08 novembre 2010

Pubblichiamo una lettera aperta di alcune donne che vivono nei pressi dei Macelli.

Al Sindaco di Firenze
Al Presidente della regione Toscana
All’ARPAT
All'ASL
Allo “Sportello per la salute Pietro Mirabelli”
A Idra
Al Comitato Notunneltav

Da molti giorni, una nube di polvere copre la zona di Via Circondaria, si deposita sulle macchine parcheggiate, sulle terrazze, sui vetri, sui portoni e sull’asfalto che è ormai diventato marrone. La polvere si alza dai cantieri dei Macelli e dai camion che sempre più numerosi passano per la strada. Qualche tregua dalla polvere viene dalle piogge di questi giorni, ma copre le strade con una fanghiglia che non è molto piacevole.
Alla polvere (o al fango) si aggiunge il disagio di abitare in una zona dove il traffico è aumentato e non scorre più. Le file di auto bloccate dal semaforo posto all’uscita dei cantieri per consentire l’uscita dei camion in sicurezza, sono ormai diventate una costante.
La situazione è peggiorata: nei giorni passati, prima dell'arrivo della pioggia, la nube di polvere era diventata una foschia che avvolgeva tutto. Era così densa che copriva la scuola media Rosai e la scuola elementare e materna Rodari. Si respirava lungo la strada e nel giardino di piazza Danti. Due abitanti della zona esasperati sono andati a protestare ai cantieri. Mentre stavano aspettando il responsabile, hanno visto un operaio che spazzava con una scopa il viale interno, un ulteriore piccolo contributo alla nube di polvere. Hanno, comunque, ottenuto l’uscita di una spazzatrice che era ben poca cosa rispetto alla polvere dilagante ma che, in compenso, contribuiva non di poco ad incrementare il livello di smog della zona vista la quantità di fumo che usciva dal suo tubo di scappamento. Sono questi i particolari accorgimenti che ci erano stati preannunciati?
Il responsabile del cantiere ha parlato di tecnici che continuamente controllano. Cosa? Non sappiamo quale sia la competenza di questi tecnici, né che cosa controllino. Sappiamo, però, che non è necessaria una particolare conoscenza e strumentazione per rilevare una presenza così elevata di polvere, è sufficiente guardarsi intorno.
Sono questi i controlli, i costanti monitoraggi che i nostri amministratori locali ci hanno garantito? E’ questa la particolare attenzione alle scuole che l’assessora Di Giorgi aveva promesso? Ed il fatto stesso che ci siano dei tecnici che non sappiamo chi sono e per conto di chi controllano, non è la più lampante dimostrazione di quanto non sia stata realizzata quell’informazione sull’andamento dei lavori di cui si è fatto un gran parlare?
Guardandoci intorno, ci viene il sospetto che tutte le promesse e le assicurazioni che ci sono state fatte avevano l’unico scopo di tenerci “buoni” e di farci accettare un’opera di cui è difficile capire il senso.
Non siamo contrari all’alta velocità. Ci chiediamo e vi chiediamo però: ma l’alta velocità non passa già da Firenze? Se era necessario potenziarla non c’erano altri progetti per farlo, magari con costi più contenuti e con effetti meno pesanti per una zona così popolata della città? D’altra parte lei stesso signor Sindaco non ha affermato che questo progetto è un’opera inutile? E allora perché farlo? Perché dobbiamo avvelenarci con le polveri e lo smog? Perché dobbiamo subire il disagio di vedere il luogo dove viviamo stravolto?
Forse queste domande che noi e molti altri abitanti della zona si pongono, sono sbagliate. Può darsi che “si sia tutti all’antica” e non si riesca a cogliere la potente spinta innovativa del progetto.
Ed allora Signor Sindaco, Signor Presidente della Regione e tutti voi che sostenete questo progetto, perché non ce lo venite a spiegare?
Perché non ci illustrate i motivi che lo rendono, malgrado tutto, il migliore di tutti, l’unico che è possibile realizzare, quello che più di altri avrà ricadute positive per la nostra città.?
Perché non ci descrivete i benefici sociali ed economici che ne deriveranno e che, supponiamo, saranno tali da giustificare gli elevati costi che richiede?
Perché non ci raccontate tutto questo in un confronto pubblico magari con la partecipazione di chi ha perplessità su questo progetto in modo da consentirci di valutare chi è ingiustificatamente allarmista (come è stato scritto in una lettera a Repubblica) o chi è stupidamente rassicurante? Vi aspettiamo, speriamo, non inutilmente come è successo molte altre volte.
Ma, per carità, risparmiateci promesse e rassicurazioni che non siete in grado né di mantenere, né di assicurare. Non siamo cretine.

Firenze, 8 novembre 2010

Seguono le firme.

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