02 novembre 2006

Più soldi, più tempo: questa Tav non finisce mai

Mistero sulla galleria al confine con l’Emilia, forse c’è un chilometro da rifare.
«Sono otto mesi che chiediamo di poter visitare la galleria di Firenzuola, ma non è mai arrivato l’ok. Poi dieci giorni fa c’è stato il programma delle Iene, che ha messo il dito nella piaga di quel tunnel dell’alta velocità da rifare almeno in parte. Noi dell’Udc, allora, abbiamo scritto direttamente al responsabile della Tav (sede di Firenze) per chiedere un sopralluogo. La risposta è stata picche». Marco Carraresi, capogruppo Udc in Consiglio regionale è un fiume in piena quando affronta l’argomento. «Perché - dice - vogliamo capire cosa sta accadendo in quella galleria dove si sta rifacendo parte della calotta. Lavori che, abbiamo calcolato, potrebbero far lievitare i costi di 30 milioni di euro, con il rischio che diventino 50 se il danno si rivelasse più grave del previsto».
Una lettera, un programma tv e scoppia la polemica politica che accende di nuovo i riflettori sul tratto Tav fra Bologna e Firenze. «L’assessore all’Ambiente Marino Artusa - ricorda Carraresi - in giugno fece una comunicazione al Consiglio regionale in cui diceva che nella galleria di Firenzuola (lunga 15 km e 285 metri, ndr) era in corso la demolizione e ricostruzione del rivestimento per un tratto di 650 metri, compreso tra la finestra di San Giorgio e l’imbocco sud (vicino all’autodromo del Mugello, ndr). E aggiunse che Tav e Cavet, il consorzio che realizza l’opera, avevano riferito che l’intervento si era reso necessario per problemi al calcestruzzo e il manifestarsi di lesioni conseguenti l’allagamento del tratto per una falda d’acqua particolarmente copiosa».
Ma sono effettivamente 650 i metri da rifare? Oppure sono di più, forse addirittura 1.500 come sostengono parecchi abitanti del Mugello? Arriverà - forse - una risposta precisa quando il 28 di questo mese il presidente della Regione Martini farà un sopralluogo sulla tratta e una visita alla galleria incriminata.
«In quell’occasione - ha scritto il responsabile Tav di Firenze e Bologna Gianni Bechelli nel rispondere alla lettera inviatagli dall’Udc - sarà prodotta tutta la documentazione utile alla comprensione dello stato dei lavori». Che sono in ritardo rispetto al previsto (il primo treno non passerà più entro quest’anno, ma nei primi mesi del 2009), ma che sono fondamentali per una linea ferroviaria che - lo hanno sottolineato anche alcuni sindaci mugellani - alla fine collegherà in sole tre ore Roma, capitale politica, e Milano, capitale finanziaria. Con Firenze che si trova esattamente a metà strada.
La risposta di Bechelli ha fatto imbufalire il capogruppo Udc in Consiglio regionale che ribadisce: «Da febbraio il gruppo regionale Udc aveva chiesto al presidente della commissione consiliare Ambiente e Territorio Erasmo D’Angelis di organizzare una visita nel tunnel di Firenzuola da tempo in rifacimento. Ora dal responsabile Tav giunge, a fronte di una richiesta diretta del gruppo Udc, una risposta offensiva». Questa frase Carraresi l’ha riportata in un’altra lettera, che ha spedito al presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini: «Al di là del fatto che pare si voglia ignorare che esiste un Consiglio ed esiste una Giunta, non vedo il nesso tra la nostra esigenza di verificare cosa sta accedendo in quella galleria e di capirne le ragioni, le responsabilità e i costi, e un non meglio specificato sopralluogo sulla tratta Firenze-Bologna da parte del presidente della Regione. Chiedo a Nencini - sottolinea Carraresi - di difendere le prerogative e i diritti dei componenti del Consiglio regionale. Il presidente Martini è ovviamente libero di organizzare sopralluoghi come vuole, noi però abbiamo il diritto di effettuare tutte le necessarie verifiche in autonomia rispetto alle iniziative che la Giunta per i suoi interessi stabilisce di intraprendere».
Elisabetta Arrighi - Il Tirreno

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