11 febbraio 2009

Un poco di chiarezza contro le mistificazioni

Viste le molte inesattezze che circolano sulla vicenda del passaggio dell’Alta Velocità a Firenze, ci sembra necessario fare alcune precisazioni:

1) nessuna valutazione di impatto ambientale ha mai preso in considerazione ipotesi alternative al tunnel nell’assetto attuale del tracciato, cioè con l’imbocco della tratta Firenze-Bologna nella direttrice di Monte Morello. Nei primi anni ’90 fu bocciata una ipotesi complessiva che, rimanendo in superficie, entrava nella valle del Mugnone con nuovo tracciato in zona Le Cure. E’ evidentemente impossibile confondere questo con l’ipotesi di semplice allargamento della infrastruttura esistente fra Campo di Marte e Castello.

2) l’ipotesi di non realizzare il tunnel prevede semplicemente la posa di due binari in più accanto a quelli esistenti in superficie. E’ facilmente dimostrabile, se qualcuno fosse interessato realmente a dare una soluzione al problema, che tale intervento è assolutamente fattibile, con pochissimi punti critici, fra cui la realizzazione di un nuovo tratto in galleria di circa 370 metri: difficile considerarlo più impattante di una galleria di 7.000 metri, che presuppone più di dieci anni di cantieri.

3) aggiungendo due binari in superficie si ottiene esattamente la stessa efficienza funzionale per il trasporto locale e metropolitano rispetto all’aggiunta di due binari in sotterranea. Anzi, viene casomai incrementata per la possibile ottimizzazione nell’uso promiscuo dei binari (banalizzazione). I famosi due binari in più, per cui vorrebbero sfasciare il sottosuolo di Firenze, si possono ottenere così, come si legge nello specifico studio fatto dall’ing. Vincenzo Abruzzo.

4) uno dei punti critici del trasporto ferroviario per i pendolari viene aggravato dalla concezione della linea Alta Velocità come linea separata: un numero sempre maggiore di treni per il Valdarno, e i pendolari se ne sono già accorti, viene deviato sulla linea “lenta” dopo Rovezzano, cioè via Pontassieve invece che utilizzare la galleria di Incisa.

5) sulla stazione sta emergendo in questi giorni quello che noi diciamo da tempo: ci sono già diverse stazioni esistenti che potrebbero essere utilizzate con i dovuti adeguamenti. Chi dice Campo di Marte, chi Statuto, Castello o Rifredi: dovrà essere deciso sulla base della funzionalità del trasporto, ma evidentemente si dimostra superflua una nuova stazione a 500 metri da Statuto e a 1300 metri da Santa Maria Novella.

6) risparmiare oltre un miliardo di euro scegliendo una soluzione più semplice (e meno impattante per il territorio) consentirebbe di utilizzare in altre parti della rete toscana quelle risorse, di cui il trasporto locale ha disperatamente bisogno: non basta spendere i soldi, bisogna spenderli bene.

Prof. Alberto Ziparo, coordinatore Gruppo di Studio sul passaggio nodo fiorentino Alta Velocità, presso il LAPEI – Dipartimento di Urbanistica, Università di Firenze

05 febbraio 2009

Comunicato stampa

5 febbraio 2009

Leggiamo in questi giorni di ipotesi delle ferrovie per far fermare i treni AV alla stazione di Statuto o in altri scali diversi da Santa Maria Novella. Prendiamo atto della confusione che sembra ancora dominare in FS e amministratori locali sulla struttura del nodo ferroviario fiorentino.
Rammentiamo che lo “scavalco”, i cui lavori dovrebbero iniziare a breve tra Il Sodo e Rifredi, è una struttura piuttosto invasiva, impattante e molto costosa (circa 70 milioni di euro) per permettere ai treni che arriveranno dalla nuova linea AV dal Mugello di raggiungere Santa Maria Novella senza interferenze con le altre linee.
Se adesso si ricomincia a mettere in discussione la centralità della stazione di Michelucci ci chiediamo con che coraggio si iniziano i lavori di un manufatto come lo “scavalco” che non sarebbe solo ingombrante, ma addirittura dannoso per i futuri treni che dovrebbero dirigersi a Statuto o Rifredi o Campo di Marte.
Vediamo con dispiacere che le idee non le ha chiare nessuno, che si procede come sempre “a vista”, senza un progetto vero che risolva i problemi dei collegamenti e della mobilità toscana.
Gli unici che beneficeranno di questi lavori ferroviari sono le ditte che li eseguiranno: soldi senza alcun rischio garantiti da FS e amministrazioni. Che in seguito ci si ritrovi con una montagna di inutile e dannoso cemento è cosa che dovrà preoccupare solo i cittadini che da questi progetti avranno solo disagi, inquinamento, rumori, cantieri e il conto da pagare.
Come sempre questo Comitato è a disposizione di chiunque voglia avere chiarimenti: piante e progetti sono a disposizione di tutti.

Comitato contro il Sottoattreversamento AV di Firenze
info 338 3092948