10 settembre 2006

Il 14 ottobre tutti a Roma contro le grandi opere inutili

Il coordinamento nazionale dei Comitati contro le grandi opere (NO TAV, NO PONTE, NO MOSE, NO INCENERITORI, NO GASSIFICATORI, ECC. SI ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO), insieme alle Associazioni ambientaliste, alla Rete del Nuovo Municipio, alla rivista Carta, al quotidiano Il Manifesto, ai rappresentanti della Campagna Sbilanciamoci e a molte altre organizzazioni che stanno aderendo in queste ore, ha indetto per sabato 14 ottobre a Roma una Manifestazione Nazionale per l’accantonamento della Legge Obiettivo e la revisione integrale del programma di realizzazione di opere pubbliche, nei settori trasporti, territorio, energia, rifiuti, etc, tra l’altro largamente scoperte di risorse finanziarie. Con l’iniziativa si intende inoltre promuovere un nuovo Piano generale dei Trasporti e Nuovi Programmi, Nazionali e Regionali, per l’energia, i Rifiuti, il territorio, il Paesaggio e, quindi, per lo Sviluppo Locale Sostenibile, realizzati secondo l’approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità sociale delle operazioni proposte.
Il nuovo governo dimostra di voler segnare una svolta nella pianificazione del territorio e dei trasporti, per esempio abbandonando il progetto del ponte sullo Stretto, inutile, dannoso e costosissimo, procedendo all’applicazione corretta e integrale della VIA alla TAV Torino-Lione o rivedendo la Legge delega sull’Ambiente. Tuttavia su troppi programmi o settori permane ancora la vecchia logica del “realizzare senza pensare”, anche opere contro la razionalità e il senso comune, oltre che spesso contro l’ambiente, la cultura e il paesaggio italiano. Uno dei temi ancora non affrontati o sottovalutati dall’esecutivo riguarda proprio le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell’assetto idrogeologico che come perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio, a causa dell’urbanizzazione diffusa ed eccessiva che da decenni pervade gli ambiti nazionali e che è diventata un freno, piuttosto che un fattore di sviluppo sostenibile.
La manifestazione, accanto ai NO, GRANDI NO, alle opere inutilmente devastanti, vuole invece segnare l’avvio di una grande campagna di sensibilizzazione etica e culturale del Paese che promuova una nuova fase di vivibilità e qualità sociale, legando la questione economica al patrimonio culturale ed ambientale dei tanti importanti luoghi italiani.
(fonte: COORDINAMENTO NAZIONALE CONTRO LE GRANDI OPERE - http://nograndiopere.blog.tiscali.it)

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