi Tiziano, a nome dell'associazione ecologista “No Tunnel TAV Firenze”, sono a chiederle chiarimenti in relazione ai cantieri del “Passante AV” presenti nella stazione di Campo di Marte e nella zona Macelli.
Dalle notizie dei media ho appreso che l'ex Capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ingegner Ercole Incalza, è indagato e rinviato a processo anche per avere dichiarato falsamente che sarebbe esistita l'autorizzazione paesaggistica sul progetto che ci interessa. Sempre da quanto emerso dagli articoli dei giornali risulterebbe che l'autorizzazione paesaggistica esistente sarebbe risalente al 1999 e, per la normativa vigente per l'ordinario, scaduta prima dell'apertura dei cantieri stessi.
Sempre sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica relativa al Passante AV riporto quanto scritto dai magistrati al punto 4.3, pagina 8, del decreto di Sequestro della Procura di Firenze del 14 gennaio 2013:
“Sempre tramite la Lorenzetti, è stato avvicinato un altro pubblico funzionario, questa volta del Ministero delle Infrastrutture, l'arch. Mele, a cui insistentemente, viene chiesto di firmare una attestazione, preparata dagli stessi uffici di Italferr, in cui falsamente si attesta che i lavori dell'opera sono iniziati entro i cinque anni e che la autorizzazione ambientale e paesaggistica non è scaduta.
Invero, risulta dai documenti che l'appalto è consistito di due distinte opere autonome e separate contrattualmente e dal punto di vista esecutivo. Il lotto l relativo allo scavalco di Castello, opera infrastrutturale di miglioramento della circolazione dei treni, aveva funzionalità a sé stante, il lotto 2 relativo alla realizzazione del tunnel è opera che incide sui beni tutelati , è oggetto di autonomo e separato contratto e rispetto ad esso la autorizzazione paesaggistica rilasciata in conferenza dei servizi nel 1999 e poi ripresa nel 2004 è scaduta, in quanto nei cinque anni dal suo rilascio i lavori non sono mai iniziati ( inizio lavori risulta per il lotto 2 dal giornale dei lavori nel 20 l 0). Per il reato di esecuzione di lavori in assenza di autorizzazione ambientale paesaggistica sono indagati anche l'ing. Bocchimuzzo di Rfi quale rappresentante della stazione appaltante e l'ing. Ferro di Italferr.
Costoro sono stati indicati quali responsabili dell'appalto, almeno formalmente.
Il Mele a sua volta consapevole della procedura illegittima attuata e della falsità dei dati attestati ha assunto determinazioni chiaramente e intenzionalmente indirizzate a favorire i membri della associazione, recepisce bozze di lettere scritte da altri e agisce secondo gradimento di costoro.”

E ancora a pagina 33 dello stesso documento:

“MELE e INCALZA quali associati che portavano un rilevante contributo agli obiettivi della associazione, in quanto dirigenti della Unità di Missione del Ministero delle Infrastrutture a cui faceva riferimento l'appalto Tav di Firenze, si attivavano per attestare falsamente che la autorizzazione paesaggistica non era scaduta e che i lavori erano iniziati entro i cinque anni e che successivamente attestavano che le varianti al progetto non erano essenziali anche con riferimento al monumento storico della Fortezza da Basso.”

Le sarei grato se volesse fornirmi chiarimenti in merito, in particolare se sussiste questa grave anomalia di avere un cantiere attivo in città, di dimensioni enormi, che appare privo delle prescritte autorizzazioni.
Se le notizie di cui sono in possesso fossero errate la pregherei di farmi avere copia delle autorizzazioni paesaggistiche esistenti, comunicando se e quando sarebbe stata informata la Magistratura.
Se invece l'autorizzazione fosse mancante cosa intende fare codesto ufficio che è responsabile di queste procedure.

11 maggio 2015

Una delegazione di tecnici del Comitato No Tunnel TAV ha visitato i cantieri

Una delegazione di tecnici del comitato No Tunnel TAV (ingegneri e geologi) ha accompagnato i parlamentari Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede in un sopralluogo ai cantieri TAV di Firenze.
La visita è stata utile perché ha potuto chiarire alcuni aspetti del progetto, nonostante la reticenza dei dirigenti delle Ferrovie ad affrontare alcuni temi. I tecnici di Nodavia, sullo sfondo, erano avvolti da un tombale silenzio.
Hanno confermato che la fresa presente a Campo Marte è da smontare e da sostituire; quella nuova verrà, via mare, dalla Germania dove è ancora in costruzione.
Totale reticenza a rispondere alla richiesta se hanno presente che scavare i tunnel con una sola fresa in due fasi successive - e non con due contemporaneamente – porterà sicuramente a cedimenti in superficie molto maggiori che si trasformeranno, all'eventuale secondo passaggio dello scavo, a danni molto gravi per gli edifici lungo il percorso. Che si tratti di volontà di non rispondere o, peggio, ad ignoranza è comunque un pessimo segnale per la città se non si accetta di abbandonare questo progetto.
Le circonvoluzioni semantiche non sono servite a nascondere il fatto che l'impatto sulla falda è forte e che i pozzi drenanti costruiti, soprattutto ai Macelli, sono insufficienti a mitigare l'effetto diga. La cosa è risaputa da anni, ma si sta iniziando solo adesso a pensare di raddoppiare i pozzi.
Sul tema delle polveri si è fatto enorme sfoggio di descrizioni dei monitoraggi esistenti che però restano chiusi dentro  le strutture di Ferrovie e dell'Osservatorio Ambientale; quest'ultimo, da più di un anno, non comunica alcun dato sulla presenza di polveri e altri inquinanti.
Durante la visita una cisterna ha generosamente bagnato il terreno di cantiere; il commento di un cittadino presente all'ingresso al cantiere è stato emblematico: “non avevamo mai visto tanto annaffiare!” Ricordiamo che ARPAT è intervenuta nelle settimane scorse imponendo la ripresa del bagnamento del terreno dopo aver verificato una abnorme presenza di polveri attorno al cantiere.
È stato riconfermato anche il modello di “alta velocità” scelto dall'Italia che collega solo poche città dimenticando che il “bel paese” è quello delle cento città che verranno ulteriormente dimenticate dal trasporto pubblico ferroviario. Anzi è stato chiaramente confermato che, appena sarà pronto il nuovo sistema di distanziamento dei treni sulla “direttissima” Firenze Roma (ERTMS), tutti i treni non-TAV saranno dirottati sulla “linea lenta” peggiorando ulteriormente la qualità del servizio offerto, in particolare quello dei pendolari.
Ancora irrisolto il problema delle terre di scavo, anche se i dirigenti delle Ferrovie suppongono che i costi dello smaltimento delle terre in discarica, con camion invece che con treni, non comporterà troppi aggravi dei costi per il committente. Come ciò sia possibile non è dato sapere; una cosa è certa: le “riserve”, cioè i maggiori oneri denunciati e chiesti dal costruttore, stanno andando alle stelle nell'indifferenza del committente (FSI, cioè chi dovrà pagare il conto usando i soldi dei contribuenti) e del mondo politico che si è avvicendato al potere negli ultimi decenni.

10 maggio 2015


Segnaliamo:

Mamme No Inceneritore Invita la cittadinanza dell’area metropolitana fiorentina
a partecipare a un INCONTRO INFORMATIVO e ASSEMBLEA APERTA
sul tema «la COSTRUZIONE dell’ INCENERITORE A FIRENZE »
martedì 12 maggio 2015 ore 21.00
Sala dei Marmi – Parterre - Piazza della Libertà - Firenze
https://www.facebook.com/mammenoinceneritorefirenze

09 maggio 2015

Cittadini e associazioni scrivono a ministri per fermare lo scempio.


COMUNICATO STAMPA

Passante TAV di Firenze.
Cittadini e associazioni scrivono a ministri per fermare lo scempio.

Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, la Rete dei Comitati in difesa del Territorio e le/i cittadine/i del Comitato No Tunnel TAV, davanti allo scempio economico ed ambientale in atto per i lavori nei cantieri TAV di Firenze, hanno scritto una lettera indirizzata ai ministeri interessati, alla Corte dei Conti, alla procura della Repubblica, all'Autorità Nazionale Antimafia mettendo in rilievo le maggiori criticità presenti al momento.
Quella adesso la più rilevante è certamente l'aumento vertiginoso dei costi cui nessuno vuol prestare attenzione, ma che si sta trasformando in un sostanziale furto di enormi risorse pubbliche.
Naturalmente anche le istituzioni regionali e cittadine sono state messe a conoscenza della missiva perché non possono continuare a far finta che nulla stia accadendo a Firenze e in Toscana: forse siamo di fronte alla più grande voragine economica che interessa la regione e nessuno rivendica tali risorse per scopi di utilità collettiva.
Allegato il testo della lettera in oggetto.

Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV Firenze

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Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio
Al Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti
Al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini
Al Presidente Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici Giuliano Volpe
Al Presidente ANAC Raffaele Cantone
Al Procuratore Generale della Corte dei Conti Martino Colella

P.C.
Alla Procura della Repubblica di Firenze
Al Sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella
Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
All'Amministratore Delegato FS Michele Mario Elia


Oggetto: Passante TAV di Firenze
I sottoscritti
Alberto Asor Rosa, quale presidente onorario della Rete dei Comitati in Difesa del Territorio;
Luigi Vittorio Cogliati Dezza, quale presidente di Legambiente ONLUS;
Marco Parini, quale presidente di Italia Nostra;
Tiziano Cardosi, quale presidente dell'associazione No Tunnel TAV di Firenze;
intendono portare alla conoscenza di codesti ministeri alcuni fatti, legati alla realizzazione del Passante TAV di Firenze, che riteniamo gravi e da sottoporre a controlli severi.
Ci riferiamo soprattutto alle gravi anomalie che si verificano sul fronte dei costi dell'opera che stanno raggiungendo livelli allarmanti e che riteniamo ormai fuori controllo.
Abbiamo verificato che nel bilancio 2013 della società Nodavia, incaricata di realizzare l'opera, risultano richieste di riserve tali da generare, se accolte, un aumento di cinque volte i costi preventivati.
In tale bilancio della società, redatto alla metà del 2014, risulta dalla “Relazione sulla gestione”:
  • Il valore delle opere realizzate al 31 dicembre 2014 era pari a € 209,179,654
  • di questi importi circa 90 milioni sono relativi alla realizzazione del “Lotto 1” o “scavalco di Castello” (infrastruttura già realizzata), per cui il valore delle opere relative al “Lotto 2” (il Passante vero e proprio, tunnel e stazione) sarebbe di circa 120 milioni di euro
  • nel paragrafo relativo alle “Riserve”, cioè ai maggiori costi dichiarati dal costruttore, si contabilizzano spese oltre il valore concordato dell'opera:
    • al 31 ottobre 2013 di € 421.384.866 (oltre 421 milioni)
    • al 30 aprile 2014 di € 528.184.977 (oltre 528 milioni)
  • in soli 6 mesi le riserve risultano perciò cresciute di oltre 100 milioni con cantieri molto rallentati
I motivi addotti dal costruttore per questo vertiginoso aumento dei costi sono rilevabili dal documento stesso di Nodavia, ma la cosa che riteniamo più rilevante non sono tanto i motivi stessi, quanto il fatto che il committente (RFI, cioè le Ferrovie dello Stato) non abbia imposto l'arresto dei lavori che non potevano proseguire per mancanza di autorizzazioni e per il sequestro di fresa e altri materiali da parte della magistratura fiorentina all'inizio del 2013.
Nel novembre 2014 abbiamo denunciato pubblicamente questa anomalia, ma il nostro allarme è caduto nel vuoto e nel silenzio assoluto della politica.
Alla fine del 2014 si è avuta addirittura una accelerazione nei lavori prevedendo l'abbassamento del livello della stazione AV di 5 metri con la rimozione di circa 30.000 metri cubi di terre che vengono peraltro trasportate con mezzi su gomma e non con treni. Per risolvere il problema che le terre provenienti dai tunnel, contaminate da additivi, non possono essere utilizzate per ripristino ambientale, come inizialmente previsto, da parte di RFI e Condotte s.p.a. è stata anche lasciata aperta l'ipotesi di conferire in discarica il totale delle terre di scavo (3 milioni di metri cubi). Questo comporterebbe un ulteriore enorme e vertiginoso aumento dei costi.
Fatte queste premesse ci rivolgiamo a codesti Ministeri in quanto i lavori del “Passante AV di Firenze” rientrano nelle vostre competenze, e chiediamo, come cittadini interessati al progetto e alle sue conseguenze, se non sia il caso di intervenire:
  • Da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per valutare la totale inutilità del Passante TAV per il servizio dei treni in quanto ad oggi passano già dal nodo fiorentino circa 190 treni AV senza avere rilevanti problemi; al contrario, anche se in Toscana il livello di qualità del materiale rotabile è tra i migliori, resta pur sempre insufficiente, mentre molte linee hanno necessità di potenziamento e velocizzazione. Risulta incomprensibile la destinazione di tante risorse al progetto di Passante mentre interventi infrastrutturali importanti stanno scontando gravi ritardi e mancanza di finanziamento (per es. Pontremolese, Tirrenica, Pistoia Viareggio, elettrificazione Empoli-Siena e Faentina). Le numerose e gravi difficoltà tecniche del progetto (che abbiamo nel corso del tempo evidenziato pubblicamente e su cui abbiamo sempre chiesto di confrontarci con i responsabili politici e tecnici dell'opera) renderanno i tempi di realizzazione lunghissimi.
  • Da parte del Ministero dell'Economia, che controlla al 100% le Ferrovie dello Stato Italiano, per verificare se dentro la società si gestiscano con la dovuta oculatezza le risorse erogate dal Ministero vigilando adeguatamente sull'andamento dei costi nei cantieri.
  • Da parte del Ministero dell'Ambiente perché finalmente risolva l'annoso problema delle terre di scavo e attesti definitivamente che, essendo esse secondo tutte le normative dei rifiuti, non potranno mai essere utilizzate per risanamento ambientale. Perché si prendano provvedimenti visto che manca l'autorizzazione paesaggistica di tutto il progetto e la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) per la stazione AV sotterranea (infatti l'unica VIA esistente riguardava una stazione collocata in altro sito e non su luogo dell'attuale stazione Foster): queste carenze trasformano i cantieri fiorentini in enormi abusi edilizi che il Comune di Firenze per ora non ha ritenuto di sanzionare. Per riconoscere che i monitoraggi ambientali delegati al “general contractor” e all'Osservatorio Ambientale si sono rivelati un totale fallimento, come stanno dimostrando in questi giorni interventi dell'ARPA Toscana.
  • Da parte del Ministero dei Beni Culturali perché intervenga sull'assenza di autorizzazione paesaggistica e riconosca i rischi enormi che corre il patrimonio immobiliare e culturale di Firenze, in particolare importanti monumenti come la Fortezza da Basso, la Porta San Gallo, l'arco dei Lorena e il laboratorio di restauro dell'Opificio delle Pietre Dure (il delicato e sofisticato sistema di climatizzazione sarebbe stravolto dall'impatto sulla falda dei tunnel se mai venissero costruiti).
  • Da parte del presidente dell'ANAC perché verifichi gli abnormi aumenti dei costi che stanno verificandosi anche dopo il subentro di Condotte s.p.a. a Coopsette nel contraente generale Nodavia: essi fanno supporre, ad ogni cittadino di buon senso, che siamo in presenza di gravissimi fatti di corruzione ancora non riconosciuti. Ci auguriamo che, su questo fronte, anche la Procura di Firenze continui l'ottimo lavoro fin qui svolto.
Come associazioni e come cittadini non possiamo che chiedere l'abbandono di questo progetto; i rischi delle penali sarebbero davvero modesti in confronto al disastro economico che si profila dell'entità di vari miliardi. Secondo le parole dell'assessore regionale Ceccarelli le penali ammonterebbero al 10% del lavoro non eseguito sulla base della gara d'appalto, cioè a circa 50 milioni di euro; ci sarebbe comunque da valutare se non ricorrano i termini per chiedere alle società costruttrici e ai responsabili delle FSI di risarcire l'erario per i danni provocati finora.
Come associazioni, assieme all'Università di Firenze, abbiamo disegnato uno scenario dei trasporti pubblici nell'area fiorentina che faccia della rete ferroviaria esistente la spina dorsale di un efficiente trasporto pubblico su ferro; è stato previsto anche di razionalizzare il sistema di stazioni e di dedicare una coppia di binari di superficie ai treni AV in modo che le interferenze con il servizio universale siano ridotte. Destinare le risorse economiche attualmente impegnate nel sottopasso a questi progetti di superficie creerebbe molti posti di lavoro, risolverebbe molti problemi trasportistici e avrebbe tempi di realizzazione modesti.
Certi di un vostro interessamento restiamo a vostra disposizione e porgiamo distinti saluti.
A nome delle associazioni rappresentate
Alberto Asor Rosa
Luigi Vittorio Cogliati Dezza
Marco Parini

Tiziano Cardosi

04 maggio 2015

Tav Firenze su Report



Il 18 dicembre 2000 a Porta a Porta, Silvio Berlusconi traccia le direttrici delle grandi opere italiane con la consulenza personale di Ercole Incalza. Un anno dopo, il ministro Lunardi vara la Legge Obiettivo nella quale vengono inserite tutte le principali opere del paese, dall'Alta Velocità alle autostrade, dalle metropolitane al Mose. Il 16 marzo scorso, il Tribunale di Firenze ha arrestato l'imprenditore Stefano Perotti lo stesso che da Ercole Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, otteneva la direzione lavori delle più importanti opere pubbliche, stimate oltre 25 miliardi di euro. In cambio di tanta manna, Perotti, secondo i magistrati, aveva assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi e ricompensava con consulenze e gratifiche Ercole Incalza. In seguito all'inchiesta, il Ministro Lupi, che non è indagato, ha dato le dimissioni.

01 maggio 2015

Su Report


Segnaliamo a tutti che domenica prossima 3 maggio la trasmissione Report in onda su raitre alle 21.40 tratterà il tema delle grandi opere, della legge obiettivo e anche del tunnel tav di Firenze
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9da34816-941a-403c-a427-0b2080e5ec11.html