22 ottobre 2008

L'ASSESSORE REGIONALE CONTI SCOPRE LE CONTRADDIZIONI DELL'ALTA VELOCITA', CON IL TAGLIO E LO SFRATTO DEI TRENI PENDOLARI DALLA LINEA DIRETTISSIMA!

E così l'assessore regionale Conti scopre tutte le contraddizioni del progetto Alta Velocità in Italia, adesso che le conseguenze ricadono sulla nostra regione!
C'è una fetta della società civile (come Idra o il nostro comitato) che da anni denuncia l'incongruità del modello di Alta Velocità scelto per un paese come l'Italia: si è guardato a Francia e Spagna, che hanno un territorio caratterizzato da città medie o grandi a distanze ragguardevoli, e se ne è supinamente copiato il modello, incantati della velocità, dell'efficienza, dell'immagine che questi treni davano nella loro corsa.
Ma l'Italia non è la Francia: le città, nel nostro paese, sono tante, a distanze di poche decine di chilometri l'una dall'altra; chi ha voluto questo progetto di A.V. ha pensato soprattutto agli abitanti di Torino, Milano, Roma e Napoli, un po' meno a quelli di Bologna e Firenze, il resto è stato completamente dimenticato e si sta abbandonando.
Sono anni che il nostro comitato, con quelli dei pendolari del Valdarno, va dicendo che con l'entrata in vigore di questo modello di Alta Velocità avrebbe condannato i pendolari, soprattutto quelli dell'Aretino, a tempi di viaggi molto più alti. Per i pendolari di Figline, Montevarchi, Arezzo si prospetta che ogni giorno dovranno sacrificare almeno 45 minuti della loro giornata a questo tipo di treni veloci!
Ci chiediamo - e lo chiediamo anche all'assessore Conti, a tutto il PD, a tutto il centro destra - perché non si è scelto il modello si Alta Velocità attuato in Germania, paese che ha una struttura urbana più simile alla nostra. In quel paese si è deciso per la promiscuità delle linee ferroviarie e il loro quadruplicamento, non di costruire linee completamente separate. Sui binari tedeschi viaggiano treni Alta Velocità (li chiamano ICE, InterCity Express), treni IC, Espressi, regionali, locali e metropolitani, tutti assieme per garantire un trasposto pubblico capillare e universale. La Germania ha una rete di trasporti che dovrebbe essere modello anche per noi.
Ci infastidisce non poco il gioco dello scaricabarile tra Regione e Governo in cui si rinfacciano insufficienza di risorse economiche e tagli ai servizi: sono decenni in cui TUTTI i governi che si sono succeduti hanno ridotto le risorse al trasporto pubblico che non fosse quello dell'Alta Velocità.
L'errore doloso è stato quello di destinare una quantità immane di risorse economiche (si parla ormai di oltre 90/100 miliardari di euro, ma nessuno si degna di aprire per bene i libri contabili di questa follia tutta italiana) abbandonando tutto il resto della rete e del servizio.
La manutenzione è una vergogna, i treni stracolmi in alcune fasce orarie, i ritardi cronici e in aumento.
Sono anni che, come cittadini che hanno a cuore la "cosa pubblica", come utenti dei servizi pubblici, facciamo volantinaggi alle stazioni e per le strade denunciando la follia della politica dei trasporti; sempre inascoltati dai media e sbeffeggiati dai frequentatori dei palazzi. In questa veste ribadiamo le nostre richieste:
  • cambiare il modello di Alta Velocità in Italia
  • pensare ad un vero potenziamento del trasporto pubblico "a rete"
  • lasciare la linea Firenze Roma utilizzabile da tutti i treni
  • cambiare e rivedere i contratti capestro con cui sono state costruite le linee AV che nel nostro paese stanno costando più del triplo che in Spagna e Francia
  • abbandonare il ridicolo e folle progetto di sottoattraversamento di Firenze e prendere in considerazione le concrete proposte di potenziamento generale del nodo ferroviario che potrebbe ospitare anche un servizio di trasporto metropolitano di superficie nel settore nord e ovest della città
  • che gli amministratori vogliano davvero ascoltare e interloquire con i cittadini invece di discettare di astruse e cavillose leggi sulla partecipazione
Info 338 3092948

3 commenti:

Anonimo ha detto...

vedo una lieve contraddizione: quando parlate del sottoattraversamento proponete il passaggio in suoperficie della TAV (e concordo), quindi che c'entra NOTAV?

tcardosi ha detto...

La contraddizione c'è, vero. Dipende dal fatto che ormai questo progetto di Alta Velocità sta arrivando alla fine. Nello sfacelo che ha prodotto cerchiamo di mitigare i danni proponendo un potenziamento delle linee di superficie, comunque dedicato a tutti i treni.
Tra le nostre richieste quella di trasformare le linee AV in un modello alla tedesca, dove sulle nuove linee posso circolare tutti i treni, anche quelli dei pendolari condannati a lentissime marce.

Anonimo ha detto...

domenica 23 novembre 2008

Il treno dei desideri (romani)

I pendolari bergamaschi verso Milano troveranno una sgradita sorpresa dal nuovo orario ferroviario in vigore dal 13 dicembre. Un taglio del numero dei treni ed un aumento dei tempo di percorrenza, fino a 65 minuti: per fare 50 chilometri.
In “leggera controtendenza” con la strombazzata apertura della TAV Milano-Bologna che dovrebbe collegare i 200 km tra le due città in 60 minuti.
Infatti, nelle ferrovie italiane avvengono alcuni strani fenomeni i quali sono tuttavia altamente indicativi di quale sia il “fil rouge” anche delle politica ferroviaria.
La prima cosa che balza agli occhi è che a Roma interessa solamente velocizzare e migliorare i collegamenti Nord-Sud in particolare con la “capitale”. Qualsiasi altra direttrice è penalizzata sia in termini di investimenti infrastrutturali che “attenzione” commerciale.
Le tratte TAV in attivazione dirigono tutte verso Roma, le altre non “centripete” vengono abbandonate, sabotate, sottoposte al fuoco di sbarramento della stampa romana, attraverso i cosiddetti Notav, curiosa forma di protesta esistente UNICAMENTE sopra la Linea Gotica. Non è un caso che l’unica ferrovia preesistente in Padania sottoposta a intenso rinnovamento sia la Verona-Bologna che va in direzione dell’Urbe.
E badate che non è una questione di traffico sicchè LA NECESSITA’ DI TRASPORTO FERROVIARIO VIENE CREATA O DISINCENTIVATA con le “promozioni” e gli “sconti”.
L’amministratore delegato delle FS, l’ex sindacalista Mauro Moretti ha annunciato che sulla tratta Milano-Roma ad alta velocità ci sarà una tariffa ridotta, col pretesto della concorrenzialità con l’aereo. Col presumibile risultato che percorrere i 600 km tra la capitale lombarda e la capitale del Lazio costerà come spostarsi (SENZA TAV!) sui 270 km tra Milano e Venezia.

Se la apriranno poi ‘sta TAV.
Dal lato Bologna mesi fa, durante le prove ad alta velocità a un certo punto il locomotore si fermò inaspettatamente in mezzo alla campagna. Dopo una rapida ispezione ai potentissimi computer che mappano la linea, e probabilmente chiesto consulenza alla NASA (!), si scoprì che semplicemente i “soliti ignoti” Rom si erano fregati 15 km di cavo di rame della linea area di alimentazione. Dalla parte di Milano, le ferrovie solamente non hanno fatto ancora le prove di alta velocità, un azzardo inconcepibile se un convoglio dovesse deragliare a 300 km all’ora!

Una decina di anni orsono l’allora governo Prodi promosse una riforma tariffaria nel comparto ferroviario che avrebbe dovuto basare la tariffazione sulla qualità del servizio, non sulla mera distanza in km tra la stazione di partenza e quella di arrivo.
In realtà si vede orami da anni che la politica tariffaria viene usata dal potere centralista per “eterodirigere” la richiesta di trasporto ferroviario e la conseguente infrastrutturazione in modo da favorire le direzione Nord-Sud, per il solito scopo di “unire il paese” . Affinché magistrati meridionali, pendolari della rapina, segretari comunali, i politici settentrionali collusi con il potere centralista possano velocemente venire A DETTARE LEGGE.
Se, per esempio, tra Milano e Venezia si potesse andare in Intercity con 10 euro (in proporzione alle “promozioni” da 30 o 15 euro per il Sud) la linea “storica” sarebbe talmente ”satura” da richiedere immediatamente il quadruplicamento veloce. Perché percorre in autostrada A4 270 km costa aasai più in pedaggio e carburante di 10 euro, molti sceglierebbero il treno.
Come mai non esistono agevolazioni sui biglietti per andare da Torino a Trieste, per dire? O da Trento a Genova?
La “costituzzione” non garantisce forse l’uguaglianza dei cittadini su tutto il territorio “nazionale”?

Questo lo scritto infinite volte, un inciso che vale la pena di ribadire.
La “federalizzazione” delle imposte, IRAP, ICI, Ticket sanitari fu solo un sordido trucco per fare pagare più tasse nelle regioni padane e meno nel Meridiane e nel Lazio, poiché la presenza di questi balzelli NON E’ LEGATA al livello dei servizi offerti, efficienza e riduzione degli sprechi della singola entità territoriale.
Identicamente per la “regionalizzazione” del trasporto locale.
La Lombardia per avere dai ROMANISSIMI di Trenitalia qualche treno nuovo deve continuamente aumentare le tariffe per lavoratori e studenti pendolari. Nel Lazio e in quasi tutto il Sud gli ingentissimi investimenti richiesti per le opere ferroviarie non sono legati a particolari incrementi tariffari, VICEVERSA grazie alle già citate “promozioni” il costo del biglirtto tende a diminuire, almeno in alcuni contesti!
Roberto Formigoni è “uomo d’onore” di Roma capitale, il suo compito è di “tenere buono” il somaro lombardo, di fargli accettare continui incrementi del costo del servizio in cambio di miglioramenti risibili. Nel trasporto pubblico e in ogni altro settore “federalista”.
Recentemente in regione è stato firmato un buffo ”patto” per il trasporto locale onde gettare nuovo fumo negli occhi agli stremati pendolari lombardi. Perché alla fine Trenitalia fa quello che vuole, la puntualità dei treni è ETNICAMENTE irraggiungibile visto che la maggior parte dei dipendenti “lombardi” delle ferrovie sono meridionali o romani ai quali importa mantenere i loro privilegi di casta, assai più che fare arrivare i pendolari bergamaschi in orario. D’altronde l’a. d. attuale delle FS fu sindacalista dei ferrovieri, mica dei pendolari!
In passato simili accordi furono stipulati con il fornitore del servizio, ma Trenitalia non ha MAI rispettato tali intese in materia di pulizia dei treni, puntualità e rinnovo del materiale rotabile mentre le tariffe “reggionali” sono puntualmente incrementate, in ogni caso.

Che dire a proposito del “materiale rotabile”?
Basta passare per la stazione di Napoli Centrale.
Se uno ha un minimo di occhio clinico per i treni nota subitamente che ci sono molti più convogli nuovi che a Milano Centrale. In aggiunta la stazione partenopea è assai pulita e ordinata perché in Campania lo stato non ha mandato un milione d’immigrati a italianizzare la regione come in Lombardia.
Le mafie meridionali sono i veri padroni della penisola, anche nel settore degli appalti ferroviari.
Per accondiscendere questi signori è stato improvvisato l’assurdo progetto di una linea veloce Napoli-Bari. Senza che quest’opera sia prevista da ALCUN “corridoio“ europeo (1, 2) .
A cosa serve (ufficialmente) la linea veloce Napoli-Bari?
A velocizzare i collegamenti dalla costa adriatica meridionale con Napoli e Roma.
Ottimo!
Esiste un comitato SìTav Napoli-Bari (3) di cui fanno parte, udite udite, Legambiente e Moretti stesso, uno che, da noi, non dalle imprese controllate dai Casalesi, incassa annualmente 5 MILIARDI di vecchie lire come amministratore delle ferrovie dello stato.
Nessuna traccia dei Notav laggiù!
In compenso esistono i Nodiscariche, i Noinceneritori, ci saranno i Nocentralinucleari, tanto qualcun altro ci penserà per loro!
Illuminante che Legambiente e FS stesse siano CONTRARI o quantomeno “tiepide” riguardo alla realizzazione del Corridoio 5, Lione-Torino-Milano-Venezia-Trieste-Lubiana, pure previsto dalla UE.
Perché non va in direzione Roma e non è d’interesse dei comitati affaristico-mafiosi.

Per pietà, non ci vengano a sciorinare le opposizioni “locali”.
Le proteste nel Nord ci sono anche contro le moschee, gli ipermercati Coop, i campi nomadi, le future centrali nucleari ma state tranquilli che a Roma di ciò non importerà nulla, anzi chi reclamerà sarò fatto passare per razzista e retrogrado.
Se vogliamo trattare di ambiente inoltre, sta avvenendo in questi anni una devastazione del territorio che nessuno osano notare. Ossia la “moda” che anche i paesini di mille abitanti ora bramano la “tangenziale” per togliere l’inquinamento del traffico dal centro cittadino.
Salvo eccezioni, che traffico congestionato possono avere certi piccoli comuni?
E la conseguenza è la costruzione di migliaia di kilometri di strade con svincoli, raccordi e rotonde sempre più grandi, con la distruzione di decine di migliaia di ettari di campagna circostante i centri abitati. Nel più assordante silenzio dei politicanti “progressisti” e non, il cui interesse è semplicemente di incassare bustarelle in cambio della loro “verde” approvazione come assessori all’ambiente negli enti territoriali!

Un ex presidente delle FS, Lodovico Ligato, fu ammazzato in delitto di mafia, questo vi dice qualcosa?
La ferrovia Brescia-Parma è interrotta da svariati anni tra le stazioni di Torrile S. Polo e Parma a causa dei lavori per l’interconnessione “tecnica” della linea veloce Milano-Bologna con la stazione della città emiliana. Il servizio sostitutivo di bus è gestito da una società in odore di MAFIA chiamata SITA, di proprietà delle ferrovie.
Si vocifera che detta società abbia “interesse” a ritardare la riapertura dei 10 km tra S. Polo e Parma per continuare a percepire i lucrosi introiti per effettuare il servizio.
La Brescia-Parma è una tratta NON ancora elettrificata con non più di una dozzina di treni giornalieri per direzione. A correre, si fa per dire, sull’unico binario vecchie “littorine” diesel ridipinte col merdoso tricolore. Però agli utenti vengono applicate le esose tariffe “lombarde”: 5 euro di biglietto per fare 90 km in due ore alla fantastica media di 45Km/h!
Lo “spirito” della riforma tariffaria prodiana ribaltato, minore prezzo per i treni di qualità dei ricchi, più costosi i treni regionali degli studenti e lavoratori.
E’ così per quasi tutte le “riforme” italiote.
La legge sulla “privacy” escogitata per nascondere, se necessario, l’identità dei criminali da non fare capire che il 95% dei reati gravi (omicidi, stupri, delitti famigliari) commessi nelle regioni settentrionali sono opera di extrapadani. Salvo poi esibire stupide statistiche attestanti che “ci sono più delitti in famiglia al Nord”. Così la legge sul silenzio-assenso nella donazione di organi è finita in una bolla di sapone perché IL VERO SCOPO della sceneggiata era di portare a Roma il controllo degli organi donati. Ora, la donazione di sangue e organi continuano ad esserci quasi solamente nel Centronord, in cima alla lista dei trapianti meridionali e romani.
Questi sono banali esempi.

La Lega Nord con i più diretti responsabili nel governo, Castelli e Zaia, si deve fare carico di una vera e propria “rivoluzione copernicana” nei trasporti in Padania che certamente non è alla portata culturale del “bambacione” di Arcore, il massimo sentimento del quale sembra consistere nel fare il “galletto” con le ministre del suo governo.
Se per combattere la crisi bisogna puntare sulle infrastrutture (lo dice Obama!) iniziare dalle ferrovie.
Non solo la TAV, Milano-Venezia “in primis”. Soprattutto “riqualificare” le linee secondarie in modo da creare un “effetto rete”, un sistema capillare di trasporto su rotaia che possa appetire coloro, sempre più, che NON HANNO I SOLDI PER MANTENERE UN’AUTOMOBILE.
La pianura padana è uno dei territori più densamente popolati ed antropizzati del mondo a rischio catastrofe ambientale.
E’ necessario LIMITARE DRASTICAMENTE la costruzione di nuove tangenziali e autostrade limitandole allo stretto indispensabile per salvaguardare la PREZIOSISSIMA terra arabile.
Un classico esemplare è costituito dalla cosiddetta Tibre, ossia la folle idea di costruire un’intera nuoca autostrada per collegare Parma (Cisa, La Spezia) con Verona (Brennero e A4) quando basterebbe una “bretella” di 50 km da Parma a Mantova, innestata sull’esistente A22 Modena-Verona-Brennero.

Per le ferrovie occorre una nuova politica tariffaria e dell’offerta del servizio.
I treni speciali festivi non devono essere quelli degli stramaledetti tifosi del calcio.
Istituire dei treni a breve e medio raggio, per così dire da “gita fuori porta”. In altri termini, che possano essere utilizzati dal grande pubblico in luogo dell’automobile per fare le “scampagnate” domenicali. Ad esempio, se una coppia, o famiglia vuole, dalla pianura nebbiosa, fare una gita alle Cinque Terre, andare in pizzeria vista mare e tornare deve POTERLO FARE COMODAMENTE anche in treno e con prezzo PROMOZIONALE del biglietto. Idem per chi dalla Lombardia volesse visitare Venezia o dall’Emilia vedere Firenze o scappare da Milano per un poco godendo dell’arietta dei laghi insubri.
Bisogna rivoltare il concetto “tutto italiano” secondo il quale il treno nei giorni festivi è roba per “sfigati” senza un’auto, per immigrati puzzolenti, per ragazzi minorenni ancora privi di patente.
La vera indipendenza della Padania si ottiene anche erigendo un sistema sociale, culturale e infrastrutturale, una “forma mentis” degna di un paese civile non schiavo degli ardenti desideri romani di farci diventare terzo mondo come loro.
Altrimenti che significherebbe “essere indipendenti”?

F. Maurizio Blondet

1 ) http://img.photobucket.com/albums/v179/Robert1976/corridoitranseuropei.jpg
2 ) http://www.notav.eu/article3205.html
3 ) http://www.sgrlegambiente.it/content/view/120/9/

http://falsoblondet.blogspot.com/