Come aveva detto il Comitato si rinvia il termine lavori, il people mover è "un optional"
Il Comitato No Tunnel TAV constata, dalle dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini, che le previsioni di ultimazione dei lavori e l’apertura della stazione Foster non sono più per il 2028 come è stato sbandierato fin’ora, ma “tra il 2029 e il 20230”. Questo Comitato ha detto da sempre che la rassicurante data del 2028 era impossibile, non fosse altro per il fatto che lo stesso cronoprogramma di RFI parla chiaramente del maggio 2029 per la consegna del Passante alle Ferrovie. Che i lavori di scavo fossero in forte ritardo è stato constatato fin dall’inizio guardando il procedere delle macchine TBM; attualmente è almeno di 15 mesi con una previsione ottimistica. Anche il 2030 probabilmente sarà una vana speranza.
Quel che è certo è che fin’ora hanno mentito sapendo di farlo, ma imperterriti hanno continuato fino a ieri a raccontare la novella. Certamente questo è un aspetto secondario di questa vicenda pluridecennale, ma dà la misura della credibilità di questa classe politica e imprenditoriale.
È bene anche leggere dietro le parole che sono state pronunciate, che il famigerato people mover sia “un’opzione” vuol dire che non è una certezza, cioè che il Governo non vuol pagare i 120 + 40 milioni necessari alle opere collaterali necessarie a collegare la nuova stazione ai Macelli con Santa Maria Novella. Cosa sarà deciso lo dirà il futuro, ma quel che è certo - e che la politica toscana vuol dimenticare – è che questo people mover è un tentativo di rimediare all’errore di realizzare una stazione per i treni AV, cioè a lunga percorrenza, in maniera irrazionale e sbagliata.
Il Comitato ci tiene a ricordare brevemente i motivi per cui ci troviamo davanti a questo problema: dagli anni ‘90 si è sempre gridato alla “centralità di Santa Maria Novella” come stazione di Firenze e il progetto originale non vedeva la stazione sotterranea ai Macelli, ma con un fronte che si affacciava su Viale Belfiore, a poche centinaia di metri dai binari esistenti. Poi il diniego della Soprintendenza all’abbattimento di una palazzina ha costretto lo spostamento del progetto Foster dove adesso si scava. Si è abbandonato lo slogan sulla “centralità di Santa Maria Novella” e si è adottato quello sulla “separazione dei flussi di traffico”; bastava inserire due nuovi binari in superficie per risolvere velocemente, economicamente e razionalmente il problema, ma la promessa miliardaria dei tunnel ha fatto ingoiare tutto e iniziare il racconto di una nuova favola.
Dietro le parole di Salvini si annida anche un problema finora strenuamente negato, ma che il Comitato ha denunciato: “qua c'è un budget da 2,7 miliardi che spero non aumenti a dismisura”. La frase un po’ sibillina nasconde il fatto che i costi sono probabilmente molto, ma molto aumentati; il progetto originario prevedeva di portare le terre di scavo a Cavriglia per realizzare tre colline per un parco pubblico ma, come i tecnici del Comitato avevano previsto nel 2007, quella terra sarebbe stata un rifiuto per contaminazioni e impossibilità di consolidarla a meno che non la si fosse riempita di cemento. Adesso viene riconosciuto a denti stretti da RFI che le terre che escono dai tunnel finiscono in discarica; i costi non sono gli stessi, negarlo o tacerlo è ancora una volta prendere in giro i contribuenti che pagano tutto.
Le anomalie di questo progetto non si fermano qui: chi pagherà il mantenimento di una stazione enorme come quella di Foster? RFI aveva detto anni fa che dopo i costi esosi di stazioni come Tiburtina e Afragola non aveva intenzione di accollarsi altri costi per la manutenzione. Salvini dice che nella nuova stazione ci saranno centinaia di migliaia di viaggiatori; nella stazione di Santa Maria Novella nel 2008 ne sono stati contati circa 59 milioni, dunque, vista la sproporzione nei numeri, questo “gioiello a livello internazionale” sarà un nuovo deserto urbano appunto come Roma Tiburtina e Afragola?
Nel prossimo futuro sentiremo il seguito della telenovela, c’è tempo.
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