09 ottobre 2014

18 e 19 ottobre, Firenze in lotta contro le grandi opere inutili e imposte

Riprendiamo dal #6 de La Città invisibile (leggi tutto il numero della rivista)

18 e 19 ottobre, Firenze in lotta contro le grandi opere inutili e imposte

L’iniziativa è nata dalla necessità, sentita anche da altri gruppi, in particolare della Val di Susa, di fare il punto sulla situazione italiana, sia dal punto di vista dei comitati, sia per valutare quanto questo fenomeno delle infrastrutture inutili sia consistente. È importante capire, dal punto di vista dei sostenitori delle GOII, da cosa è generato questo pullulare di progetti improbabili e spesso al limite del ridicolo, tale è la loro palese inutilità.

Nell’ottica dei comitati è essenziale valutare quella che i Francesi chiamano la “convergenza delle lotte”, cioè le strategie con cui gli oppositori si organizzano e rispondono agli attacchi subiti.

Il decreto “Sblocca Italia”, rivenduto dal querulo governo Renzi come l’extrema ratio che consentirebbe al paese di uscire dalla crisi economica scimmiottando improbabili politiche keynesiane, in realtà non è altro che un via libera spudorato ai più bassi istinti predatori di questo capitalismo nostrano in crisi di profitti e di idee; per quanto riguarda urbanistica e infrastrutture inutili è il benestare totale ad ogni bramosia cementificatrice, l’abolizione di ogni residuo controllo ambientale e economico per dare mano libera alle imprese costruttrici. Lo “Sblocca Italia” è sicuramente nella linea involutiva della politica italiana degli ultimi venti anni, ma rappresenta comunque un precipitare improvviso, un colpo severo ad ogni residuo controllo pubblico, in una parola una drastica contrazione della democrazia reale.

Due aspetti speriamo di far emergere chiaramente: l’assoluta assenza di effetti benefici e di rilancio sull’economia da parte delle GOII, e la pressoché totale mancanza di progettualità politica che affida ogni scelta ai bislacchi desiderata dei principali gruppi economico/finanziari. È soprattutto dal vuoto politico, dalla mancanza di risposte alternative alla follia corrente che nasce questa proposta di incontro delle realtà in lotta.

La moltitudine di comitati che nascono ovunque nel paese sembrano essere una seria risposta della società civile che, ad un primo sguardo, appare sempre più rassegnata e inerte, ma che in realtà dimostra un fermento vivissimo. La coscienza della ricchezza e dell’importanza di questo fenomeno tanto diffuso di auto-organizzazione è alla base dell’incontro; obiettivo è verificare il livello di coscienza collettivo esistente, ma soprattutto vedere se è possibile passare da una polverizzata conflittualità ad una sistematica proposta alternativa che proponga una seria redistribuzione della ricchezza e operi perché territorio e ambiente siano risorse di tutti, per tutti e da poter consegnare ai nostri figli.

La crisi di identità del mondo del lavoro, la sua frammentazione postfordista, ne hanno ridotto drasticamente le capacità propulsiva e di progettualità politica; a questo apparente – e speriamo momentaneo – letargo si contrappone una diffusa e vivida coscienza neo-ambientalista (1). Questo fronte disperso, ma vivo, pare essere l’unico e ultimo fronte di resistenza ad un totalitarismo del profitto che non riesce a vedere un mondo che vada al di là dei bilanci e degli indici di rendimento dei capitali: l’emergenza sociale, ambientale – tale da mettere addirittura a rischio la stessa sopravvivenza della specie nel medio termine – non sono nemmeno percepite, ne viene negata e occultata l’esistenza.

L’incontro di Firenze dei gruppi in lotta contro le GOII ha invece chiaro il quadro di pericoli cui sta andando incontro l’umanità (e il nostro paese) e deve dare risposte al precipizio verso cui ci spinge questa oligarchia sempre più autoreferenziale, autoritaria, scollegata dalla realtà. Insomma noi del comitato No Tunnel TAV fiorentino speriamo che queste giornate siano un piccolo contributo alla progettazione di un altro mondo possibile.

A conclusione e a latere del dibattito di due giorni abbiamo ritenuto opportuno organizzare anche un confronto con una autorevole voce dalla Germania: alle ore 17.00 di domenica 19/10 con Winfried Wolf, giornalista e economista tedesco (vicino ai comitati che a Stoccarda si oppongono ad un progetto di sottoattraversamento della città simile a quello fiorentino) parleremo di crisi economica e politica dell’Unione Europea, dei rischi di implosione della stessa, dei pericoli di una guerra di cui quella Ucraina potrebbe essere solo un pallido prodromo. Il confronto con uno sguardo diverso da quello mediterraneo crediamo possa essere utile a trovare la strada che porti ad una vera Europa dei popoli e di libere/i cittadine/i, non quella autoritaria di una commissione sfacciatamente al servizio di multinazionali e del sistema finanziario globale.

Nota

(1) Ci teniamo a questa definizione di neo-ambientalismo rappresentato dai gruppi che stanno nascendo in difesa di ambiente, città, beni comuni; il fallimento dell’ambientalismo tradizionale, ancorato solo alla difesa isolata di realtà parziali e completamente avulso da interazioni col mondo sociale, è sotto gli occhi di tutti. La coscienza che il conflitto non è tra essere umano e natura, ma tra capitale e esseri umani/natura va rendendosi sempre più palese e si spera rivoluzioni la cultura ancora dominante.

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