25 ottobre 2006

I Comitati: "Per fermare questo progetto facciamo come in Val di Susa"

Lunedì sera al Parterre riunione dei cittadini che si oppongono alla Tav.
FIRENZE come la Val di Susa: «O facciamo come loro oppure non riusciremo a fermare questo progetto». Lunedì sera, saletta del Parterre. I comitati Alta velocità chiamano a raccolta, 130 cittadini rispondono. Parte Maurizio De Zordo: «Le falde acquifere costituiscono un rischio serio e le conseguenze per gli immobili saranno inevitabili». A ruota Sandro Targetti di Rifondazione: «Questo progetto è uno spreco di denaro pubblico, per fortuna la finanziaria non parla mai di Firenze, i soldi non ci sono. Ma serve un´alternativa». Quale? Si alza l´ingegnere Franco Abruzzo, che da anni si batte contro il tunnel: «L´Alta velocità può passare in superficie, si possono aggiungere due binari ai quattro esistenti», ricorda i fondamentali del suo progetto. «E soprattutto costa niente rispetto al tunnel che alla fine costerà 1 miliardo di vecchie lire a metro», aggiunge. Antonio Fiorentino illustra il percorso del tunnel isolato per isolato: «Questa classe politica ha puntato sulla rendita e sugli affari fieristici, ecco perché abbiamo un tunnel sotto il centro dice». Ma il punto più delicato sono i possibili danni derivanti dallo scavo: «Il rischio è anche per viale Lavagnini, non solo per gli edifici che stanno sopra il tunnel», sostiene Fiorentino mostrando grafici e cartine (che in parte pubblichiamo qui) proiettate su uno schermo, tutti elaborati al tempo dello studio d´impatto ambientale. Gaetano Vannucchi di via Zeffirini, la strada privata parallela di viale Redi dove si prevedono demolizioni fa sapere che ai proprietari sono già arrivate proposte di acquisto della casa da parte delle Ferrovie. Il geologo Riccardo Impallomeni, casa in viale don Minzoni e terreni in Mugello («Sono in causa con la Tav, mi hanno seccato due fonti»), chiede i «testimoniali di stato». Ovvero, le certificazioni dello stato degli edifici prima che comincino i lavori. E Ornella De Zordo di «Unaltracittà» invita alla mobilitazione: «E´ un progetto inutile, dannoso e costoso, l´Alta velocità c´è già a Firenze - dice - ma molti ancora non lo conoscono, dobbiamo ripetere queste assemblee in ogni zona, la Val di Susa ci insegna». A nome del comitato parla anche Tiziano Cardoso: sull´Alta velocità, spiega, si sono buttate le maggiori imprese italiane, da quelle di sinistra a quelle di destra. Mentre l´architetto Maschietto ricorda il suo vecchio progetto di tunnel sotto le colline bocciato da Ferrovie per «impraticabilità politica». (m.v.)
da Repubblica Firenze del 25/10/06

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