27 luglio 2012

COMUNICATO STAMPA

Quando non ci sono più argomenti per difendere la follia delle grandi opere inutili si ricorre alla criminalizzazione

E' con stupore che il Comitato Notunneltav ha appreso delle denunce nei confronti di alcuni partecipanti alla manifestazione che si tenne il 1 marzo 2012 a sostegno dei cittadini della Valle di Susa.
Fu una manifestazione pacifica, non accadde nulla che potesse offendere anche le più delicate sensibilità perbeniste.
Stride fortemente la distanza tra la violenza che fu agita in quei giorni nei confronti dei cittadini piemontesi (inseguiti fin dentro le case e i negozi per essere manganellati) e il “reato” di aver bloccato per qualche minuto il traffico fiorentino, del quale sono accusati alcuni attivisti politici.
La tattica comunicativa adottata dalla politica a favore delle grandi opere inutili è monotona e ripetitiva:

    * si criminalizza l'avversario quando non si hanno argomenti capaci di rispondere alle critiche; in particolare questo comitato aspetta da anni un minimo confronto con i sostenitori del tunnel, sempre rigorosamente negato.
    * si additano all'attenzione pubblica alcuni esponenti, come quelli dei centri sociali, considerati “violenti di default”, con lo scopo di far percepire chiunque si oppone come un marginale violento.
    * si cerca di dividere il movimento tra "buoni e cattivi" per creare divisioni tra chi si oppone.

Proprio la sproporzione tra un potere che sta conducendo il nostro paese alla catastrofe e le inezie contestate a chi indica che stiamo andando verso il disastro, è il segno di un degrado politico e morale ormai inaccettabile da chiunque. Una conferma di questo stato pietoso l'abbiamo avuta lunedì scorso, in Consiglio Regionale, con la bocciatura della mozione che chiedeva la sospensione dei lavori del “Passante” fiorentino per i troppi problemi irrisolti: una maggioranza apparentemente insolita (PD, PDL, UDC), ma sostanzialmente amica del cemento e della speculazione, ha votato compatta per tutelare i privilegi dei costruttori.
Il 1 marzo 2012 eravamo tanti attorno al Ponte del Pino a protestare contro la violenza ottusa, ingiusta e antidemocratica di un potere arrogante. Che si denuncino tutti i presenti oppure si abbia il pudore di tacere.

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