05 ottobre 2010

I notunnel in tribunale

Mercoledì 6 ottobre la prima udienza del ricorso civile collettivo promosso da oltre un centinaio di persone a difesa della propria salute, della propria casa.

L'appuntamento per i ricorrenti e i simpatizzanti è alle ore 8.45 mercoledì 6 in piazza San Firenze per spostarsi poi subito nel tribunale in piazza San Martino.

Nell'occasione sarà distribuito ai passanti materiale che illustri i motivi del ricorso, i rischi che ci sono in caso di realizzazione del “sottoattraversamento AV”, che pubblicizzeranno la manifestazione indetta contro questo progetto per sabato 9 ottobre 2010 alle ore 15.30 in piazza SS Annunziata.

Grazie agli studi condotti da tecnici scelti dai ricorrenti è stato dimostrato che i pericoli per la città sono molto più alti di quelli dichiarati da Ferrovie dello Stato: le possibilità di cedimenti del terreno a seguito dello scavo delle gallerie si manifesteranno fino a 150 metri dalle gallerie, il che significa che in una fascia di almeno 350 metri, da Castello a Campo Marte, sarà soggetta ad abbassamenti producendo danni agli edifici sovrastanti. Gli edifici interessati sono dell'ordine delle migliaia, il che significa che dai 20.000 ai 30.000 appartamenti potranno subire danni anche gravi da questa inutile opera. I cedimenti previsti dagli studi delle ferrovie sono dell'ordine di 4 millimetri, quelli previsti da esperti come la professoressa Teresa Crespellani o il professor Giovanni Vannucchi sono mediamente di 7 centimetri con punte di 15 centimetri.

Altro grave rischio derivante dai lavori del sottoattraversamento è quello dell'impatto sulla falda: nella zona del Lippi e delle Tre Pietre, intorno ai Macelli, dove dovrebbe sorgere la stazione Foster, a Campo di Marte, dal Ponte del Pino a viale Mazzini saranno realizzate paratie sotterranee alte decine di metri che impediranno alla falda di scorrere normalmente nel terreno; nelle zone dove si avrà un innalzamento del livello dell'acqua si avranno allagamenti e indebolimento delle fondazione degli edifici, dove la falda si abbasserà ci saranno cedimenti a distanze imprevedibili; per esempio nel triangolo compreso tra viale Corsica, via Circondaria e il Mugnone si prevedono abbassamenti del terreno dai 3 ai 7 centimetri.

Altri gravi rischi per la popolazione derivano dall'inquinamento da polveri e rumore come è già emerso in questi giorni.

Insomma non si capisce perché si vuol andare avanti con un'opera che non darà alcun beneficio a Firenze (i treni AV passano già senza problemi), che creerà disagi enormi, che avrà costi fuori da ogni previsione. I cittadini che hanno fatto ricorso auspicano che la Magistratura valuti con attenzione i problemi posti da questo progetto.

Fermare i tunnel TAV è possibile e necessario!

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