12 aprile 2016

A CENA SENZA TAV


A CENA SENZA TAV

per il decennale del Comitato
Venerdì 29 Aprileore 20,30
Circolo Ricreativo LIPPI
Via
P. Fanfani 16
prenotazioni: Martina 377 1291804 taiutim@gmail.com


Programma della serata
  • Cena:15,00
  • Tradizionale Riffa No Tunnel Tav con 15 ricchi premi
  • Dopo cena e riffa, si svolgerà l'assemblea ordinaria dei soci dell'Associazione No Tunnel Tav di Firenze 
Menù
  • Antipasti 
crostini crema formaggio e pere*; insalata di limoni e menta; crostini alle olive taggiasche; pomodori secchi con ricotta*
  • Primo
spaghetti alla chitarra con ragù "cacio e ovo"* **
  • Secondo
polpette "cacio e ovo"*, spezzatino di verdure di stagione con cannellini, insalata di frutta e verdure di stagione
  • Dessert = 5 dolci della casa, fatti cioè da 4 attiviste/i del Comitato (Fiammetta, Judith, Cristina 2, Arrigo)
  • Vini = Rosso: Syrah siciliano di Alcamo; Bianco: Catarratto siciliano di Alcamo
  • Acqua = Non del sindaco, ma del rubinetto
* piatti non vegani
**per eventuali vegani è previsto ragù alle castagne



07 aprile 2016

Tav a Firenze: ripartono i lavori, ma i cittadini sono senza risposte


Tav a Firenze: ripartono i lavori, ma i cittadini sono senza risposte

Non hanno mai mollato la presa e sono, forse, gli unici ad aver letto integralmente la documentazione prodotta in questi anni

di Antonio Lenoci su Nove da Firenze

Fermare le Grandi Opere equivale a frenare l'Italia, più o meno è questo il messaggio rimbalzato in questi ultimi mesi da Roma ad ogni angolo della penisola, senza eccezione per Firenze, anzi sul capoluogo toscano l'accusa è quella di avere avuto fin troppi riflettori puntati addosso....

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03 aprile 2016

PRESIDIO CONTRO IL PROGETTO TAV

Il progetto TAV fiorentino meriterebbe soltanto di essere cancellato e dimenticato, tanta è la sua pericolosa inconsistenza.
Invece si insiste a non voler abbandonare un progetto sbagliato e inutile.
Per questo il Comitato No Tunnel TAV promuove

PRESIDIO CONTRO IL PROGETTO TAV
8 APRILE 2016
ORE 17.00 - 19.00
presso il Ponte del Pino

Tutti sono invitati a dire NO a questo progetto sbagliato.

02 aprile 2016

Lo psicodramma del Passante TAV di Firenze

COMUNICATO STAMPA
Firenze, 2 aprile 2016
Lo psicodramma del Passante TAV di Firenze

Si è conclusa una settimana di grandi chiacchiere attorno al Passante TAV.
La velata ipotesi che il governo Renzi abbandoni un progetto che si sta oggettivamente dimostrando insostenibile ha scatenato pronte reazioni in chi vuole assolutamente che Firenze sia trivellata inutilmente.
Il Comitato che da 10 anni si oppone a quest'opera risponde ad alcune cose dette:
Terre di scavo: la normativa corriva che è stata introdotta qualche anno fa rende molto più facile smaltire liberamente le terre di scavo che prima erano saggiamente considerata “rifiuti” (non a caso pende sull'Italia il rischio infrazione da parte della UE), ma questo non è sufficiente a dire che a Firenze si può partire con la fresa. L'unica ricerca di cui si ha conoscenza è una “perizia di parte” commissionata da Nodavia al CNR in cui si chiedeva se le terre prodotte dallo scavo fiorentino potevano essere considerate sottoprodotti non inquinati. La risposta è stata sostanzialmente una non-risposta: va visto, lotto per lotto, se la terra prodotta potrà essere utilizzata per costruire le colline di Santa Barbara (in Valdarno) o dovrà essere considerata rifiuto da discarica. Sarà curioso vedere come il PUT (piano di utilizzo terre) e l'esecutore gestiranno una quantità costante e consistente di terre da analizzare e da valutare: una operazione praticamente impossibile. Nella migliore delle ipotesi tutto sarà accatastato a Santa Barbara e lì rimarrà.
Tappo di Firenze: così si esprime il Presidente della Regione Enrico Rossi a proposito dei treni AV che giornalmente affollano il nodo di Firenze e limitano lo sviluppo del servizio regionale; il sottoattraversamento libererebbe i famosi “binari di superficie” per garantire un futuro radioso ai pendolari toscani. Anche su questa argomentazione, reiterata all'infinito, il Comitato fa notare alcune contraddizioni cui nessuno ha mai voluto dare una smentita o una risposta:
  • un vero “tappo” per i treni è presente da Firenze Campo Marte verso il Valdarno, soprattutto nella galleria di San Donato, dove i treni regionali devono cedere il passo ai fratelli maggiori TAV. I tunnel non daranno alcun beneficio a questo problema.
  • Se il “tappo” è Santa Maria Novella, effettivamente satura di treni, ci sono tre soluzioni semplici, economiche e veloci: attrezzare la fermata dei treni a lunga distanza nella stazioni passanti esistenti: Campo Marte, Statuto, Rifredi.
  • Se mancano tra Campo Marte e Rifredi due binari c'è una cosa che i sostenitori dei tunnel hanno il terrore di ricordare: esiste dal 2000 (SEDICI ANNI) un progetto che dimostra come si possa realizzare un fascio di 6 binari (attualmente ve ne sono 4) tra le due stazioni; il silenzio accurato, diligente su questo fatto dimostra, secondo il Comitato, una profonda malafede.
Ci sono altri aspetti incongruenti che indurrebbero qualunque persona dotata di minimo buon senso ad abbandonare il progetto di sottoattraversamento; li rimandiamo alle prossime puntate di questo psicodramma che sta costando all'erario parecchie centinaia di milioni di euro.

DAL COMITATO ITALIANO STOP TTIP


02 marzo 2016

COMUNICATO STAMPA 2

Firenze, 2 marzo 2016

TAV: il commissario non è una soluzione, ma una complicazione poco democratica.


Il Comitato No Tunnel TAV è stupito dalle dichiarazioni dai segretari toscani della CISL e FIT-CISL, Ciro Recce e Stefano Boni, con le quali invocano addirittura un “commissario straordinario” per portare a termine i lavori del Passante AV di Firenze.
Questa richiesta sottintende che i problemi per portare a termine i lavori infrastrutturali in Italia derivino da intralci burocratici, dai “lacci e lacciuoli” che incontrerebbero le imprese italiane sul loro percorso di costruttori.
Evidentemente i segretari della CISL sono distratti, altrimenti saprebbero che i problemi del sottoattraversamento di Firenze non vengono da vincoli esistenti, ma da una pessima progettazione. Se le terre di scavo si potranno mai portare a riempire l'ex miniera di Santa Barbara sarà perché la normativa è stata cambiata e resa molto più corriva dagli ultimi governi. Se l'autorizzazione paesaggistica manca, se il Comune stesso ha impiegato quasi due anni, invece dei 40 giorni previsti, per concederla, non dipende dalla burocrazia, ma dalle incongruenze progettuali.
Ci si dimentica anche delle inchieste che la magistratura fiorentina ha avviato svelando il “sistema corruttivo” che consente illegalità inimmaginabili in un paese civile; ci si dimentica che la fresa che era stata montata era GUASTA prima di esser messa in moto, che i conci erano inadeguati, che terre inquinate sono state sversate in Mugello, che le mitigazioni per ridurre l'effetto sulla falda non funzionano…
Forse alla CISL non è giunta notizia dell'audizione del Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone in Regione Toscana pochi giorni fa, dove ha detto: il Passante TAV di Firenze è un “problema tutto italiano, tipico del nostro Paese e del nostro sistema di appalti pubblici. Un caso emblematico che non ci fa onore”.
La CISL dimentica che la Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale il “commissario” per la realizzazione della Napoli Bari previsto dallo Sblocca Italia.
Ma la cosa che più meraviglia nelle dichiarazioni di un sindacato è la mancanza di riflessione sul tema lavoro: che le infrastrutture creino posti di lavoro era vero nel secolo passato. Oggi le grandi imprese preferiscono opere a basso impatto lavorativo, alto impiego di meccanizzazione con alti profitti per le imprese. Con i soldi gettati nelle grandi opere inutili italiane si sarebbero potuti creare molti più posti di lavoro finanziando progetti più contenuti, necessari alle comunità, capaci di mettere in moto meccanismi virtuosi di redistribuzione della ricchezza.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

COMUNICATO STAMPA 1

Firenze, 1 marzo 2016

Le associazioni ambientaliste scrivono alla Soprintendenza e all'UNESCO a proposito del Passante TAV

Le associazioni ambientaliste FAI (Fondo Ambiente Italiano), Legambiente, Italia Nostra, la Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, il Comitato No Tunnel TAV hanno scritto una lettera alla Soprintendente Belle Arti e Paesaggio, architetto Alessandra Marino, e al Ministero dei Beni e Attività Culturali in cui ricordano i motivi per cui non dovrebbe essere concessa l'autorizzazione paesaggistica al progetto di Passante TAV fiorentino.
I motivi della richiesta non sono certamente formali, ma riguardano aspetti sostanziali del progetto che presenta gravi lacune ed ha ricevuto una autorizzazione dall'Osservatorio Ambientale basata su errate valutazioni; in particolare ricordiamo la sottostima dei cedimenti in fase di scavo e soprattutto l'aver autorizzato, senza una adeguata analisi degli effetti, lo scavo delle gallerie con una sola fresa invece che con due. Questa infelice decisione non presenta tanto problemi nei tempi di realizzazione – che stanno comunque diventando molto dilatati – ma presenta soprattutto pericolo per gli edifici nei pressi dei tunnel, in particolare per alcuni monumenti tutelati come la Porta San Gallo, l'Arco dei Lorena e la Fortezza da Basso: infatti è ormai acclarato dalla bibliografia scientifica che lo scavo di doppia galleria con una sola fresa provoca cedimenti in superficie mediamente superiori del 50% che non usando due frese contemporaneamente.
Le stesse associazioni ambientaliste hanno inviato la medesima lettera anche all'UNESCO che si è mostrata sensibile ai problemi fiorentini.


FAI
Legambiente
Italia Nostra
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV Firenze

29 febbraio 2016

Segnaliamo il calendario di convegni e seminari organizzati e/o partecipati dal gruppo dell'Università che si occupa di mobilità
*********

UNIFI – DIDA 
LAPEI Gruppo di Lavoro
“Mobilità sostenibile nell’area metropolitana fiorentina”
(Coordinatore Alberto Ziparo)

Programma del ciclo di seminari offerti insieme al Corso di Pianificazione e Valutazione delle Infrastrutture del CdL PCTP di Empoli.

PIANIFICAZIONE AMBIENTALE DELLE INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ SOSTENIBILE NELL’AREA FIORENTINA

  • 3 MARZO – Convegno (con l’adesione del corso) “Il sistema tranviario fiorentino: gli impatti di una infrastruttura senza pianificazione” – ore 21.00 – Salone SMS di Rifredi Firenze
  • 5 MARZO – Convegno (con l’adesione del corso) “Le Grandi Opere Inutili e il sottoattraversamento TAV dell’area Fiorentina” – ore 17.00 – Firenze, Chiostro di Sant’ Apollonia, v. S. Reparata,17.
  • 16 MARZO – Le relazioni di mobilità nel Mediterraneo, i programmi europei e le politiche nella zona sud (L. Di Paola), Empoli, sede ex Ospedale, aula B
  • 6 APRILE – Le attrezzature per la città resiliente (M.Gesualdi)
  • 13 APRILE – Introduzione alla V.I.A. di piani e progetti (D. Anceschi), Empoli, sede ex Ospedale, aula B
  • 4 MAGGIO – La pianificazione dell’infrastruttura portuale per la valorizzazione del territorio di Livorno (T.Geti)
  • 11 MAGGIO – La pianificazione dei trasporti nazionale in Italia: la legge obiettivo, le grandi opere e il Ponte sullo Stretto di Messina (A. Cirasino)
  • 18 MAGGIO – Pianificazione dei trasporti metropolitani: il caso di Firenze (L. Recchia)
  • 25 MAGGIO – Mobilità dolce e accessibilità al Parco dei Monti Pisani S.Giuntoli)
  • 8 GIUGNO – Problemi di mobilità nell’area fiorentina e il nodo fiorentino della TAV (T. Cardosi, G.Pizziolo ed altri)
  • 10 GIUGNO – Piani e progetti per il porto di Livorno nella razionalizzazione dei traffici dell’alto Tirreno e per la valorizzazione del territorio (M.Marchetta, Dirigenti e Tecnici della Provincia di Livorno)

26 febbraio 2016

Comunicato stampa

Solidarietà al tecnico delle associazioni ambientaliste denunciato per aver criticato la qualità dei lavori della tranvia

Siamo venuti a conoscenza della querela contro l'ingegner Massimo Perini, a causa delle sue dichiarazioni relative al crollo della trivella durante i lavori per la linea 2 delle tranvie a Novoli avvenuta qualche mese fa, da parte dei tecnici dei cantieri stessi. Le nostre associazioni, che annoverano tra i propri soci e collaboratori l'ing. Perini, esprimono la massima solidarietà e rinnovano la propria fiducia in un tecnico intelligente, preparato e che ha il coraggio di esprimere le proprie opinioni nel settore di propria competenza. Allo stesso modo s'indignano per l'arroganza di chi, con questa querela, vorrebbe intimidire un esponente non allineato della società civile il cui unico interesse è la tutela dei beni pubblici.

FAI
Legambiente
Italia Nostra
perUnaltracittà
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV
Segnaliamo


25 febbraio 2016

COMUNICATO STAMPA



Il Passante TAV nell'audizione di Cantone, il silenzio imbarazzato della Regione

Il Comitato NO Tunnel TAV di Firenze ha letto con sconcerto i comunicati stampa emessi dalla Regione Toscana dopo l'audizione in Quarta Commissione del Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone; pare che il magistrato abbia parlato di tutto fuorché di TAV.
Al contrario le testimonianze di chi ha partecipato dicono che Cantone ha ribadito alcune critiche radicali che gli oppositori a questa opera avevano fatto da tempo:
  • che la figura del General Contractor è criminogena; questa è al centro delle modalità dell'assegnazione dei lavori della linea TAV fiorentina, ha prodotto due inchieste che la maggioranza in Regione sembra voler rimuovere dalla memoria
  • che le “grandi incompiute” in Italia dipendono proprio dagli errori fatti in fase autorizzativa e progettuale, cosa di cui il Passante fiorentino è esempio magistrale
  • che la VIA (valutazione di impatto ambientale) sul progetto andrebbe rifatta, cosa che i comitati dicono da innumerevoli anni
  • che è totalmente mancato un processo partecipativo per la scelta di questo progetto, imposto alla cittadinanza e in seguito tenuto in semiclandestinità per quasi un decennio
  • che, sempre secondo Cantone, le terre di scavo prodotte dalla fresa sono “inequivocabilmente rifiuti”. Questo particolare stride sinistramente con le dichiarazioni dell'AD di RFI Maurizio Gentile che parla di prossimo pronunciamento favorevole del Ministero dei Beni Ambientali; forse le maglie allargate dallo Sblocca Italia trasformeranno i rifiuti in caramelle?
  • che la Corte dei Conti avrebbe avviato una inchiesta per danno erariale a seguito dell'aumento vertiginoso dei costi
Su questi argomenti la Regione tace accuratamente e si nasconde dietro un accordo con l'ANAC che ha più elementi propagandistici che di sostanza se, contemporaneamente, non si ha il coraggio per intervenire sulla cancrena rappresentata da opere come il Passante TAV.
Il Comitato stigmatizza anche la segretezza con cui vengono svolte queste audizioni; non solo non è stato possibile partecipare alla seduta, ma non è stato nemmeno concesso lo streaming video. Chi interessato dovrà attendere settimane che la trascrizione della seduta sia pronta. Queste ultime forse sono cose minime, ma inequivocabile segno di poca trasparenza, di poco rispetto per chi intende partecipare alla vita politica, probabilmente di timore che possano emergere particolari imbarazzanti per questa maggioranza così imbarazzata da megaprogetti così malfatti e contestati nonché da comportamenti quali quelli che portarono alla rimozione del dirigente regionale Fabio Zita.
Insomma pare che il Governo della Regione voglia procedere a testa bassa, ad occhi chiusi, ad orecchie tappate su questo indecente progetto.
Una bella prospettiva.

19 febbraio 2016

Passante TAV, autorizzazione paesaggistica. Non deve essere data


Il giorno 18 febbraio 2016 la Commissione Ambiente del Consiglio Comunale di Firenze ha ascoltato una relazione dell'Associazione No Tunnel TAV in cui sono stati illustrati i motivi per cui non andrebbe concessa l'autorizzazione paesaggistica per il Passante TAV.
Purtroppo questa audizione, chiesta i primi di gennaio, è stata data dopo l'avvio del procedimento che la legge vigente prevede per addivenire al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Infatti la Commissione per il Paesaggio nella seduta del 13/01/2016 ha espresso parere positivo a maggioranza e il Comune di Firenze, in data 18 gennaio 2016, ha inviato alla Soprintendenza il citato parere con i relativi elaborati progettuali. Da quest'ultima data (18 gennaio) la Soprintendenza ha 45 giorni per rilasciare o meno l'autorizzazione richiesta; nel caso non lo faccia il Comune ha ulteriori 15 giorni per decidere o meno sul rilascio dell'autorizzazione.
L'audizione ha senz'altro perso efficacia, ma non hanno perso validità le critiche fatte.
I principali problemi derivanti dal progetto che confliggono con il rilascio dell'AP sono:
  • Le gallerie del Passante saranno scavate interessando moltissimi edifici, alcuni di questi di alto valore storico ed artistico, in particolare: Porta San Gallo, Arco dei Lorena, Fortezza da Basso. Si metteranno in pericolo la sicurezza di edificio aperto al pubblico (EsseLunga di Via Masaccio) e un edificio notificato ex Legge 1089/39 (Centrale termica e Cabina apparati centrali dell’ing. Mazzoni).
  • La possibilità che questi lavori creino danni agli edifici è talmente alta che fin dal progetto è previsto il consolidamento del terreno sotto i bastioni della Fortezza da Basso con la tecnica del “compensation grouting”. Questa tecnica, i cui effetti sono ancora discussi in campo scientifico, avrebbe una certa efficacia in presenza di terreni con elevata permeabilità che non è posseduta dalla eterogenea tipologia dei terreni sottostanti la Fortezza alcuni dei quali hanno una marcata matrice argillosa. In questi terreni l'effetto voluto di consolidamento non è efficace, anzi il cemento utilizzato tende a concentrarsi in bolle sotterranee che generano innalzamenti del terreno sovrastante (una cosa del genere è già avvenuta in occasione del consolidamento della scuola Rosai dove si sono avuti danni all'edificio).
  • I tunnel previsti impattano sulla falda rendendo difficoltoso il naturale deflusso; in corrispondenza dei tunnel non sono previste opere di mitigazione tali da garantire la trasparenza idraulica. In corrispondenza dei cantieri ai Macelli e a Campo Marte sono state previste opere di mitigazione, ma si sono dimostrate assolutamente inefficaci: lo sbilanciamento della falda è risultato ai controlli ARPAT di circa 1,5 metri. Abbassamenti o innalzamenti della falda sono assai pericolosi perché possono ridurre la portanza delle fondazioni degli edifici, possono indurre cedimenti del terreno e dei sovrastanti edifici e possono addirittura provocare l'allagamento di locali interrati. È opportuno, in particolare, valutare la grossa interferenza delle gallerie nella zona della Fortezza sulla falda anche in relazione al fatto che, al tempo, fu possibile realizzare solo 2 piani interrati del parcheggio della Fortezza.
  • Nella fase di scavo le subsidenze previste da RFI e GC sono sottostimate, almeno confrontando il progetto fiorentino con i dati della letteratura scientifica sull'argomento.
  • È stato completamente ignorato l'”effetto deriva” della realizzazione delle gallerie in curva; questo consiste in un maggior volume perso provocato dalle strutture rigide della fresa nei tratti non rettilinei. Nelle zone di via Masaccio - viale Don Minzoni e Fortezza da Basso – via delle Ghiacciaie si situano curve di raggio ridotto.
  • Sono stati completamente ignorati i maggiori valori dei cedimenti derivanti dallo scavo delle gallerie con una sola fresa. Nel progetto originario si prevedeva lo scavo con due frese che avrebbero dovuto lavorare contemporaneamente, come sempre accade per questi tipi di opere (ad es. passante ferroviario di Bologna). Invece, con il parere rilasciato dall'Osservatorio Ambientale il 05.02.2010, è stata data la possibilità al GC di utilizzare una sola fresa in relazione ai quantitativi di scavo ignorando le conseguenze tecniche. Questo è stato un gravissimo errore perché lo scavo eseguito in momenti diversi produce incrementi del cedimento in superficie di circa il 50% come è dimostrato dalla letteratura scientifica al riguardo. La cosa deve essere considerata ancora più grave perché questa modifica al progetto è stata legittimata dall'Osservatorio Ambientale senza che essa sia stata trattata nella “relazione di ottemperanza”, cioè nel documento redatto dal CG che giustifica le modifiche tra il progetto posto in gara e quello redatto dal CG.
  • Nel progetto è previsto un “pozzo di aggottamento” nei giardini attorno alla Fortezza nei pressi della cosiddetta vasca dei cigni. Il pozzo di aggottamento è una struttura che consente di estrarre dai tunnel le acque che per qualunque motivo si infiltrassero; è posizionato ovviamente nella parte più bassa di tutto il Passante per consentirne il recupero. È composta da un edificio che sporgerà dal suolo - modificando il paesaggio - e da una vasca interrata dove verranno raccolte e pompate le acque luride dei tunnel per essere trattate e poi immesse nel sistema fognario (sic). Per quanto riportato nel progetto redatto dal CG, le acque emunte saranno sicuramente inquinate, acide e corrosive; per questo dovrà anche essere previsto un depuratore e si dovrà prevederne la manutenzione. I manufatti di questa struttura interverranno pesantemente nella zona, probabilmente anche sulle presenza di alberi di alto fusto.
Ai problemi che abbiamo enumerato in precedenza l'ingegner Giacomo Parenti ha teso a minimizzare o ignorare i rilievi fatti dimenticando tutti i problemi esistenti e irrisolti. In particolare il direttore generale del Comune non vuol rendersi conto che l'autorizzazione paesaggistica per i lavori in sotterranea è fondamentale per studiare i danni che questi lavori potrebbero provocare in superficie, non si tratta solo di verificare se sarà mutata la percezione visiva di un luogo a lavori finiti. Questo è fortemente ribadito dal parere espresso dall'Ufficio Legale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, proprio sul Passante fiorentino, l'8 marzo 2013.
Crediamo sia chiaro a tutti che i nodi tecnici di questo progetto, emersi in parte anche nelle inchieste della Magistratura di Firenze, siano enormi e tali da indurre prudenza; non si parla di cantieri in mezzo alla campagna, ma sotto interi quartieri della città e sotto importanti monumenti. Le battute di Parenti che vede lavori analoghi sotto il Big Ben effettuati senza problemi ignorano che i contesti e le ditte che effettuano i lavori sono diversi; gli stessi lavori fatti a Firenze da Nodavia hanno provocato danni alla scuola Rosai.
I motivi elencati sopra dovrebbe indurre l'Amministrazione Comunale, la Giunta e il Consiglio a rivedere il parere favorevole espresso dalla Commissione Paesaggistica per il rilascio dell'autorizzazione e si dovrebbe provvedere ad un riesame di tutto il procedimento; questo è nel potere del Comune e sarebbe sicuramente nell'interesse della città e del suo patrimonio immobiliare e monumentale.
Nel caso in cui il parere della Soprintendenza non pervenga, il Comune di Firenze può anche convocare una Conferenza dei Servizi che analizzi seriamente e dettagliatamente tutti i problemi che questo progetto si porta in seno.
L'avvenuta audizione e la contemporanea consegna di documentazione speriamo serva per lo meno a mettere davanti alle proprie responsabilità il Comune tutto e anche gli organi politici; nessuno può ignorare i gravi rischi che Firenze sta correndo. Nessuno potrà dire in futuro “noi non sapevamo, noi non potevamo sapere”.

Alternativa Libera
Firenze Riparte a Sinistra
Movimento 5 stelle
Comitato No Tunnel TAV