28 maggio 2011

TAV: “presto e bene” sono svaniti assieme.

L'inizio dello scavo è rinviato al nuovo anno, i problemi non sono risolti.
Italia Nostra e il Comitato scrivono a Ministero e Regione per chiedere che in questo tempo sia fatta la Valutazione di Impatto Ambientale.


Firenze, 28 maggio 2011

Le associazioni Italia Nostra e il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze scrivono una lettera ai ministeri interessati (Infrastrutture e Ambiente) e alle istituzioni locali toscane per chiedere conto dei ritardi che si hanno nell'inizio dei lavori di scavo del passante sotterraneo.
Ferma restando la richiesta di abbandonare lo scellerato progetto e di valutare altre soluzioni, le associazioni chiedono conto delle promesse fatte pochi mesi fa da tutti i protagonisti di questa vicenda, cioè che si doveva fare “presto e bene” e che “i cantieri sarebbero stati di cristallo”. Ad oggi solo il silenzio regna su questa opera.
I ritardi nei cantieri riguardano soprattutto l'inizio dello scavo delle gallerie: la fresa prevista arriverà, secondo le ultime previsioni, alla fine dell'anno e gli scavi non potranno iniziare prima del nuovo anno.
A questo punto le associazioni chiedono che venga finalmente sanata almeno la lacuna formale più vistosa, cioè il fatto che manca la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per la stazione Foster.
Tra i molti problemi irrisolti che ci sono in questa opera il più immediato è il fatto che la terra scavata dalla fresa per realizzare le gallerie, non può essere usata per fare risanamento ambientale come previsto a Santa Barbara, in Valdarno. Lo smarino prodotto dalle frese TBM è contaminato da tensioattivi e polimeri e deve essere considerato “rifiuto speciale”; come tale va conferito in discarica. Il sospetto che sorge è che i ritardi che vediamo siano dovuti proprio a questi problemi e che si stia provando a cambiare la normativa sulla gestione delle terre di scavo. A sostegno di questo sospetto vengono alcune parole dell'allora assessore toscano alle infrastrutture Riccardo Conti:

...il padrone di casa [Riccardo Conti] ha lanciato un appello a Matteoli: "Stiamo progettando di riempire le ex cave di lignite di Santa Barbara (nel comune di Cavriglia) con il terreno di risulta estratto dallo scavo del tunnel della ferrovia AV che sottoattraverserà per sette chilometri la città di Firenze -ha affermato Conti- Ma i tempi stretti di spostamento imposti dai vincoli di legge rendono molto difficile muovere questa enorme massa di smarino senza correre il rischio di far dichiarare il materiale come rifiuto pericoloso, rendendolo inutilizzabile a Cavriglia". Un invito piuttosto esplicito al ministro toscano a "sporcarsi le mani", ridimensionando i vincoli di legge, per evitare che chi gestisce il progetto TAV incorra in sanzioni di legge.
Tratto da un articolo del 1 luglio 2008 di “Nove da Firenze”
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a8.07.01.00.31

La cosa migliore per cancellare questi dubbi è che i protagonisti di questa vicenda facciano chiarezza, spieghino che cosa sta succedendo al progetto di TAV fiorentino e che si sanino le gravi lacune esistenti. Le associazioni chiedono ai gruppi consiliari e parlamentari di farsi promotori di interrogazioni sul tema.

Italia Nostra Firenze
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

338 3092948

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TESTO LETTERA

Al Ministro delle Infrastrutture
Al Ministro dell'Ambiente
Al Presidente della Regione Toscana
Al Presidente della Provincia di Firenze
Al Sindaco di Firenze
al Presidente dell'Osservatorio Ambientale Firenze
a RFI

Firenze, 28 maggio 2011

Questi Comitati hanno chiesto da sempre che il progetto di “sottoattraversamento TAV di Firenze” fosse abbandonato per scegliere opzioni diverse, meno impattanti, meno costose e soprattutto utili. Se le risorse impiegate finora per allestire i cantieri fossero state utilizzate per altre opere ferroviarie, molti problemi di mobilità dell'area metropolitana fiorentina sarebbero stati risolti.
Negli anni sono state evidenziate anche le molte criticità del progetto, sia da un punto vista sostanziale, sia da un punto di vista normativo (manca la VIA sulla stazione Foster).
Le critiche sono state sempre ignorate ripetendo che non si poteva perdere tempo e che si doveva procedere “presto e bene”.
In questi giorni stiamo constatando che, nei cantieri in approntamento, le attività hanno rallentato e, a Campo di Marte, i lavori sono praticamente fermi. Dalle dichiarazioni fatte da funzionari di RFI parrebbe che i lavori di scavo delle gallerie non inizieranno prima del nuovo anno.
Ci piacerebbe davvero che ci fossero spiegati i motivi di questo rallentamento, vista la fretta che, nei mesi scorsi, ha giustificato il rifiuto di ogni approfondimento sulle carenze progettuali. In nome dello slogan ripetuto ogni volta che si parla di TAV a Firenze, cioè che questi sarebbero stati “cantieri di cristallo”, aspettiamo fiduciosi una risposta.
Con questa lettera vorremmo ricordare come ci siano gravi carenze nel progetto per lo smaltimento delle terre di scavo delle gallerie: è previsto, per il primo lotto di terre, di effettuare un risanamento ambientale nel comune di Cavriglia. Secondo questo comitato, confortato dal parere di esperti che in questo senso si sono pronunciati nel convegno promosso dall'Ordine dei Geologi il 13 scorso a Firenze, le terre provenienti da scavo con TBM sono rifiuti speciali e devono essere conferiti in discarica.
Sarebbe oltremodo opportuno, sempre in nome dei famosi “cantieri di cristallo”, chiarire pubblicamente come si pensa di sanare questa grave contraddizione nel progetto.
Viste le dichiarazioni rilasciate da alcuni funzionari dalle quali risulta che la fresa per lo scavo delle gallerie non arriverà a Firenze prima del 2012 e che quindi i lavori languiranno nei cantieri almeno fino a quella data, chiediamo che in questi mesi venga sanata la grave carenza normativa relative a questa opera, che venga cioè fatta una seria “Valutazione di Impatto Ambientale” per la stazione Foster, che affronti realmente tutti i problemi non risolti del progetto e che valuti, come prescrive la legge, ipotesi progettuali alternative.
Finora si è rifiutato ogni dialogo in nome della fretta e del fare “presto e bene”; adesso che si hanno a disposizione molti mesi, non possiamo accettare un silenzio o un diniego; ne andrebbe della credibilità di tutte codeste istituzioni.
Porgiamo distinti saluti confermando ancora la nostra disponibilità ad ogni confronto e collaborazione.

Italia Nostra Firenze
Comitato Contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

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In questo documento sono riportati sommariamente i principali aspetti critici del progetto di sottoattraversamento di Firenze emersi dalle recenti ricerche effettuate dai tecnici che collaborano con i comitati.

  • gli studi sismici relativi alla stazione Foster, posta nella zona Macelli, per la determinazione dell’azione sismica a cui sono soggette le strutture che la compongono sono stati effettuati con un “approccio semplificato” in base al solo tipo di sottosuolo, cioè senza valutare la particolare tipologia della costruzione e la situazione stratigrafica. Questa procedura è prevista dalla legge vigente per “opere di carattere semplice e ricorrente”; la stazione Foster non ha certamente caratteri semplici e ricorrenti!
  • i carotaggi sismici relativi alla stazione sono stati effettuati nei cantieri dello “scavalco”, a Rifredi, a due chilometri dalla sede del manufatto, dove il terreno potrebbe avere caratteristiche ben diverse, vista la forte eterogeneità del sottosuolo fiorentino. Inoltre i sondaggi effettuati sono stati fatti fino alla profondità di 40 metri, inferiore a quella prescritta (i carotaggi sismici sarebbero dovuti arrivare ad oltre 50 metri, cioè 30 sotto la testa dei pali di fondazione). Tutto questo è in contrasto con le norme vigenti dettate dal paragrafo 3.2.2 delle NTC-08 (norme tecniche delle costruzioni).
  • non è stata considerata per nulla la deflessione delle onde sismiche in corrispondenza dei tunnel; in parole semplici i manufatti sotterranei come i tunnel deviano le onde sismiche provocando sulla verticale dell'opera una zona di attenuazione delle onde, mentre nelle immediate vicinanze si avrebbe una amplificazione delle stesse. Per esempio tutti gli edifici di viale Lavagnini, che non sono esattamente sopra i tunnel, ma ai margini, sarebbero interessati da effetti sismici superiori alle altre zone della città, con danni ben maggiori.
  • La struttura delle gallerie, facendo riferimento ai DDMM 09/01/1996 e 16/01/1996, è stata progettata con una normativa non più attuale che non offre un'adeguata protezione sismica (per esempio le strutture dell’imbocco del Campo di Marte non godono della protezione sismica richiesta dalla normativa vigente dopo il terremoto dell’Aquila)
  • Il progetto strutturale delle opere che costituiscono il sottoattraversamento non è stato esaminato dall’Osservatorio Ambientale (in quanto non di sua competenza) e non è stato sottoposto a deposito/autorizzazione da parte dell'Ufficio del Genio Civile (in quanto i progetti di Ferrovie dello Stato ne sono esentati). Inoltre il progetto strutturale è stato redatto da più tecnici su incarico delle stesse FS realizzando un’opera senza che ci sia stata una unica “cabina di regia”, ovvero un protocollo imposto dalla committenza (FS). Insomma nessuno ha controllato il progetto di sottoattraversamento e si continua ad ignorarne le lacune esistenti.
  • Le terre di scavo prodotte dalla fresa TBM sono da considerare rifiuto speciale e pertanto non possono essere utilizzate per risanamento ambientale come quello progettato a Santa Barbara. Ricordiamo che comunque il progetto potrebbe accogliere meno della metà dello smarino prodotto.
  • I cedimenti in superficie prodotti dallo scavo delle gallerie sono pericolosamente sottostimati; le valutazioni del “volume perso” (cui corrispondono i cedimenti in superficie) sono state effettuate con modelli puramente teorici senza tener conto della disomogeneità del terreno fiorentino. In particolare non è stato per niente considerato che nelle curve l'”effetto deriva” amplifica questo naturale fenomeno.
  • La scelta di lavorare con una sola fresa invece che due come previsto nel progetto definitivo non ha importanza solo nei tempi di scavo delle gallerie, ma ha il grave inconveniente di amplificare i cedimenti che si avranno in superficie. Questo fenomeno è stato totalmente ignorato dall'esecutore, dal committente e anche dall'Osservatorio Ambientale. Anche questo aspetto getta una sinistra luce sulle autorizzazioni rilasciate da questo ente dalle discutibili competenze.
  • I rischi di impatto delle opere con la falda sono alti. I pozzi di drenaggio della falda che l'Osservatorio Ambientale aveva imposto fossero realizzati prima di impattare le acque sotterranee non sono stati realizzati. Il sistema di dreni progettato per quando l'opera sarà in esercizio non sono affidabili nel tempo.

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