03 dicembre 2011

Lo scavalco

Si inaugura senza spettatori lo “scavalco”, il primo pezzo di una inutile struttura ferroviaria
Le istituzioni, sempre più lontane dai cittadini, si nascondono da ogni dissenso

Il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze rileva con stupore le modalità con cui viene inaugurato lo “scavalco” di Castello, senza alcun spettatore. Lo “scavalco” è un'opera infrastrutturale dalla dubbia utilità. Invitiamo i viaggiatori dei treni AV a vedere se ci saranno cambiamenti nei loro viaggi da e per Bologna. Con i moderni mezzi a disposizione si sarebbe potuta realizzare una semplice serie di scambi del costo di poche centinaia di migliaia di euro e destinare quei fondi a migliorare la rete ferroviaria esistente o ad acquistare nuovi treni per il servizio regionale. Invece sappiamo che la giornata di oggi sarà infarcita di “peana” alla modernità, allo sviluppo, all'opera strategica appena inaugurata; tutte chiacchiere per coprire profittevoli affari, ignorando lo smantellamento del servizio ferroviario universale. Ma quello che appare incredibile sono le modalità con cui si inaugura quest'opera; praticamente di nascosto, lasciando solo che pochi giornalisti accreditati possano assistere. Evidentemente il presidente della Regione Enrico Rossi, l'assessore alle infrastrutture Luca Ceccobao e tutti i rappresentanti delle istituzioni toscane, ma soprattutto l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, preferiscono essere lontani dai cittadini che ormai cominciano a capire che queste “grandi opere” sono sempre più inutili, costose, dannose; non amano essere contestati, non tollerano nemmeno la presenza di un civile dissenso come quello rappresentato dai parenti delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Nel vuoto che oggi circonda il taglio del nastro i rappresentanti delle istituzioni, delle ferrovie e i giornalisti presenti potranno rendersi conto della distanza che ormai passa tra il vivo corpo sociale e la “politica” di questo paese. Ma la critica serrata a queste “grandi opere inutili” inseguirà sempre chi le sostiene, i volti di quelle 32 vittime di Viareggio saranno sempre attorno ai responsabili dello “spiacevole episodio”, anche adesso, mentre si stappa spumante e si taglia un nastro tricolore. (1 dic. 2011)

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