21 maggio 2012

Il terremoto in Emilia Romagna deve ricordarci che il progetto TAV di Firenze non rispetta le norme antisismiche

Il Comitato Notunneltav spera vivamente che il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna abbia un'eco anche nelle istituzioni toscane, in particolare dentro la Regione Toscana.
Il Comitato ricorda, in particolare al Presidente Enrico Rossi e all'assessore Luca Ceccobao, che il progetto della stazione ai Macelli non rispetta le norme antisismiche in vigore dopo il sisma che ha distrutto L'Aquila; lo stesso Ufficio del Genio Civile ha riconosciuto la cosa, ma il vertice delle strutture regionali ha rigettato il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici scaricando il compito di bloccare i lavori allo Stato, il quale continua a ritenere che il compito di fermare i lavori spetti alla Regione...
Il progetto dei tunnel TAV non affronta nemmeno una altro problema, cioè che strutture sotterranee come i tunnel sono amplificatori delle onde sismiche: in zone come viale Lavagnini o viale Don Minzoni gli effetti di un eventuale sisma saranno maggiori che altrove.
Cittadine e cittadini del Comitato sono allibiti da questo gioco allo scaricabarile e aspettano da tempo una risposta, una parola, un sospiro da chi sa e tace.
Intanto i lavori continuano - solo ai Macelli, la talpa non può scavare perché non è risolto il problema delle terre di scavo – nel silenzio omertoso della politica.
L'Emilia Romagna è vicina, la Toscana tutta è zona a rischio sismico, ma nessuno pare ricordarlo; forse il tintinnio degli euro che cadono numerosi nei conti dei costruttori copre ogni altro clamore.
Firenze, 20 maggio 2012

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