13 marzo 2008

FIRENZE: DISASTRO INFRASTRUTTURALE

Nonostante i comunicati stampa e le parole spese da sindaco e amministrazione negli ultimi giorni, la situazione a Firenze per quanto riguarda infrastrutture e mobilità è molto grave.

Noi riteniamo che sarebbe un atto di responsabilità sospendere la realizzazione del complesso di "Grandi Opere" che si sta abbattendo su Firenze (penetrazione urbana TAV, nuova stazione, tramvia, interventi connessi alla viabilità – ricordiamo che il "tubone" è stato inserito nel Piano Strutturale).

Non per immobilismo, ma per carenze gravissime cui va posto rimedio prima di operare:

1) mancanza di pianificazione: non si può pensare di realizzare le singole opere senza una visione generale del sistema della mobilità. Da anni denunciamo la mancanza di un Piano della Mobilità, ora, a cantieri aperti, ne spunta improvvisamente uno che la giunta sembra voglia approvare ad aprile. Un piano che nessuno conosce, in totale assenza di concertazione e consultazione, che quindi non è assolutamente partecipato, come invece anche recentemente abbiamo richiesto. Strano strumento di pianificazione, che viene dopo i progetti, e in alcuni casi anche dopo i cantieri.

2) mancanza di un serio e approfondito studio di impatto ambientale (a livello di progetto definitivo), che consideri l'insieme delle opere spesso contigue, una cantierizzazione in contemporanea, con effetti che necessariamente si sommano. Parallelamente, come richiesto già dal 2001 da ASL Dipartimento Prevenzione e ARPAT, redazione di un "Progetto per la sorveglianza dell'impatto della realizzazione delle grandi opere sulla salute della popolazione residente.

3) ricorso generalizzato a meccanismi finanziari (project financing o general contractor) che si sono dimostrati anche recentemente, anche a Firenze, micidiali meccanismi in cui l'unica certezza è che hanno ricadute pesanti sulle finanze pubbliche, mentre i vari soggetti privati hanno la certezza del guadagno, moltiplicato rispetto alle previsioni, fra varianti, revisioni prezzi, e quant'altro.

Questi, purtroppo, sono aspetti che accomunano le grandi infrastrutture progettate o in corso di realizzazione.

E' questa la modernità?

Per questi motivi chiediamo:

  • una moratoria su tutti i progetti infrastrutturali non cantierizzati
  • una discussione aperta e partecipata finalizzata allo studio e stesura condivisa di un Piano della Mobilità prima di dare ulteriore avvio a lavori che potrebbero avere effetti pesantissimi sul territorio fiorentino, senza neanche uno studio serio che ne garantisca l'efficacia.

Il modo con cui si sta procedendo offende la cultura e la storia di Firenze e dei fiorentini. Le motivazioni "sviluppiste" con le quali si tenta di sorreggere l'impalcato progettuale colpiscono per pochezza culturale: si intende proporre una sorta di riminizzazione fatta di turismo, fiere e opere pubbliche, in uno dei primi centri mondiali per arte, cultura e scienza, che proprio su questi temi deve, invece, puntare per il proprio futuro sostenibile.

Vogliamo anche in questa occasione riportare all'attenzione dell'opinione pubblica, che non viene informata come dovrebbe da parte dell'amministrazione, la questione – tutt'ora aperta – del sottoattraversamento Alta Velocità di Firenze.

Le occasioni di informazione autogestite del comitato e del gruppo tecnico formatosi all'università di Firenze, ultima quella del 29/2 u.s. al quartiere 1, suscitano interesse e allarme per un progetto costosissimo e inutile che potrebbe comportare pesanti effetti negativi in campo ambientale. E qui l'ambiente è la città di Firenze, in una fascia pericolosamente vicina al centro.

Il sottoattraversamento non incrementa, ma diminuisce la capacità del sistema di mobilità su ferro dell'area, creando un passaggio riservato e rigido solo per l'AV, laddove la tecnologia attuale permette un aumento dei binari di superficie ed un loro uso ibrido che non intacca i livelli prestazionali del sevizio TAV. Occorre ricordare i gravi problemi di tipo idrogeologico scaturenti dal progetto, che necessitano di approfondimenti, nuove valutazioni di impatto e indagini sul sistema idrogeologico. Impariamo da quello che è successo nel Mugello: una situazione in cui gli effetti gravissimi dell'Alta Velocità sono oggi ammessi da tutti e, addirittura, oggetto di processo per gli aspetti amministrativi e penali, con danni per la collettività stimati in oltre un miliardo di euro. A Firenze si rischia di riproporre la stessa situazione, con l'aggravante di operare in ambito urbano. Procedere alla fase esecutiva del sottoattraversamento senza una VIA efficace, ovvero riferita alla progettazione esecutiva, appare, in questo quadro, irresponsabile e delittuoso. Soprattutto se si pensa che la nuova stazione, i cui profili morfologico-architettonici sono pure firmati da architetti di prestigio, comporterebbe uno dei più grandi scavi mai registratisi nel sottosuolo fiorentino, con interferenza totale con la falda acquifera sotterranea, senza neppure un approfondimento della vecchia valutazione di impatto fatta su un progetto diverso, e a livello preliminare.

Il tutto è aggravato, come detto, dall'assenza di una pianificazione della mobilità e dei trasporti: Morretti, AD del Gruppo Ferrovie dello Stato, parla di un treno Alta Velocità fra Milano e Roma ogni quarto d'ora, ma non è stata fatta neanche una analisi della domanda, attuale e potenziale!

Ancora una volta l'importante è aprire i cantieri, naturalmente con soldi pubblici.

Anche in questo caso chiediamo una moratoria nell'attuazione dei progetti, una valutazione seria delle alternative di superficie (meno impattanti e meno costose), un migliore utilizzo delle risorse risparmiate per affrontare i tanti punti deboli della rete ferroviaria regionale.

Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze

Coordinamento dei Comitati dell'Area Fiorentina

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