24 marzo 2014

Convegno 22 MARZO 2014. Dall'intervento di Mariarita Signorini, Italia Nostra


È necessario arrestare il sottoattraversamento fiorentino di TAV
Il progetto TAV nella città Patrimonio dell’Unesco, continua a presentare le insormontabili criticità, già evidenziate anche nel mio intervento al congresso dei soci di Italia Nostra del novembre 2011 e ribadito in altri convegni organizzati negli anni seguenti dal comitato NO TUNNEL TAV:
  • è economicamente illogica;
  • contiene ripercussioni ambientali molto elevate (necessità di realizzare una discarica – attual­mente NON prevista – in cui conferire il rifiuto speciale ottenuto dalla trasformazione del terreno scavato dalla fresa durante la realizzazione delle gallerie);
  • Il progetto è lacunoso: contiene criticità che incidono sulla salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata,
  • il danneggiamento atteso degli edifici è stato sottostimato perché è stato calcolato con un va­lore del volume perso nettamente inferiore a quello consigliato dalla comunità scientifica operante nel settore;
  • il danneggiamento atteso degli edifici è stato sottostimato perché non è stato considerato il cosiddetto “effetto deriva” che insorge durante lo scavo delle gallerie nei tratti in curva;
  • il problema dell’interferenza dell’opera con la falda è stato sottovalutato (rischio idrogeolo­gico in corrispondenza dell’imbocco Nord, dell’imbocco Sud e della Stazione AV);
  • il progetto strutturale della stazione AV non rispetta le Norme tecniche Costruzioni del 2008 (dopo il terremoto dell’Aquila) essendo stata calcolata l’azione sismica in maniera errata; quindi non è stato adeguatamente ridotto il ri­schio sismico di un’opera di notevole importanza strategica;
  • il danneggiamento atteso degli edifici è stato sottostimato perché non è stato preso in consi­derazione il fenomeno indotto dallo scavo delle due gallerie con una sola fresa;
  • la Fortezza da Basso Capolavoro dell’architettura militare del Rinascimento, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e realizzata tra il1534 ed il 1537, sarà esposta a un rischio nettamente maggiore di quello previsto dal Genio Civile e vidimato dall’OA (in corrispondenza di questo monumento d’importanza nazio­nale si sommano gli effetti derivanti dall’uso di un inadeguato valore del volume perso, dalla mancata considerazione dell’“effetto deriva” e dallo scavo della seconda galleria - quella che passa sotto i bastioni - in maniera nettamente differita rispetto alla prima).
In un Paese dove i Beni culturali e archeologici dovrebbero essere il motore dello sviluppo si assiste inermi alIa distruzione degli stessi Beni per favorire grandi opere insensate, voragini di soldi pubblici e principali fonti di corruzione.
l sottoattraversamento Tav di Firenze con la nuova stazione Foster farà la fine della Metro C di Roma?
La Metro C, nelle mani di Caltagirone, Astaldi e lega cooperative prosegue.
Invece di fermarla a San Giovanni o deviarla in zone sostenibili come Circo Massimo o a Piramide (nel quartiere Ostiense), dove incrocerebbe comunque la linea della metro B, è stata mandata avanti con pervicacia, per incrociarla al Colosseo, cuore di Roma, il centro archeologico che tutto il mondo ci invidia. La stazione sarà costruita a cielo aperto con un cantiere lungo da 180 a 230 m, largo più di 40 m e profondo 35. Durerà oltre dieci anni, in un luogo tanto delicato e sublime,
con macchinari, gru, carroponti giganteschi (vedi il cantiere di San Giovanni). Lo spettacolo è già da ora insostenibile e danneggia in modo irreparabile l’immagine di Roma. Il cantiere di dimensioni intollerabili troneggia già davanti al Colosseo accanto ai Fori imperiali e sotto i templi, con paratie di cemento e illuminazione da stadio.
La metro C partita con Rutelli e Veltroni è continuata con Alemanno e sembra proseguire ora col Sindaco Marino, dopo mesi di polemiche e trattative sui fondi che,a suo dire, sarebbero finiti! Ed è l’ennesimo scandalo di un’opera, concepita con la legge obbiettivo, dai costi più che raddoppiati rispetto ad altre metro, nonostante metà percorso sia in superficie, avendo utilizzato la preesistente ferrovia. Con ritardi accumulati di più di due anni,
E senza che il progetto sia stato sottoposto a necessaria VIA, che sarebbe d’obbligo dato che c’è stato un cambio di tracciato proprio nel tratto San Giovanni – Colosseo, proprio come a Firenze non è stata sottoposta a VIA la nuova Stazione Foster per TAV.
In un paese civile tutto questo non succederebbe: si trovi il coraggio ora di fermare scempi simili.

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