09 settembre 2006

Alta Velocità, tra tunnel e tranelli

Durante la sua visita a Firenze il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro è stato chiaro: «L'Alta Velocità è una priorità assoluta, è un progetto di importanza nazionale, anche se i soldi ancora materialmente nelle casse dello Stato non ci sono». Quindi non ci sarebbero dubbi sulla realizzazione del tunnel e della stazione sotterranea dei supertreni a Firenze, anche se fondi per realizzare l’opera non sono ancora disponibili e non lo saranno a breve termine. Gli ambientalisti hanno espresso le loro critiche e anche la loro contrarietà all’Alta Velocità con accenti diversi e senza ideologismi. Di sicuro il nodo fiorentino dell’Alta Velocità nasconde molte ombre e molte criticità. Innanzitutto è un progetto molto costoso, 900 milioni di euro, che potrebbero diventare molti di più. E in questa fase di grandi difficoltà economiche dello Stato e delle stesse Ferrovie è un paradosso affrontare una così grande spesa. Perché non verificare la fattibilità di un progetto per un tracciato di superficie, che costerebbe molto meno? Basterebbe evitare la costruzione dei sette chilometri di tunnel e della stazione sotterranea, destinando all’Alta Velocità due dei binari esistenti di superficie (quelli del traffico nazionale), aggiungendo un quinto nuovo binario (con relativi modesti interventi) e ottimizzando l’uso dei binari per i treni interregionali e locali. Sarebbero comunque favoriti i treni dei pendolari nell’area metropolitana, a differenza di quanto si sostiene da più parti. Il tunnel e la stazione sotterranea hanno inoltre un forte impatto ambientale, perché nel sottosuolo incontrano la falda acquifera in più punti e perché esiste un rischio di possibili cedimenti dei palazzi sovrastanti, da via Masaccio a piazza della Libertà, alla Fortezza da Basso. C’è pure il problema della cantierizzazione, con le interferenze con gli altri lavori in città. E manca l’informazione ai cittadini, perché forse il Comune di Firenze non ha imparato abbastanza dal caso delle tramvie.
Piero Baronti - Presidente di Legambiente Toscana

1 commento:

msirca ha detto...

http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=648

L'appalto giustifica l'opera.

Il ministro non è stato nè chiaro e nè sincero nell'atteggiamento nei confronti della Regione, ma è un pò la caratteristica strana di questi incontri di Martini coi ministri dell'Unione, abbastanza giocati a un tavolo con il enorme "convitato di pietra"; i motivi di contrasto determinati dalle scelte locali con quanto contenuto nel programma dell'Unione, vedi anche le prese di posizione Pecoraro Scanio a S. Rossore poi diluite nelle considerazioni probabilmente su richiesta "che comunque certe scelte sono prerogativa dei governi locali". Eppure il piano nazionale a cui il ministro prponeva di subordinare anche gli inceneritori, era non solo sensato ma doveroso.
Certo sarebbe più semplice, comprensibie e produttivo, forse, se chi rappresenta storicamente una parte importante dell'ambientalismo seguisse una linea coerente in tutte le situazioni in cui si usano così spudoratamente le risorse e il territorio contro i cittadini, contro anche le forze produttive e contro ogni buon senso e la politica del buon padre di famiglia.