18 dicembre 2010

COMUNICATO STAMPA

La polemica tra Regione e Comitati sulla partecipazione non si placa.
Il prof. Giorgio Pizziolo e il Comitato contro il Sottoattraversamento scrivono a Rossi.

Dopo l'incontro organizzato dalla Regione Toscana a Montaione per fare un bilancio della legge sulla partecipazione, il Presidente della Regione Enrico Rossi aveva scritto una lettera a chi lo criticava. Adesso sia il professor Giorgio Pizziolo che il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze scrivono una lettera in cui approfondiscono le critiche alla politica della Regione sulla mancata o falsa partecipazione. Sotto i testi delle lettere aperte.

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Lettera del Prof. Pizziolo

Egregio Signor Presidente,

rispondo solo ora alla sua gradita lettera, perché nei giorni passati mi trovavo all’estero per seguire alcune problematiche sulle strutture europee del paesaggio, legate proprio ai temi della partecipazione.
Nell’occasione delle giornate di Montaione, ho ritenuto che la “lettera aperta ai partecipanti” fosse la modalità più trasparente e serena, per rendere esplicito a tutti e quindi ora anche a lei, il pesante stato di malessere che circola in molte realtà e comunità regionali, nei confronti della legge sulla partecipazione, e più ancora sulle modalità delle sue applicazioni, che non riescono mai a penetrare i convegni e le manifestazioni sulla legge stessa.
Del resto le argomentazioni che sono state riferite nella sua lettera dimostrano chiaramente quale è il livello autoreferenziale che circola negli ambienti regionali in proposito.
Sulla partecipazione vi sono diverse scuole di pensiero, ma in questa occasione non intendo ribattere punto per punto all’elenco della lettera, che pure potrebbe essere fatto, ma intendo usare l’esempio del sottoattraversamento dell’Alta Velocità per il nodo di Firenze, citato nella lettera, come caso emblematico di una partecipazione riduttiva e addomesticata.
Il fatto stesso di dare per scontato ed inevitabile che ci si debba occupare solo della “messa in opera del progetto”, e non dell’opera in sé, è una forzatura inaccettabile.
E ciò anche alla luce della condizione reale oggi in atto, dal momento che ancora il progetto, ed in particolare la stazione sotterranea non hanno tutti le approvazioni necessarie e che comunque essi si avvalgono di VIA su progetti di massima o di opere abbandonate, del tutto inadeguati comunque alla realtà che sta emergendo fin dalle opere preliminari, e tali probabilmente da configurare un’opera assai diversa da quella approvata, necessitante probabilmente di nuove valutazioni di legge.
Ebbene, questa grave situazione è tenuta nascosta, così come non viene informata la popolazione di tutti i gravissimi rischi che correranno moltissimi cittadini e l’economia della città stessa per i prossimi dieci anni.
Ancora meno è informata la cittadinanza che esistono alternative, sulle quali è stato steso un muro di gomma e di silenzio, proposte da molti anni e che sono tuttora censurate.
Tutto questo dovrebbe essere oggetto di una partecipazione reale sulla TAV, prima che sia troppo tardi. Ancora ci sono dei sottili margini, ma se questo non fosse più possibile, ciò sarebbe sufficiente a dimostrare che la legge sulla partecipazione è stata un bluff in passato ma che anche oggi essa è uno zuccherino, per fare del resto il minimo che sarebbe obbligatorio (monitoraggi e simili) e non una benevola elargizione.
Questo esempio dimostra chiaramente quale dovrebbe essere la partecipazione anche in Toscana, e di come invece essa abbia solo un ruolo di “mediazione” fine a se stessa.
Di fronte alla domanda altissima di partecipazione che vi è in Toscana, e che viene sistematicamente disillusa, si spera che si modifichi radicalmente la legge esistente, in particolare nelle figure dei suoi controllori, andando verso una legge non di governo della partecipazione, ma di una legge di promozione nelle sue diverse ed anche alternative forme , verso una sperimentazione di Processi Partecipativi aperti, in particolare ai sensi di una reale attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, che esalta la percezione sociale del paesaggio, e la realizzazione partecipata del paesaggio stesso, come ci chiede l’Europa, ben oltre le versioni edulcorate finora operanti.
Sperando di avere contribuito a superare molti equivoci oggi assai diffusi, resto a disposizione per eventuali approfondimenti e per verifiche, insieme con le comunità locali e sul territorio di processi di partecipazione innovativi e di democrazia dal basso.

Prof. Giorgio Pizziolo

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Lettera del Comitato contro il Sottoattraversamento

Egregio signor Presidente,
abbiamo letto la sua lettera indirizzata al Professor Giorgio Pizziolo a seguito delle critiche mosse alla regione di cui è presidente sul tema della partecipazione da una serie di comitati, compreso il nostro.
Ci scusi il ritardo con cui le rispondiamo, ma facciamo attività politica nei ritagli del nostro tempo libero.
E' la prima volta che una nostra missiva inviata a codesta istituzione trova risposta e di questo ci rallegriamo. Notiamo comunque che il destinatario della sua missiva è il professor Pizziolo, l'estensore della lettera per conto di alcuni comitati toscani, non i comitati mittenti. Il che ci lascia perplessi su una sua seria volontà di confronto e di dialogo con i cittadini che si oppongono a progetti non condivisi; saremmo felicissimi di essere smentiti e tranquillizzati da Lei.
Senza voler entrare nel merito della complessa e farraginosa legge sulla partecipazione vorremmo solo far risaltare un particolare: il garante previsto ha poteri decisivi ed è di nomina regionale. Ci pare che già questo aspetto getti un'ombra su tutto il progetto di partecipazione.
Venendo al tema che ci riguarda di più, il progetto TAV di Firenze, crediamo che Lei e la giunta non possano tirarsi indietro rinviando la responsabilità di un mancato confronto alle amministrazioni precedenti. Le proporzioni del progetto che sta prendendo l'avvio interessa talmente tanti cittadini ed è di dimensioni tali che non può essere liquidato così sbrigativamente. Le ricordiamo che è prevista la revoca di provvedimenti già presi in caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse originario (art 21 quinqies. Legge 7 agosto 1990, 241)
La proposta di “discutere” il monitoraggio, le mitigazioni, la “messa in opera” è nella classica tradizione della maggioranza cui appartiene: quel che fare lo decidiamo noi, a voi l'onere di cogestire un progetto che sarà un disastro.
No, grazie. Noi denunciamo il disastro e l'inutilità di questa opera come di molte altre, ma ci rifiutiamo di cogestirlo. Anche perché abbiamo capito che ogni “miglioramento”, o “mitigazione” di queste opere si trasforma in una aumento fuori da ogni controllo della spesa pubblica (pagato da noi cittadini) e in maggiori profitti per le imprese costruttrici.
Sono anni che le/i cittadine/i di questo comitato chiedono una interlocuzione con le istituzioni; l'unica risposta è stato un lungo rigoroso silenzio. Nel tempo in cui l’Amministrazione ha taciuto, abbiamo fatto in città quello che una seria amministrazione (regionale o comunale) avrebbe dovuto fare: informazione. Ancora oggi troviamo persone che abitano sui “crateri” della TAV e che non ne sanno nulla.
All'indomani della manifestazione del 9 ottobre 2010, per ribadire il NO ai tunnel, codesta giunta si impegnò a fare una campagna di informazione presso i cittadini, subordinando la cosa alla concessione di 2 milioni di euro da parte delle Ferrovie dello Stato. La cosa si è conclusa, come prevedibile, con il silenzio delle FS. Dubitiamo che i soldi per fare informazione arrivino, resta la sostanziale presa di giro dei cittadini,
In questi anni abbiamo studiato, con l'aiuto di alcuni docenti dell'Università di Firenze, il progetto definitivo per capire a che servisse il sottoattraversamento e quali insidie avesse: siamo rimasti sconvolti nello scoprire l'inutilità dell'opera e i rischi che questa si porta con sé.
Siamo rimasti allibiti nel vedere le inadempienze, non solo formali, che ci sono nel progetto, la più evidente delle quali è la mancanza di Valutazione di Impatto Ambientale sulla stazione Foster. Se Lei e la Sua giunta siete in grado di dimostrare che ci sbagliamo ne saremmo estremamente felici, ma anche dall'associazione Idra ci arriva la notizia che, ad una loro richiesta fatta presso il Ministero, la risposta è stata che non esiste nessuna VIA.
In questi anni siamo anche riusciti, come cittadine/i ed Università, ad elaborare un progetto di fattibilità per il passaggio dei treni AV in superficie, aggiungendo due binari da Castello a Campo Marte, nello stesso tratto previsto dai tunnel sotterranei. Abbiamo verificato che i tempi di realizzazione sarebbero brevissimi, che i costi sarebbero una frazione di quanto costerà il sottoattraversamento, che i rischi sarebbero minimi. Non corrisponde questo progetto a quei criteri di economicità e di efficacia a cui dovrebbe ispirarsi l’operato di ogni buona amministrazione?
Egregio signor presidente, oggi rinnoviamo la nostra pressante richiestlibGL.soa di un confronto, chiediamo che ci venga dimostrata la necessità di questa opera e la spesa colossale che richiede; chiediamo ci venga mostrato il progetto di potenziamento dei treni regionali che scorrazzeranno sui binari in superficie una volta realizzati tunnel e stazione. Per ora registriamo una contrazione dell'offerta di treni per i pendolari e delle condizioni di trasporto vergognose.
Vorremmo sapere che ne è della promessa di linea “alta capacità” di cui ci si è riempiti la bocca prima dell'inizio del servizio nelle gallerie del Mugello: quanti treni sono passati su quei binari, oltre le frecce? Quante tonnellate di merci sono passate dal porto di Livorno per il nord Europa?
Oggi più nessuno nomina l'”alta capacità”, capiamo il pudore.
Caro presidente ci piacerebbe confrontarci sulla validità del modello dell'Osservatorio Ambientale, un organismo di controllo estremamente anomalo, composto dagli stessi realizzatori dell'opera. Dove è la terzietà che dovrebbe garantire controlli indipendenti?
Ma a quanto pare anche l'esistenza di un organismo del genere infastidisce, infatti l'OA è decaduto e non se ne vede la nuova nomina.
Abbiamo visto le prescrizioni che comunque l'OA ha imposto ai costruttori del sottoattraversamento; il mancato rispetto di una di queste ci sta già inquietando: era stato chiesto che venissero realizzati, nella stazione di Campo Marte, dei pozzi drenanti collegati con pompe per ridurre il terribile impatto sulla falda che si avrà con la costruzione di paratie profonde più di 30 metri. Assistiamo alla realizzazione delle paratie, ma dei pozzi non c'è traccia. Lo sa che questo potrebbe provocare nei prossimi mesi seri problemi a tutti gli edifici attorno?
Caro signor presidente, potremmo andare avanti ancora per molto nel ricordarle tutte le cose che fin'ora non ha voluto udire dalla nostra voce, ma ci limitiamo a due domande che speriamo trovino risposta:
1. Quando deciderà di avere un incontro con questo comitato e soprattutto con i nostri tecnici? Quando potremo avere un vero confronto tra progetti, tra quello che volete realizzare e quello in superficie?
2. Con tutte queste premesse, per noi molto negative, su che base dovremmo prendere sul serio l'intento dichiarato dalla Regione di attivare processi partecipativi?
La salutiamo ancora fiduciosi di poter essere vigorosamente smentiti.

Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

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