17 luglio 2015

Sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica nei cantieri TAV

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 16 luglio 2015
Il Comitato No Tunnel TAV chiede al Comune chiarimenti sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica nei cantieri TAV

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha scritto alla Direzione Urbanistica del Comune per avere chiarimenti sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica che risulterebbe dai documenti dell'inchiesta e del processo che la Procura di Firenze ha avviato sui lavori del Passante AV e che vede implicati decine di nomi eccellenti della politica, dell'imprenditoria e di dirigenti pubblici.
Nei giorni scorsi è stato annunciato da Condotte SpA che sarebbe in costruzione una nuova fresa per sostituire quella che era stata assemblata nel cantiere di Campo di Marte e che non sarebbe mai stata in grado di scavare i tunnel per gravi difetti costruttivi. Nessuna preoccupazione per gli enormi problemi tecnici legati a questa opera che non sono stati per niente risolti, nessuna cura per capire le modalità di smaltimento delle terre prodotte dallo scavo che sono ovviamente inquinate e che, se dovessero essere conferite in discarica, moltiplicherebbero i costi dell'opera. Nessun accenno alla mancanza di VIA sul cantiere della stazione ai Macelli, nessuna cura per la mancanza di autorizzazione paesaggistica che risulterebbe dalle carte processuali e che ha procurato all'ex Capo della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza arresto e rinvio a giudizio.
Il quadro desolante dello stato del progetto AV di Firenze non è migliorato per niente nonostante anni con cantieri rallentati e spese schizzate alle stelle; nessun soggetto politico e istituzionale ha mosso un dito e il general contractor continua imperterrito a muoversi secondo i suoi privatissimi e dispendiosi interessi.
Nemmeno la nomina del nuovo Osservatorio Ambientale può tranquillizzare i cittadini: è un organismo in cui manca totalmente la terzietà e ne è ampiamente dimostrata la totale cecità davanti al mare di vergogne che sono emerse dalle inchieste della Procura.
Vista la situazione incredibile di quello che dovrebbe essere il più grande cantiere fiorentino da oltre un secolo, il Comitato ha chiesto alla Direzione Urbanistica del Comune il perché del suo silenzio sulla anomala situazione normativa dove mancherebbe l'autorizzazione paesaggistica. Di seguito il testo della lettera in oggetto che ci auguriamo abbia una sollecita risposta.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

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Al Direttore della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze

Oggetto: situazione autorizzativa dei cantieri TAV a Firenze

Firenze, 7 luglio 2015

Gentile Direttore,
io sottoscritto, Cardosi Tiziano, a nome dell'associazione ecologista “No Tunnel TAV Firenze”, sono a chiederle chiarimenti in relazione ai cantieri del “Passante AV” presenti nella stazione di Campo di Marte e nella zona Macelli.
Dalle notizie dei media ho appreso che l'ex Capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ingegner Ercole Incalza, è indagato e rinviato a processo anche per avere dichiarato falsamente che sarebbe esistita l'autorizzazione paesaggistica sul progetto che ci interessa. Sempre da quanto emerso dagli articoli dei giornali risulterebbe che l'autorizzazione paesaggistica esistente sarebbe risalente al 1999 e, per la normativa vigente per l'ordinario, scaduta prima dell'apertura dei cantieri stessi.
Sempre sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica relativa al Passante AV riporto quanto scritto dai magistrati al punto 4.3, pagina 8, del decreto di Sequestro della Procura di Firenze del 14 gennaio 2013:
“Sempre tramite la Lorenzetti, è stato avvicinato un altro pubblico funzionario, questa volta del Ministero delle Infrastrutture, l'arch. Mele, a cui insistentemente, viene chiesto di firmare una attestazione, preparata dagli stessi uffici di Italferr, in cui falsamente si attesta che i lavori dell'opera sono iniziati entro i cinque anni e che la autorizzazione ambientale e paesaggistica non è scaduta.
Invero, risulta dai documenti che l'appalto è consistito di due distinte opere autonome e separate contrattualmente e dal punto di vista esecutivo. Il lotto l relativo allo scavalco di Castello, opera infrastrutturale di miglioramento della circolazione dei treni, aveva funzionalità a sé stante, il lotto 2 relativo alla realizzazione del tunnel è opera che incide sui beni tutelati , è oggetto di autonomo e separato contratto e rispetto ad esso la autorizzazione paesaggistica rilasciata in conferenza dei servizi nel 1999 e poi ripresa nel 2004 è scaduta, in quanto nei cinque anni dal suo rilascio i lavori non sono mai iniziati ( inizio lavori risulta per il lotto 2 dal giornale dei lavori nel 20 l 0). Per il reato di esecuzione di lavori in assenza di autorizzazione ambientale paesaggistica sono indagati anche l'ing. Bocchimuzzo di Rfi quale rappresentante della stazione appaltante e l'ing. Ferro di Italferr.
Costoro sono stati indicati quali responsabili dell'appalto, almeno formalmente.
Il Mele a sua volta consapevole della procedura illegittima attuata e della falsità dei dati attestati ha assunto determinazioni chiaramente e intenzionalmente indirizzate a favorire i membri della associazione, recepisce bozze di lettere scritte da altri e agisce secondo gradimento di costoro.”

E ancora a pagina 33 dello stesso documento:

“MELE e INCALZA quali associati che portavano un rilevante contributo agli obiettivi della associazione, in quanto dirigenti della Unità di Missione del Ministero delle Infrastrutture a cui faceva riferimento l'appalto Tav di Firenze, si attivavano per attestare falsamente che la autorizzazione paesaggistica non era scaduta e che i lavori erano iniziati entro i cinque anni e che successivamente attestavano che le varianti al progetto non erano essenziali anche con riferimento al monumento storico della Fortezza da Basso.”

Le sarei grato se volesse fornirmi chiarimenti in merito, in particolare se sussiste questa grave anomalia di avere un cantiere attivo in città, di dimensioni enormi, che appare privo delle prescritte autorizzazioni.
Se le notizie di cui sono in possesso fossero errate la pregherei di farmi avere copia delle autorizzazioni paesaggistiche esistenti, comunicando se e quando sarebbe stata informata la Magistratura.
Se invece l'autorizzazione fosse mancante cosa intende fare codesto ufficio che è responsabile di queste procedure.

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