Il Comitato sostiene il NO al Referendum Costituzionale del 4 dicembre

18 novembre 2016

PRESIDIO

Martedì 22 novembre 2016
dalle ore 15.30
PRESIDIO

davanti alla sede della Regione in via Cavour 4
durante la seduta del Consiglio Regionale


Il progetto di sottopasso ferroviario, che pareva dovesse essere abbandonato, conosce invece una nuova giovinezza grazie alle lobby del cemento e ad una politica cieca e ingorda.
Per questo dobbiamo richiamare l'attenzione su questo progetto che è dannatamente inutile, pericoloso e dannoso.
Invitiamo tutti a partecipare!

COMUNICATO STAMPA


Il Comitato No Tunnel TAV esprime solidarietà ai lavoratori dei cantieri ai Macelli

Una delegazione del Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha consegnato oggi, durante la pausa pranzo, una lettera aperta ai lavoratori dei cantieri ai Macelli che rischiano il posto di lavoro.
Nella lettera si esprima solidarietà a chi vede incerto il proprio futuro e ricorda che i problemi ai cantieri derivano dalla pessima progettazione.
Il Comitato che da anni denuncia l’insostenibilità ambientale, economica dell’opera rammenta ai lavoratori che è stato elaborato un progetto di potenziamento delle linee di superficie che garantirebbe molti più posti di lavoro piuttosto dello scavo di gallerie.
Il Comitato invita a collaborare ad una progettazione partecipata tra cittadini destinatari delle opere e lavoratori del settore per rifuggire ai ricatti della lobby delle costruzioni che impongono solo i loro interessi ad una classe politica senza idee.
Di seguito il testo della lettera.

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

**********

I LAVORATORI NON DEVONO PAGARE PER UN PROGETTO SBAGLIATO
LETTERA APERTA AI LAVORATORI DEI CANTIERI TAV


Care/i amiche/i e compagne/i,
ci rivolgiamo a voi prima di tutto per esprimervi la nostra solidarietà ed il nostro sostegno alla vostra giusta rivendicazione di tutelare il lavoro e il vostro salario. Capiamo il vostro stato d’animo perché anche noi siamo lavoratori/trici, pensionati, precari o disoccupati. Vi siamo realmente vicini, non solo a parole.
Infatti, nella nostra lotta ad un’opera che riteniamo inutile e dannosa, abbiamo elaborato, con la collaborazione dell’Università di Firenze, un progetto alternativo di potenziamento di tutto il sistema ferroviario del nodo. I lavori necessari ad attuarlo richiederebbero molti meno soldi, un bassissimo impatto sulla città, molti più posti di lavoro sia in fase di cantierizzazione, sia a lavori ultimati.
Sappiamo che i dirigenti delle aziende per cui lavorate ci dipingono come coloro che non vogliono farvi lavorare, i vostri principali nemici. Invece non è così.
Che il progetto di Passante TAV fosse un’opera mal progettata lo abbiamo visto subito e lo abbiamo denunciato; che ci fossero problemi è emerso da subito con continue sospensioni dei lavori e anche a seguito di due inchieste della magistratura che hanno mostrato come ci siano state perfino truffe nella fornitura dei materiali di qualità scadente; addirittura la prima fresa è stata montata pur sapendo che non avrebbe potuto scavare perché priva di alcune parti!
Adesso pare che le Ferrovie stesse si accorgano che affrontare lo scavo sotto la città creerebbe molti più problemi di quanti ne risolverebbe e vorrebbero trovare una soluzione più semplice; questo non accade per causa nostra, ma perché il progetto a cui state lavorando ha enormi lacune progettuali.
Sono queste lacune del progetto le vere nemiche del vostro lavoro, non noi che le denunciamo da oltre 10 anni.
In alternativa a due buchi sotto Firenze noi proponiamo la creazione di nuovi tronchi ferroviari che garantiscano un efficiente trasporto regionale nell’area metropolitana, la risistemazione delle stazioni esistenti, la velocizzazione delle linee regionali. Queste opere creerebbero molti più posti di lavoro nel vostro settore.
Il vostro diritto ad un salario decente viene utilizzato dai costruttori (Condotte SpA, cioè Caltagirone) come arma di ricatto per garantirsi profitti altissimi creando pochissimi posti di lavoro!
Noi proponiamo da sempre una progettazione partecipata sia dai cittadini destinatari dell’opera, sia dai lavoratori stessi, togliendo di mano la gestione di enormi risorse finanziarie alla lobby delle grandi imprese di costruzione che impongono ad un meschino sistema politico solo i loro interessi.
I vostri interessi coincidono con i nostri: rivendichiamo lavoro con salari dignitosi, opere che siano utili alla collettività e non solo per il profitto di pochi.
Chi vi dice che siamo vostri nemici mente e vi prende in giro.

In solidarietà,
Alma, Sandro, Martina, Tiziano, Giovanna, Fernando, Arrigo… il Comitato No Tunnel TAV

Firenze 18 novembre 2016

12 novembre 2016

Il Partito Democratico resuscita i tunnel TAV? Avremo uno zombie

La vicenda del Passante AV di Firenze, il cosiddetto sottoattraversamento TAV, sta prendendo aspetti surreali; anche le persone non esperte di trasporti cominciano a porsi domande sempre più pressanti cui la politica non dà risposte.
Per questo motivo le principali associazioni ambientaliste hanno promosso una assemblea cittadina, sabato 12 novembre alle ore 15.00, al Parterre dove si è tentato di fare il punto della situazione.
Dopo un balletto in cui si sono fatte tutte le ipotesi più fantasiose in alternativa al progetto ancora in realizzazione - meno che quella che non prevede scavi - il partito di maggioranza in Regione e a Firenze ha deciso che si vada avanti a tutti i costi, su tutto, contro tutto, anche contro l’evidenza di un progetto che ha lacune enormi e non risolte.
Una cosa che riesce difficile capire è il motivo per cui la politica toscana si accanisca in maniera così feroce per scavare sotto la città. Addirittura si è arrivati, nei giorni scorsi, alla surreale chiamata di tutti i sindaci della Toscana perché difendano il Passante come “infrastruttura fondamentale per il sistema dei trasporti in tutta la regione”. Ma  che benefici può avere il comune di Pisa, di Massa o di Arezzo se i treni passeranno sopra o sotto Firenze?
Questa assurda mobilitazione sa tanto di mossa disperata da parte di chi non sa più come muoversi mentre franano tutte le opere progettate. Anche l’arretramento del sindaco Dario Nardella, che a giugno aveva giustamente criticato il progetto sotterraneo, è comprensibile solo in un clima di ricatti incrociati, mentre il modello toscano appare sempre più fallimentare.
La più plausibile spiegazione è che esistano accordi non detti per cui qualcuno si è preso impegni cui non può rinunciare; per questo ci si accanisce insensatamente affinché si scavi, non importa dove.
Se così è Firenze e la Toscana sono ostaggio dei problemi interni della maggioranza che governa.
In questo quadro il silenzio del governo è estremamente negativo; ricordiamo che le FS sono una società per azioni totalmente controllata dal Ministero del Tesoro. Che questo Ministero controlli una società delle dimensioni delle Ferrovie - cui destina tutti gli anni molti miliardi di sovvenzioni – senza minimamente intervenire è un grave sintomo del livello patologico raggiunto dal sistema delle grandi opere inutili in Italia.
Nessuno nomina in questi giorni i costi che i lavori stanno raggiungendo, nessuno pare ricordare le parole del Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone che ha parlato di altissimi aumenti dei costi; si continua a brandire l’argomento “penali” senza voler ricordare che in questi casi si è SEMPRE contrattato con i costruttori l’affidamento di altri lavori e che il problema non esiste.
Nel corso dell’assemblea sono stati ricordati anche gli errori di progettazione: il volume dei cedimenti è sistematicamente sottostimato rispetto alla letteratura scientifica esistente, sarebbero diverse migliaia gli appartamenti danneggiati dallo scavo; la falda è fortemente sbilanciata e a niente servono le famose mitigazioni. Nessuno ha mai risposto, nemmeno l’Osservatorio Ambientale, alla denuncia del grave errore di scavare con una sola fresa invece che con due; in opere dove sono previste due gallerie parallele si utilizzano sempre due frese contemporaneamente non per velocizzare i lavori, ma per evitare che i danni in superficie siano superiori del 50% come avviene nel caso di scavo differito.
È stato sommariamente illustrato lo scenario che emergerebbe da un potenziamento delle linee di superficie e dal possibile posizionamento della stazione AV nei pressi dell’attuale fermata di Statuto. Si avrebbe, con risorse economiche modeste, ma creando un gran numero di posti di lavoro, un servizio di tipo metropolitano in zone come la Piana (dove non esiste servizio di trasporto pubblico), nel Valdarno superiore e inferiore, in Mugello e Val di Sieve dove il trasporto regionale ha caratteristiche molto scadenti.
È stato anche stigmatizzato come un possibile potenziamento delle linee di superficie non è MAI nemmeno nominato, né da FS né dagli enti locali; una censura radicale e totale.

FAI
Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
LAPEI (Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti), DiDA, UNIFI
Comitato No Tunnel TAV Firenze

26 ottobre 2016

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 26 ottobre 2016
Le associazioni ambientaliste e l’Università di Firenze scrivono a Rossi e Nardella per parlare di TAV

L’Università di Firenze (LAPEI/DiDA) e le associazioni ambientiste fiorentine scrivono al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al Sindaco Dario Nardella per chiedere un incontro in cui sia possibile presentare differenti scenari nei trasporti su ferro nell’area fiorentina.
L’abbandono del progetto di Passante AV è la sanzione di quanto sostenuto da tempo dalle associazioni stesse: il progetto di sottoattraversamento fiorentino è oggettivamente insostenibile da un punto di vista economico, ambientale, trasportistico.
Negli anni passati il gruppo di tecnici, coordinato dal professor Alberto Ziparo, non ha solo analizzato il progetto che si sta abbandonando, ma ha disegnato scenari che possono essere utili per risolvere il problema sia dei treni AV, sia dei treni regionali e metropolitani.
Per l’individuazione della stazione dei treni a lungo percorso (quelli che non terminano o nascono da Firenze) c’è la proposta di situarla nella zona prossima all’attuale fermata Firenze Statuto, dove ci sarebbero gli spazi sufficienti per nuovi binari e marciapiedi, dove i locali inutilizzati dell’ex deposito locomotive (ottimo esempio di archeologia industriale da recuperare) potrebbero ospitare i servizi per i viaggiatori; il terrapieno su cui poggia la sede ferroviaria potrebbe essere utilizzato ricavandone varchi che mettano in collegamento tra loro varie parti della città e queste con le infrastrutture di mobilità su ferro.
La vicinanza alla stazione di Santa Maria Novella potrebbe consentire con questa collegamenti di tipo aeroportuale con tapis roulant e un rapido collegamento con tutte le direttrici del servizio regionale prevedendo la fermata dei treni aventi origine o termine a Santa Maria Novella.
La richiesta di incontro vuole soprattutto riportare la progettazione della città e della sua mobilità nell’ambito locale, evitando di attendere passivamente le decisioni della Ferrovie; la collettività deve essere motore di dibattito e di programmazione del vivere e del muoversi. Nessuno conosce la città meglio di chi la abita.
Al link è possibile scaricare immagini delle proposte:
https://drive.google.com/open?id=0B0KskrB6Ru6SMWc1ZVhFU3I5LUE

LAPEI/DiDA/Università di Firenze
FAI
Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV

19 ottobre 2016

Comunicato stampa


TAV: gli dei accecano coloro che vogliono perdere

“Quos vult Iupiter perdere, dementat prius”, gli dei accecano coloro che vogliono perdere, dicevano gli antichi; al Comitato No Tunnel TAV di Firenze pare che questo antico proverbio ben si addica alla situazione creatasi dopo la missione romana del Presidente della Regione Enrico Rossi e del Sindaco Dario Nardella, che sono tornati felici della riconferma dei tunnel anche se la stazione non si farà. Una soluzione tecnicamente incomprensibile, un non senso per i trasporti, frutto evidente di mediazioni di basso livello di chi ha dimostrato di aver totalmente fallito nelle politiche dei trasporti in Toscana.
La cecità pare una caratteristica decisiva della classe politica toscana e fiorentina davanti al tema urbanistico e delle grandi opere in particolare. L’idea dell’urbanistica contrattata ormai è dilagata, gli interessi collettivi sono solo argomenti retorici, ciò che si tutela sono soprattutto gli appetiti voraci di speculatori e costruttori; con loro si deve contrattare, i cittadini sono solo fastidi da evitare.
Cecità è quella che dimostra Rossi nell’incaponirsi con un tunnel che non si sa a cosa possa servire se non porta ad una stazione, che continua a parlare di un progetto ormai morto e sepolto sotto un’alta coltre di vergogna.
Cecità è quella di Nardella che, dopo aver giustamente sparato sul progetto di Passante, pare aver fatto marcia indietro e sembra accettare un fantasioso tunnel sotto Firenze.
Cecità è quella di tutti, dal Governo in giù, a non voler dire una parola sullo sperpero delle risorse pubbliche che si è fatto finora: almeno 800 milioni sono stati buttati per scavare trincee, paratie, montare e smontare frese, realizzare solai di una stazione che non nascerà mai. Nessuno chiede conto di questo furto realizzato ai danni dei contribuenti, nessuno fiata se ancora oggi fervono i lavori alla defunta Foster e le betoniere si affannano a scaricare il loro cemento inutile.
Cecità è quella davanti al marcio che è emerso dalle due inchieste della magistratura sul progetto TAV fiorentino e che vedrà partire il processo a dicembre.
Cecità è quella che pretende oggi la “separazione dei flussi AV da quelli dei pendolari”, mentre in passato ci hanno ammorbato le orecchie cantando le lodi dell’alta velocità all’italiana che sarebbe addirittura “alta capacità”, cioè la possibilità di far passare tutti i treni su quei binari veloci. Queste contraddizioni stridenti non vuol vederle nessuno?
Cecità è quella di voler continuare a ignorare i destinatari delle infrastrutture cioè i cittadini che le devono usare, andare avanti come automi cantando sempre il solito ritornello che tutto si fa per i pendolari, mentre si spende soprattutto per le frecce utilizzate dal 10% di viaggiatori.
Cecità di questa classe politica è quella di non voler vedere che la fiducia nei partiti è prossima allo zero, che i cittadini, anche se non sono tecnici ferroviari, hanno cominciato a capire che, dietro le parole dette per oltre venti anni a Firenze, c’è solo vuoto e ingordigia.


Rassegna stampa

Alcuni articoli di stampa sull'incontro romano a tema il progetto TAV di Firenze (18-10-2016)

TAV Firenze, nuovo progetto: Tunnel, ma senza Stazione Belfiore
http://www.nove.firenze.it/tav-firenze-nuovo-progetto-resta-il-tunnel-sparisce-la-stazione-belfiore.htm

Tav: a Firenze confermato tunnel ma a 'impatto ridotto'
http://www.ansa.it/toscana/notizie/2016/07/21/nencini-confermato-tunnel-tav-a-firenze_0af86c10-bbe6-4037-a293-22a2dd7f9a76.html

Firenze, niente stazione Foster: ma il tunnel si farà
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/10/18/news/firenze_niente_nuova_stazione_tav_ma_il_tunnel_si_fara_-150067092/

17 ottobre 2016

Tav: quello che Rossi e i sindaci della Piana non vogliono capire

Tav: quello che Rossi e i sindaci della Piana non vogliono capire di Maurizio Da Re

Per l’incontro sulla TAV tra RFI e Regione Toscana di martedì 18 ottobre a Roma conviene vedere alcuni punti tecnico-politici, per capire meglio quello che probabilmente sarà la revisione del progetto TAV di Firenze.
Il primo punto, sostenuto dal sindaco Nardella e da RFI, è quello della centralità della stazione S.M.Novella che sembra ovvio ma con la progettata stazione Foster non lo era più tanto. S.M.Novella è fondamentale per pendolari, turisti e viaggiatori in genere, per i treni Alta Velocità come per i Regionali. Quindi la prevista stazione Foster dovrà avere altra destinazione e uso, e Ferrovie dovrà bloccare quanto prima gli attuali lavori...

Continua a leggere: https://goo.gl/q1bJmX

10 ottobre 2016

Il Comitato sostiene il NO al Referendum Costituzionale
del 4 dicembre
Approfondimenti Perché No sul Fatto Quotidiano
“In otto punti le ragioni del NO” libro perUnaltracittà

01 ottobre 2016

Ferrovie dello Stato, il piano nazionale accontenta tutti gli appetiti

Segnaliamo 


Ferrovie dello Stato, il piano nazionale accontenta tutti gli appetiti

“Sono molto felice che la rete resti pubblica, orgoglioso che la flotta regionale venga completamente rinnovata”. Così il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, ha commentato il piano industriale delle Fsi. Tenere in mano pubblica la rete delle ferrovie o meno non è una decisione che spetta al board, ma semmai a chi rappresenta gli interessi dei cittadini italiani. Fino a prova contraria ...

29 settembre 2016

Comunicato stampa

Sperperi TAV: i lavori proseguono a ritmo accelerato mentre la politica è su Marte

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze denuncia come i lavori TAV nel cantiere della ex stazione Foster ai Macelli non siano per niente fermi, anzi hanno accelerato negli ultimi tempi.
Che l'opera fosse irrealizzabile se ne sono finalmente accorti Ferrovie e Governo e dichiarano che il progetto sarà accantonato; peccato, però, che nessuno abbia il coraggio di dire ufficialmente basta e fermare i lavori; se prima dell'estate i costi erano stimati in 760 milioni di euro, chissà dove sono arrivati adesso con i cantieri che pullulano di operai; è una cosa di cui le istituzioni locali e nazionali dovrebbero dar conto e spiegare perché si continuano a gettare i soldi dei contribuenti nel vento.
Il Comitato ha documentato che le opere sono in stato avanzato, come dimostrano le foto allegate; nella parte visibile del cantiere (solo il 20% del totale) si vedono bene le strutture portanti del primo solaio previsto, che dovrebbero servire anche al contenimento delle paratie laterali.
Nel piccolo pezzo di cantiere visibile si sono potuti contare circa venti operai al lavoro, cosa che negli anni passati non si era mai verificata. La cosa suona ancora più grottesca se si pensa a quanto siano rallentati i cantieri della tranvia che invece non parrebbe avere nessun stop: dove non si deve costruire nulla i lavori fervono alacremente, dove sarebbe opportuno liberare la città da cantieri devastanti per la mobilità si va al rallentatore.
Questo quadro desolante della situazione delle infrastrutture a Firenze pare lo specchio non solo delle grandi opere inutili, ma anche della situazione politica in cui la cialtroneria pare far da padrona. Se da una parte le Ferrovie dello Stato e il Governo non riescono a dire nemmeno uno “stop”, dall'altra le più vecchie posizioni intransigenti a favore del progetto (soprattutto la Giunta Regionale) stanno farneticando di tunnel da disseminare non si sa bene dove sotto la città, ripetendo lo stanco mantra dell'importanza del trasporto regionale, nascondendo però che si sono persi 20 anni e gettati nel fango quasi 800 milioni di euro, il tutto per finanziare le “imprese amiche” che fin'ora hanno lavorato nel cantiere.